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I giocatori azzurri in lacrime dopo lo 0-0 a San Siro contro la Svezia che ci ha estromessi dai prossimi Mondiali in Russia

Italia: Cause e conseguenze di un disastro “Mondiale”!

L’Italia è fuori dai Mondiali di Russia 2018! Dopo 60 anni l’incubo che aveva preso forma dopo la sconfitta per 1-0 in Svezia si è purtroppo avverato nella serata di ieri del Meazza.

Agli azzurri non è bastata una prova di cuore per scardinare la difesa degli svedesi che ha rischiato di subire gol solo in qualche occasione e che comunque ha meritato nel doppio confronto la qualificazione ai prossimi campionati del mondo.

Questo articolo però non vuole incentrarsi su quello che è successo in campo ma è un articolo dal punto di vista di un tifoso azzurro che vuole cercare i motivi del fallimento di questa Nazionale e le conseguenze che questo fallimento avrà per il calcio italiano.

Dopo l’eliminazione di ieri (e per la verità non solo da ieri) molti hanno criticato il CT Ventura per le sue scelte, altri i dirigenti, alcuni gli stessi giocatori che non si sono impegnati abbastanza per raggiungere il Mondiale in Russia. Tutte accuse fondate ma per capire secondo me il vero problema di questa Nazionale bisogna tornare indietro nel tempo e andare all’anno 2008.

Perché proprio il 2008? In quell’anno ci furono gli Europei di Austria e Svizzera culminati con l’eliminazione ai quarti ai rigori contro la squadra più forte del torneo, la Spagna. L’allenatore di quella Nazionale, Roberto Donadoni, terminò la sua avventura sulla panchina azzurra nonostante l’Europeo non fosse stato del tutto negativo.

Qui fu presa la decisione di richiamare il CT che vinse i precedenti Mondiali del 2006, ovvero Marcello Lippi e questo fu il primo dei segni che hanno portato fino al crac odierno. Voi vi chiederete e mi direte: perché è stato proprio questo il primo momento delle difficoltà della Nazionale?

Semplice: Lippi aveva già dato tutto quello che poteva ai Mondiali del 2006 che avevano visto l’Italia trionfare e riaffidarsi a lui è stato come dire “non sappiamo chi altri pigliare, speriamo che tu possa replicare il successo del 2006”.

Errore madornale che si è puntualmente verificato ai mondiali in Sudafrica del 2010 dove siamo usciti come ultimi nel nostro girone soprattutto per colpa di Lippi, che si è affidato quasi totalmente ai giocatori del 2006. Il girone per chi se lo ricorda non era “impossibile” visto che le nostre avversarie erano Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia. I nostri risultati: due pareggi e una sconfitta e quindi ciao ciao Sudafrica!

Il dopo Lippi sembrava una scelta più azzeccata e in linea con un possibile cambiamento dopo la disfatta del 2010. I dirigenti hanno deciso di puntare su Cesare Prandelli, tecnico molto stimato dalla dirigenza azzurra soprattutto per i buonissimi risultati ottenuti con la Fiorentina in quegli anni.

E nonostante qualche mezzo passo falso agli Europei di Polonia e Ucraina del 2012 arriviamo addirittura contro ogni pronostico in finale dopo aver avuto la Spagna nel girone e dopo aver confitto ai quarti gli inglesi e in semifinale i tedeschi. La sconfitta in finale proprio contro a Spagna è pesante (4-0) ma non toglie quello di buono avevamo fatto in quella manifestazione.

Perciò Prandelli viene riconfermato e dopo un girone di qualificazione senza sconfitte, ma non eccellente visto la sua facilità, andiamo in Brasile vogliosi di riscatto dopo il disastro di quattro anni prima. Il risultato però sarà lo stesso del 2010, ovvero eliminazione nel girone. Girone non semplice è vero con Uruguay, Inghilterra e Costarica, ma pur sempre eliminazione scioccante e Prandelli rassegna le dimissioni.

La federazione a questo punto decide di affidarsi ad Antonio Conte, che negli anni come allenatore alla Juventus aveva vinto campionati su campionati dimostrando di essere un allenatore validissimo. Gli Europei dello scorso anno in Francia lo hanno dimostrato, quando con una squadra tecnicamente carente ha puntato tutto su aggressività e voglia di vincere portando gli azzurri ai quarti con la Germania, persi solo ai calci di rigore.

Dopo questa eliminazione Conte decide di lasciare la Nazionale e la federazione è costretta a correre ai ripari chiamando Giampiero Ventura, affidandogli il compito di arrivare ai Mondiali del 2018 in Russia.

Al nuovo CT, come già si era promesso a Conte, si era parlato di stage, di puntare sui giovani azzurri che stanno sempre più emergendo ma tutto questo rimane solo parole e non fatti. Sarà anche per questo che Conte lascerà l’azzurro per firmare poi con il Chelsea.

Ventura prova a rivoluzionare tutto puntando su un nuovo modulo di gioco mai utilizzato dalla Nazionale, il 4-2-4. Modulo che si inceppa clamorosamente nella partita con la Spagna al Bernabeu valida per il primo posto del girone (3-0 spagnolo). La luce poi si affievolisce sempre più fino agli spareggi contro la Svezia, che hanno sancito la delusione più cocente degli ultimi 60 anni della Nazionale Italiana di Calcio.

Come avete potuto notare da questo resoconto storico dei risultati della Nazionale negli ultimi 12 anni le colpe sono di tutti, nessuno escluso. Dalla federazione, e quindi i vari dirigenti che ci sono stati, fino al commissario tecnico, che è responsabile della scelta dei giocatori e di chi e come metterli in campo, e ai giocatori, non citati dal sottoscritto in questo lungo resoconto ma ugualmente colpevoli.

Non bisogna quindi secondo me colpevolizzare una sola persona per questo risultato disastroso ma bisogna prendere coscienza della colpevolezza di tutti e ripartire. I primi che dovrebbero farlo sono le stesse persone della Federazione, facendo un passo indietro e dimettendosi, così come ovviamente ed inevitabilmente, il CT.

Quali saranno ora gli strascichi di questa debacle azzurra? Uno è a livello prettamente economico ed è molto semplice da notare. I diritti TV e gli sponsor subiranno se non lo hanno già fatto un calo drastico molto rilevante per la Federazione che potrebbe portare a una svalutazione del marchio dell’Italia nel mondo.

Gli altri invece sono per il movimento calcistico azzurro, che dovrà necessariamente cambiare pagina puntando tutto sulla valorizzazione dei calciatori azzurri in Serie A, svalutare e non strapagare i calciatori stranieri e, soprattutto, puntare sui giovani italiani, partendo dalle primavere e dai settori giovanili che hanno permesso alle altre nazionali, Spagna e Germania su tutte, di diventare così forti a livello Mondiale.

Solo seguendo questo percorso si potrà risollevare un movimento che ora è in fondo al tunnel nel buio più totale e che deve riuscire a rivedere la luce perché un Mondiale senza l’Italia non si deve più ripetere!

 

 

 

 

 

 

 

About Simone Mozzi

Simone Mozzi: Classe '93, laureato in Scienze della Comunicazione. Sono molto appassionato dello sport in generale, ma ho una grande passione per i motori, per il calcio e per l'NBA. Valentino Rossi, Javier Zanetti e Steph Curry i miei idoli.

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