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Spal, non fare come quel Pescara…

La Spal, questo sabato, si è guadagnata di diritto la promozione al prossimo campionato di Serie A dopo ben 49 anni di purgatorio: quasi mezzo secolo composto da fallimenti, rinascite ed una programmazione fatta come si deve, con una campagna acquisti seria ed un progetto importante, come se ne vedono pochi in cadetteria -ed anche più in alto- di questi tempi.

Mai una sconfitta, contro la Ternana, è stata così piacevole per la truppa guidata da Leonardo Semplici, fiorentino doc, uno di quelli che fa parte di quella folta schiera di allenatori silenziosi, che urlano quando si deve, che non si mettono in mostra per lasciar parlare il campo.

Arrivato a Ferrara nel 2014 dopo un’esperienza importante alla guida della Fiorentina Primavera, dove ha saputo valorizzare diamanti grezzi come Bernardeschi e Babacar, l’ex tecnico del Pisa ha saputo valorizzare un gruppo costruito con una certa logica ma pensato per qualcos’altro, la salvezza appunto; poi il ritorno nel calcio dei “grandi”, una promozione dalla Lega Pro alla Serie B ed il successivo Scudetto in un’annata in cui l’obiettivo primario era quello di una tranquilla salvezza.

Insomma, una bellissima favola. Non voglio rovinare certamente io la festa alla compagine di Ferrara, non è questo il mio obiettivo. Vorrei tuttavia far riflettere sulle conseguenze che una promozione del genere potrebbe avere sulla squadra e sulla possibile tenuta di quest’ultima nel prossimo campionato, dove ad attendere la Spal non ci saranno -con tutto il rispetto- la Ternana o il Brescia, bensì Juventus, Napoli, Roma et similia, in un periodo in cui si discute circa la possibilità di tagliare il numero di squadre partecipanti.

Certo, l’obiettivo rimarrà la salvezza ed a questa formazione non si chiederà di portare a casa i 3 punti contro le big della Serie A, tuttavia la il presentimento che pervade è di un possibile Pescara-bis. Non mi riferisco alla formazione odierna, per altro già retrocessa in cadetteria, bensì a quella della stagione 2011-2012, che stravinse quel campionato sotto la guida di Zeman. Vi ricordate chi c’era in quella rosa?

Rosa del Pescara, stagione 2011-2012

Ora, invece, vi mostro quella della stagione successiva, ossia quella che ha affrontato la Serie A.

Rosa Pescara, stagione 2012-2013

Notato niente? Proviamo a contare quanti giocatori sono rimasti con il salto di categoria. Ve lo diciamo noi: 15 su 35, giocatori Primavera compresi. I restanti sono stati ceduti o sono rientrati nelle rispettive compagini proprietarie dei cartellini.

Certo, era davvero difficile trattenere calciatori del calibro di Verratti ed Immobile, che hanno poi confermato le attese con una carriera ad altissimi livelli, ma gli altri 13? Era così impossibile trattenerne una buona parte? Il dato che rimane scritto negli annali del calcio, infatti, è chiaro e palese: la squadra che ha vinto meritatamente il campionato di Serie B l’anno precedente è stata smantellata in 3 mesi.

Ecco, non vorrei che questo accadesse anche con la Spal. Le premesse ci sono tutte: tanti giovani in prestito, e che di conseguenza il 30 giugno ritorneranno nei rispettivi club di appartenenza, ed un’altrettanta folta schiera di giocatori nel mirino di club più blasonati.

Per carità, è il gioco delle parti e sarebbe strano il contrario dopo un’annata così trionfale; inoltre il presidente Mattioli, a differenza di Sebastiani, sembra al momento più propenso a confermare il blocco vincente. Ma sarà davvero così? Solo il tempo può dirlo.

Al momento, però, l’unica certezza…è l’incertezza. Intanto i vari Meret, Bonifazi, Del Grosso, Pontisso, Ghiglione, Costa e Zigoni torneranno nei rispettivi club di Serie A proprietari del cartellino, con il loro futuro ancora tutto da scrivere. Alcuni di loro non sono stati protagonisti assoluti di questa cavalcata trionfale, ma sicuramente ognuno ha dato un contributo più o meno significativo alla causa.

La soluzione a questo problema non è semplice ed io non la possiedo di certo; al contrario, mi sono semplicemente limitato a raccontare la realtà di una Spal che merita comunque applausi ed elogi ma che allo stesso tempo, come accade a qualunque squadra faccia il grande salto, deve rimpolpare gran parte della propria rosa vincente più di quanto non si debba già fare in occasioni come queste.

Il mio augurio, per quel che vale, è quello di una serena permanenza della maggior parte della rosa, allenatore compreso, nella speranza che il vil danaro non abbia la meglio sul cuore. Almeno per una stagione calcistica.

About Francesco Bergamaschi

22 anni, frequenta il terzo anno della facoltà di Scienze della Formazione di Piacenza. Appassionato di calcio giovanile e serie minori, ha all'attivo diverse collaborazioni con blog e testate giornalistiche online. Con una penna o dietro una tastiera cerca di raccontare il mondo dello sport in tutte le sue infinite ed affascinanti sfaccettature. E' caporedattore di Lanotiziasportiva.com.

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