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Marco Melandri in attesa della vittoria in SBK 2019 (www.GPone.com)

A.A.A. Marco Melandri cercasi

È la goccia che fa traboccare il vaso. A seguito di un’infilata poco ortodossa, Marco Melandri ha perso il controllo della moto coinvolgendo nella caduta anche la Ducati di Chaz Davies. Per il pilota Yamaha significa sei posizioni in meno nella griglia di partenza per la prossima Superpole Race. Ma, dicevamo, è la goccia che fa traboccare il vaso di una stagione (o forse più di una) che probabilmente non è destinata a passare agli annali.

Un ragazzo dalle mille speranze ma che ancora sta cercando l’occasione della vita.  Un talento mai sbocciato a causa delle troppe moto non adeguate al suo stile di guida. Un pilota che non si è mai trovato nel posto giusto al momento giusto. Marco Melandri, sulle due ruote da quando era piccino, non riesce proprio a conquistare allori. O, meglio, dopo aver portato a casa il titolo nel 1997 in sella a una 125 (e fu il più giovane pilota a farlo) e nel 2002 (ventenne, allora era in 250 e correva con Aprilia) niente più feeling con le sue moto. Eppure di scuderie famose ne ha testate. Eccome. Yamaha e Ducati soprattutto, sia in MotoGP sia in SBK.

Illusione Australia

Dopo la stagione 2018 conclusa al quinto posto, quest’anno ancora incertezze per Marco Melandri e la sua R1. Quantunque il podio australiano avesse sorpreso tutti, nel weekend di Phillip Island, lo scorso febbraio. In Olanda il ravennate è apparso irriconoscibile occupando le ormai solite posizioni di rincalzo e oggi si trova, al termine del sesto appuntamento, solo con tre podi all’attivo, ma al gradino più basso. I soliti beninformati, infatti, sono pronti a giurare che i rapporti con Yamaha parrebbero già scricchiolare.

Il “finto” podio a Jerez

Nei libri di storia resterà che Marco Melandri è salito sul podio di Jerez, due giorni orsono, in occasione di gara-1. Ok, vero. Nella realtà, però, le cose sono andate diversamente. Inizialmente, infatti, sul terzo gradino del podio, davanti ai tifosi e in mondovisione, è salito Jonathan Rea. Salvo per scendervi (virtualmente) appena cinque ore dopo, in conseguenza della penalizzazione post gara inflitta al campione del Mondo per la “toccata “ad Alex Lowes. In ogni caso, medaglia di bronzo per il pilota Yamaha. Si tratta della sua 74ma volta sul podio, in 167 gare disputate. È anche la seconda volta sul podio per la casa del diapason, formazione “satellite” che  corre il Mondiale per la prima volta.

Ultima beffa: gara-2

Tra le curve spagnole si sono consumati molti duelli. Uno di questi è stato senza dubbio quello che ha visto protagonisti Chaz Davies e Marco Melandri, terminato nella ghiaia a tre giri dalla fine. Melandri infatti, in un tentativo di sorpasso, si è infilato perdendo poi il controllo della moto e coinvolgendo nella caduta anche Davies. L’incidente tra i due piloti è stato messo subito sotto investigazione dalla Direzione di Gara, che ha inflitto una penalità pesante al portacolori Yamaha, reo di aver buttato fuori pista il gallese della Ducati. Nella prossima Superpole Race, l’italiano perderà sei posizioni sulla griglia di partenza, indipendentemente da quale sarà il suo piazzamento.

«Non guido come voglio»

Quella con Yamaha sembra al momento una lotta continua, con tanti problemi che attualmente non trovano soluzione: “Non posso guidare come voglio. Non mi sento bene in nessuna area; frenata, uscita, percorrenza… non posso fare quello che voglio e usare i miei punti di forza. Stiamo provando qualsiasi cosa, a volte arriva qualcosa che migliora, la situazione ma non è abbastanza”, ha detto Marco Melandri dopo la gara di Imola (sesto posto per lui dopo una partenza dalla dodicesima casella). Il pilota di Ravenna ha dovuto ammettere: «Il lavoro da parte di Yamaha non manca. Il team sta lavorando davvero bene e Yamaha ci supporta al meglio. In questo momento io e la moto, però, non ci troviamo».

Appuntamento fra due settimane con le gare in casa. Il Circuito di Misano è pronto per far sfatare al numero 33 qualsiasi mito. Sulla moto che non va, sulla sua guida, sulle sue irruenze in pista. Staremo a vedere.

About Belardelli-Mulas

Lauretta Belardelli e Armando Mulas. Lei la penna, per professione; lui l'idea, per passione. Coppia nella vita e, ora, anche sul web con l'obiettivo di scrivere sul mondo delle due ruote e, soprattutto, sul maggiore dei suoi Campionati. Nel cuore il Dottor Rossi e le Ducati...

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