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Takuma Sato si è aggiudicato la 101esima edizione della 500 Miglia. (foto: Zimbio.com)

500 Miglia di Indianapolis 2017: Sato vince, paura Dixon e curiosità

Takuma Sato è il primo pilota nipponico ad aggiudicarsi la 500 Miglia di Indianapolis. Paura per Scott Dixon, grande prestazione per Fernando Alonso.

Si è svolta quest’anno la 101^ edizione di quella che si può definire senza ombra di dubbio, la gara automobilistica per antonomasia: la 500 Miglia di Indianapolis.

A vincerla è stato il giapponese Takuma Sato. Il primo giapponese in assoluto a vincere la famosa corsa.

Ma è stata anche la gara dello spagnolo Fernando Alonso, una gara sfortunata visto che il suo motore Honda ha ceduto a 21 giri dalla fine. Pur comportandosi egregiamente, gestendo la gara con esperienza e magistralità, il due volte campione del mondo di Formula 1 non ha potuto fare nulla contro la sfortuna, infatti il suo motore è esploso sul lungo rettilineo, lasciandolo con l’amaro in bocca.

Nulla da recriminare comunque, e anche il pubblico glielo ha dimostrato con un lungo applauso e una lunga ovazione tanto da far dire al pilota spagnolo che “.. si sentiva quasi a casa”.

Curiosità

Una gara storica che vede i suoi esordi nel lontano 1911.

Alcune curiosità: la pista, l’Indianapolis Motor Speedway, è un circuito di tipo “ovale” considerato uno dei più importanti al mondo.

Oltre ad essere il teatro della 500 Miglia, l’Indianapolis Motor Speedway ha ospitato ben otto edizioni del Gran Premio di Formula 1, per l’occasione vennero apportate alcune modifiche alla pista.

Il montepremi della prima gara era di circa 30000 dollari e attirò un numero di concorrenti che si avvicinava alle cinquanta unità. Per qualificarsi bisognava percorrere un giro alla media di 120 km/h.

A vincere la prima edizione fu Ray Hurron con una Marmon Wasp. Al vincitore, la prima cosa da bere che viene passata subito dopo essersi tolto il casco è una bottiglia di latte.

La tradizione risale al 1936, quando Louis Meyer, trionfatore di quell’edizione, subito dopo la corsa pensò bene di dissetarsi bevendo una bottiglia ghiacciata di latte. I giri da percorrere sono duecento ogni giro è di circa quattro chilometri (2,5 miglia), e la velocità media raggiunta dai piloti va dai 340 ai 350 km/h.

Da quella famosa prima edizione ad arrivare ai giorni nostri, molte cose sono cambiate, ciò che invece è rimasto invariato è il fascino che questa competizione emana, un fascino che ammalia tanto i piloti che vi partecipano, quanto il pubblico che la guarda.

Pauroso incidente per Scott Dixon

Dunque una gara ammaliante, ricca di sorprese e colpi di scena proprio come è accaduto l’anno scorso, nella centesima edizione della corsa vinta dal “rookie” del team Andretti, Alexander Rossi.

Guida e strategia impeccabili e anche un pizzico di fortuna, hanno permesso al giovane pilota di poter tagliare il traguardo ed entrare nella storia. La corsa è stata molto pulita, e i rari interventi delle bandiere gialle (gli incidenti sono stati davvero pochi) hanno costretto ad un cambio di strategia coloro che sono entrati in pista con poco carburante, pensando che un eventuale ingresso della safety car potesse in qualche modo agevolarli, ma cosi non è stato ed il rientro ai box per il rifornimento è stato inevitabile. Una serie di incastri fortuiti, e sicuramente una buona dose di abilità hanno portato il ventiquattrenne al traguardo.

Pochi incidenti dunque in quella che è stata la centesima edizione della gara, ma è solo un caso perché la 500 Miglia è stata scenario nel corso delle sue edizioni,di incidenti davvero spettacolari, come quello di Mike Conway ne 2009. Verso la fine della gara durante un tentativo di sorpasso, la ruota della sua monoposto toccò la ruota dell’avversario; il risultato di questo scontro ebbe come esito finale l’impennarsi della macchina con conseguente volo e schianto sulle reti di protezioni. A Mike Conway allora andò molto bene, infatti uscì quasi illeso da quell’incidente. Unico danno la gamba rotta.

Anche quest’ultima edizione è stata scenario di un bruttissimo incidente, il piota coinvolto si chiama Scott Dixon di nazionalità Neozelandese.

Al cinquantatreesimo giro la sua macchina urtata da quella di Howard si alza, ribaltandosi e prendendo fuoco andando poi a sbattere come un lapillo impazzito sul bordo della pista. Anche in questo caso il pilota è riuscito a uscirne vivo, ma si sa, correndo a più di trecento chilometri orari il rischio incidenti è molto alto.

Diceva Filippo Tommaso Marinetti: “la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità”.

Oggi nel mondo sono decine le corse automobilistiche dove l’uomo in continua sfida con la tecnologia si presenta con mezzi sempre più futuristici,sempre più fantascientifici,ma il fascino della 500 Miglia rimane imbattuto. Rapisce ogni pilota e lo lascia arricchito di un’esperienza unica. Sembra quasi che dopo aver partecipato alla corsa si diventi più maturi, più uomini.

Alla prossima edizione dunque, certi che la mitica 500 Miglia di Indianapolis ci farà nuovamente sognare.

About Cristian La Rosa

Cristian La Rosa. Classe ’76, nato a Milano, ama il calcio e lo sport in generale. Diplomato in Telecomunicazioni segue con passione il calcio inglese. Ha collaborato con alcuni web magazine ed è il fondatore e l’ideatore.

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