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Accadde oggi: la frittata di Higuita e la gioia di Milla

Il Camerun approda ai quarti di finale di Italia ’90 eliminando i colombiani. Grazie anche al consueto esibizionismo del loro estremo difensore.

di Stefano Ravaglia

“Notti magiche”: se n’è parlato molto ultimamente, perché siamo dentro ai trent’anni di Italia ’90, il Mondiale degli occhi sgranati di Schillaci e del sogno azzurro spezzato in semifinale, ma in questo caso sarebbe meglio dire “pomeriggi magici”. Come quello di tre decadi fa esatte, 23 giugno 1990. Teatro dell’evento, Napoli, stadio San Paolo, proprio quello che costerà caro all’Italia di Vicini.

Sì, ma quale evento? Camerun contro Colombia, Roger Milla, icona camerunense, contro Valderrama e Higuita, il pittoresco portiere sudamericano. Che anche quel giorno non verrà meno alla sua fama.

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Ottavi di finale del campionato del mondo. Il Camerun ha vinto il girone nientepopodimeno che contro l’Argentina campione in carica, sconfitta all’esordio, l’8 giugno a San Siro. Poi un’altra vittoria contro la Romania, prima del pesante ko contro l’Unione Sovietica per 4-0. Ininfluente, perché con 4 punti gli africani vincono il girone. Alla Colombia invece sono bastati 3 punti per occupare l’ultimo posto utile del girone con Germania (bloccata sull’1-1), Jugoslavia e Emirati Arabi, questi ultimi eliminati senza nemmeno un punto.

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Alle 17 del 23 giugno scendono in campo le due compagini per puntare al quarto di finale che sarebbe già un grandissimo risultato per entrambe. I sudamericani sono allenati dal “dentista”, Francisco Maturana: sei mesi prima aveva provato a Tokyo a fermare il Milan di Sacchi, e quasi ci era riuscito. Il suo Medellin aveva perso la Coppa Intercontinentale all’ultimo minuto dei tempi supplementari.

Oltre al capellone Valderrama al centro del campo, in difesa c’è Escobar, il compianto difensore ucciso quattro anni dopo al rientro dal Mondiale americano, e davanti Freddy Rincon, che sarà una futura conoscenza del Napoli.

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Sotto il sole partenopeo, saranno soprattutto due i grandi protagonisti. Per osservarli però, bisognerà attendere i supplementari. Lo 0-0 non si sblocca, in un match condizionato dal caldo e con Roger Milla, uno dei due di cui sopra, che non parte titolare ed entra all’ora di gioco, spedito in campo dal selezionatore russo Nepomnyashchiy nel tentativo di sparigliare le carte.

L’altro, René Higuita, che anche di quel Medellin di Maturana era il portiere, fa da contraltare a N’Kono, tra i pali dall’altra parte: avete già sentito questo nome? Sì, è l’idolo di un altro numero uno, Gianluigi Buffon, affascinato dalle sue parate. Ecco, il capellone colombiano però, al minuto 106 deve soccombere: Milla, da perfetto diesel, ha carburato, e dopo un agile dribbling su un difensore avversario, batte Higuita calciando sotto la traversa.

La frittata che da il nome al nostro titolo, però, arriva due minuti dopo. Con la Colombia tutta sbilanciata per cercare il pareggio, un camerunense rinvia il pallone oltre la metà campo, dove ci sono solo maglie gialle. Higuita, molto avanti rispetto all’area di rigore, governa il pallone e lo scambia con un compagno. Quando riceve di nuovo palla però, il trentottenne Milla ha capito che questo qua bisogna andare a pressarlo: l’improbabile dribbling di Higuita è un disastro che spalanca la porta a Roger, per il comodo 2-0.

Sarà Bernardo Redin, per la Colombia, ad accorciare le distanze: tutto ciò che non era accaduto nei novanta minuti, accade in una frizzante mezz’ora di supplementari. Per i sudamericani però  è troppo tardi: il Camerun passa ai quarti di finale, e insieme al Senegal del 2002 e al Ghana del 2010, sarà una delle tre squadre africane che hanno fatto più strada in un Mondiale.

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I destini dei due, quattro anni dopo, saranno ancor più distanti in quanto a risultati personali: Higuita guarderà il Mondiale 1994 da casa, appena uscito di prigione e tagliato fuori dalla Nazionale.

“In una storia di riscatto per un rapimento, ho pagato la mia amicizia con Escobar. Mi hanno portato a Bogotà: due elicotteri, ammanettato, come il peggior delinquente, e i titoli di giornale mi descrivevano come un rapitore. Sono rimasto due giorni in Procura e da lì mi hanno inviato a La Modelo, in prigione”.

Nel frattempo, nel 1993, il grande Re della cocaina era stato ucciso. Milla invece, negli Stati Uniti, segnerà ancora: a 42 anni resta ancora il più anziano marcatore di un torneo iridato. A Napoli, di nuovo, questa volta il Camerun verrà fermato dall’Inghilterra di Gascoigne e Lineker.

Ma la loro fetta di gloria, in quell’estate di “pomeriggi magici” i leoni indomabili, com’è soprannominata la nazionale camerunense, se l’erano già portata in Africa.

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