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Al via la Premier: le piccole spendono, le grandi a caccia della corazzata City

Con Manchester United-Leicester di venerdì sera scatta un nuovo capitolo del massimo campionato inglese. Sarri e Emery le novità in panchina. Il mercato ha sfondato il tetto del miliardo, col West Ham che ha sborsato 100 milioni per rinforzarsi

 

di Stefano Ravaglia

 

C’è il Chelsea che continua il suo “italian job”. Dopo Zola e Vialli in campo e in panchina, Ancelotti arrivato alla fine di un grande ciclo al Milan e Conte che ha tolto i blues dalle ceneri portandoli a un titolo e a una FA Cup, è Sarri a proseguire la lunga tradizione italica sul “bench” della squadra di Abramovich. Sarà la prima Premier League senza Wenger, con Emery che ne raccoglie dopo 22 anni l’eredità all’Arsenal. E le neo-promosse? C’è il Wolverhampton gestito dai cinesi e marchiato Jorge Mendes, con Espìrito Santo in panchina e diversi giocatori della sua scuderia in campo, il ritorno del Fulham con quel delizioso gioiellino che è Craven Cottage, e guai a buttarlo giù. E il Cardiff che sostituisce lo Swansea retrocesso per rappresentare il Galles. Le tre promosse della scorsa stagione (Brighton, Newcastle e Huddersfield) si sono salvate tutte, e quella dell’anno prima, il Burnley, affronta in queste ore i preliminari di Europa League. E ovviamente lo United di Mourinho, che finora ha sempre vissuto a distanza più o meno siderale dagli avversari. Il Manchester City invece chi lo ferma? Mahrez a una settantina di milioni nel mercato estivo, e poco altro. La corazzata di Guardiola è attesa alla consacrazione, con il catalano che pare aver preso le misure al torneo più complicato del mondo. Insomma, ce ne sono parecchi di motivi, come al solito, per tenere gli occhi fissi sul campionato più ricco e bello del mondo. Dove le favole si possono avverare (Leicester 2016) e il tifoso è al centro del progetto.

Circa 1 miliardo e 80 milioni di euro la spesa complessiva sul mercato dei club inglesi. Detto del City, a spendere è stato lo United che ha portato a Old Trafford Fred, ex Shakthar, per sessanta milioni e rimandato Daley Blind da dov’era venuto, all’Ajax. Ma sugli scudi vanno il Chelsea e il Liverpool: spedito Courtois al Real Madrid, Sarri avrà a disposizione Arizzabalaga, arrivato dal Bilbao, che ha già battuto il record appena stabilito dai Reds per un portiere: 72,5 i milioni versati alla Roma per Allison, 80 quelli che si sono presi i baschi per cedere il loro numero 1 ai blues. Impallidiscono i “soli” 25 milioni che l’Arsenal ha sborsato per Leno dal Leverkusen: i Gunners hanno pescato anche in Italia, facendo loro anche Torreira dalla Sampdoria. Con l’Everton vicino a Bernard, recentemente nel mirino del Milan, e spedito Mirallas alla Fiorentina, non passano inosservate nemmeno le spese delle “piccole”, ammesso che in Premier possano chiamarsi tali. Il Bournemouth ha sborsato 28 milioni per il mediano del Levante Jefferson Lerma, e il West Ham ha invece superato quota 90 milioni: Yarmolenko dal Dortmund, Diop dal Tolosa e soprattutto i 38 milioni spesi per Felipe Anderson prelevato dalla Lazio.

In un campionato dove l’ultima in classifica dello scorso anno (West Bromwich) incassa 108 milioni dalle televisioni, dove i calendari vengono compilati a metà giugno perché non ci sono problemi di penalizzazioni o iscrizioni e dove, nei casi in cui è previsto, comunque la giustizia è celere e senza alcuna remora, il sistema continua a reggere. Certo, il caro biglietti denunciato da tante tifoserie negli ultimi anni, con prezzi arrivati ormai alle stelle, non è accettato di buon grado, ma non scoraggia certo il pubblico multiculturale che riempie gli avveniristici impianti d’oltremanica. E con la positiva avventura dell’Inghilterra di Southgate in Russia, il vento è in poppa. Si parte da Old Trafford, venerdì sera: United-Leicester può essere una sfida impari per noi comuni mortali. Non lassù, dove l’isola britannica pare proprio continuare a essere un’isola felice.

 

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