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Alphonso Davies, dal campo profughi alla Champions League

 

Velocità, tecnica e intensità, il terzino del Bayern Monaco si sta facendo sempre più spazio. La gloria di oggi ha origine nelle difficoltà del suo passato…

 

di Stefano Ravaglia

 

Nel 2026 avrà 26 anni, sarà cioè nel pieno della maturità calcistica. Il Canada, nazione per la quale gioca, manca da un Mondiale dal 1986, in Messico. Sarà qualificato d’ufficio, così come le altre due ospitanti, gli Stati Uniti e proprio i messicani. E allora Alphonso Davies, “millenials” in forza al Bayern Monaco, nato il 2 novembre 2000, potrebbe davvero farsi vedere in una vetrina importante, la più importante, come il torneo iridato.

Alphonso è stato uno dei grandi protagonisti della vittoria del Bayern a Stamford Bridge: i tedeschi hanno mortificato il Chelsea con un secondo tempo devastante, e in particolar modo è stato proprio Davies ad arare la fascia sinistra fornendo due dei tre assist che hanno mandato in porta Gnabry e Lewandowski per due delle reti del Bayern. La storia di Davies è di quelle particolari: i genitori, liberiani, durante la guerra civile si rifugiano prima in Ghana, dove il nostro viene al mondo a Buduburam, un campo profughi. Poi la famiglia Davies, quando lui ha 5 anni, si trasferisce in Canada, ad Ontario, dove lui esordisce giovanissimo con i Vancouver Whitecapes a 15 anni, prima di passare in Germania nel gennaio 2019, anche se fu opzionato nell’estate del 2018 in attesa che divenisse poi maggiorenne. Salihamidzic, ex giocatore del Bayern e ora direttore sportivo, aveva le idee chiare, come spiegò nell’estate 2019: “Abbiamo acquistato Davies un anno fa perché in lui vedevamo uno dei migliori giocatori della sua generazione. I tifosi aspettavano un giovane come lui, come presenza fisica, intensità e tecnica”.

Nel 2017 ha ottenuto ufficialmente la cittadinanza canadese esordendo nel giro di poche settimane in Nazionale. Con il Bayern ha un contratto fino al 2023. Quando vede le squadre di Londra si esalta: aveva timbrato due assist anche nel 3-1 al Tottenham all’Allianz Arena nel girone di questa Champions League. Alla vigilia della sfida al Chelsea, aveva anche ricordato la fede blues del padre, che sarà stato contento per le gesta del figlio ma un po’ meno per il risultato. Anche Alphonso però era un fan di Didier Drogba. Il futuro è tutto dalla sua parte.

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