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Alla scoperta del piccolo Liechtenstein

Uno stadio da seimila posti e mai nessuna gloria. E non esiste nemmeno un campionato nazionale

 

di Stefano Ravaglia

 

Non si gioca il campionato, solo una Coppa nazionale. Il Vaduz, club più rappresentativo (non che abbia grandi rivali, sono solo 7 le squadre del paese…) gioca nel campionato svizzero. Nella graduatoria FIFA, di cui fa parte dal 1974, occupa la posizione numero 181. Sono alcuni numeri del Liechtenstein, avversario dell’Italia nelle qualificazioni europee, paese troppo piccolo per avere un proprio torneo nazionale.

Trentottomila abitanti, giardino verde stretto tra Germania, Austria e Svizzera, monarchia costituzionale con un principe come capo dello Stato e ovviamente alcuna partecipazione a qualsivoglia torneo internazionale. Mai un Europeo, figuriamoci un Mondiale. Viene in mente la nazionale di San Marino, ma il Liechtenstein almeno qualche giorno di gloria ce l’ha avuto. Nel 1994 partecipa per la prima volta a un girone di qualificazione per una grossa competizione, gli Europei in programma in Inghilterra due anni dopo. Nel novembre 1996, arriva la più larga sconfitta di sempre: 11-1 contro la Macedonia nel cammino verso Francia ’98. In quegli anni Novanta ottiene solo una vittoria: è un 2-1 all’Azerbajgian nel 1998, qualificazioni a Euro 2000, che è anche la prima della storia della nazionale.

Dieci anni più tardi, qualificazioni al mondiale tedesco, mette in fila addirittura quattro punti: prima rimonta il Portogallo da 0-2 a 2-2, poi vince in casa del Lussemburgo per 4-0. Saranno 8 totali alla fine del girone e per la prima volta la squadra non chiuderà il girone all’ultimo posto. A proposito di San Marino: a Serravalle, nel 2011, le due squadre si affrontano in amichevole. La spunta il Liechtenstein 1-0. Da lì proviene Mario Frick, attaccante che in Italia è passato da Siena, Ternana, Verona e Arezzo e la squadra disputa le sue partite casalinghe al Rheinparkstadion, inaugurato nel 1998, dove trovano posto circa seimila persone ed è anche lo stadio dello stesso Vaduz. Da queste parti i trofei, il calcio dei grandi club e degli stadi avveniristici sono lontani anni luce, ma proprio tutto ciò rende il Liechtestein una perfetta storia di pallone da rispolverare.

 

 

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