Dietro i nomi delle prossime avversarie dei Grifoni si nascondono promozioni leggendarie, grandi campioni, rivalità storiche e società che hanno lasciato un segno nella pallacanestro italiana. Un campionato tutto da raccontare.
PIZZIGHETTONE (CR) – Archiviata la delusione per il mancato ripescaggio in Serie B Nazionale, la Mazzoleni Pizzighettone può tornare a guardare il parquet e a preparare la sua quarta stagione consecutiva in Serie B Interregionale. Davanti ai biancazzurri si apre un campionato diverso da quello appena concluso, con quindici avversarie nuove rispetto alla scorsa regular season e una lunga serie di trasferte tra Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino.
A prima vista potrebbe sembrare soltanto un raggruppamento ridisegnato secondo criteri geografici. Basta però scorrere i nomi delle squadre per capire che il nuovo Girone B è qualcosa di più. Dietro alcune delle prossime avversarie dei Grifoni si nascondono partecipazioni alla massima serie, promozioni rimaste nella memoria collettiva, palazzetti entrati nella storia e giocatori che, partendo da queste realtà, hanno raggiunto la Nazionale o i più importanti parquet italiani.
Quello della Mazzoleni sarà quindi anche un viaggio nella memoria della pallacanestro. Un percorso tra società antiche e progetti recenti, tra città abituate al grande basket e piccoli centri capaci di costruire la propria identità intorno a un canestro.
MONFALCONE, TRIESTE E GORIZIA: DOVE IL BASKET E’ STORIA E IDENTITA’
Una delle trasferte più affascinanti porterà Pizzighettone a Monfalcone. La Falconstar non può essere considerata una semplice formazione della categoria: le sue radici affondano negli anni precedenti alla Seconda Guerra Mondiale e riportano a un’epoca in cui la geografia della pallacanestro italiana era profondamente diversa da quella attuale.
Nel 1941 la squadra conquistò la promozione nella massima serie vincendo il campionato di Serie B. Due anni più tardi arrivò un sesto posto assoluto in Serie A, risultato che ancora oggi occupa un posto speciale nella storia sportiva locale. Quel passato continua ad accompagnare il club e rende Monfalcone una piazza dal peso particolare, al di là della categoria attuale.
A questa terra è legato anche il nome di Pino Brumatti, uno dei grandi interpreti del basket italiano, protagonista con l’Olimpia Milano e con la Nazionale. Dopo la carriera ad altissimo livello, Brumatti continuò a trasmettere la propria esperienza proprio nell’area monfalconese e goriziana, lavorando sul campo e ricoprendo ruoli dirigenziali.
Poco più a est, il viaggio della Mazzoleni toccherà una realtà nella quale pallacanestro e appartenenza culturale sono inseparabili. La Pallacanestro Jadran Trieste è nata alla fine degli anni Sessanta come punto di riferimento sportivo della minoranza slovena in Italia. La sua storia più celebre porta la data del 25 maggio 1985, quando il PalaChiarbola venne riempito da oltre cinquemila spettatori per la sfida contro la Stefanel Treviso.
Quella vittoria regalò allo Jadran una storica promozione in Serie B, ma il suo valore andò ben oltre il risultato. Fu la festa di una comunità intera, capace di riconoscersi in una squadra e di trasformare una partita in una pagina di identità collettiva.
Anche Gorizia conserva un rapporto profondo con la pallacanestro. L’attuale Dinamo è nata alla fine degli anni Novanta, ma gioca in una città che per decenni ha frequentato i livelli più alti del movimento nazionale. L’Unione Ginnastica Goriziana e, successivamente, la Nuova Pallacanestro Gorizia disputarono numerosi campionati di Serie A, rendendo il basket una componente fondamentale della vita sportiva cittadina.
Su quei parquet si formarono o passarono figure destinate a diventare protagoniste del basket europeo. Roberto Premier avrebbe scritto pagine importanti con l’Olimpia Milano e la Nazionale; Bogdan Tanjević sarebbe diventato uno degli allenatori più influenti del continente; Alberto Tonut avrebbe conquistato il titolo europeo del 1983 con l’Italia, prima di trasmettere la propria passione al figlio Stefano.
La Dinamo di oggi è una realtà differente rispetto alle società che portarono Gorizia in Serie A, ma ogni partita giocata in città continua inevitabilmente a confrontarsi con quella memoria.
IL VENETO DEI PATRONATI, DEI VIVAI E DEI GRANDI PLAYMAKER
La storia del basket veneto racconta spesso di squadre nate negli oratori, nelle parrocchie e nei piccoli centri, prima di crescere fino a raggiungere i campionati nazionali. La Virtus Padova ne è uno degli esempi più rappresentativi.
Fondata nel 1945 nell’ambito delle attività del Patronato di Camin, la società ha attraversato generazioni diverse senza smarrire la propria vocazione formativa. La sua lunga presenza nel basket nazionale è il risultato di un lavoro costruito nel tempo, lontano dalle scorciatoie e profondamente legato al territorio.
Tra i giocatori passati dalla Virtus c’è Leonardo Busca, playmaker dalle dimensioni fisiche contenute ma dalla personalità enorme, capace di costruirsi una carriera lunga e significativa tra Serie A1 e Serie A2. Roseto, Messina e Biella sono soltanto alcune delle piazze nelle quali ha lasciato il segno dopo i primi passi nel basket padovano.
Il percorso biancazzurro farà tappa anche a Montebelluna, dove la pallacanestro iniziò a organizzarsi alla fine degli anni Sessanta. Il club visse uno dei periodi più importanti tra gli anni Settanta e Ottanta, arrivando vicino ai massimi livelli e diventando una scuola apprezzata per la formazione dei giovani.
Da Montebelluna sono passati Andrea Gracis, futuro playmaker della Benetton Treviso e della Nazionale, e Roberto Premier, prima della consacrazione a Gorizia e Milano. Due giocatori diversi, accomunati dalla capacità di leggere il gioco e di diventare riferimenti per le proprie squadre.
Anche Oderzo conserva una tradizione importante. Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta disputò campionati di Serie B molto combattuti, diventando un riferimento per numerosi giovani provenienti dall’area trevigiana e pordenonese. La storia del club non si misura soltanto attraverso i risultati, ma anche nella capacità di tenere vivo il basket in un territorio dove la concorrenza sportiva è sempre stata molto forte.
Più recente è invece la scalata del Play Basket Carrè. Il club è nato nel 2010 in un comune dell’Alto Vicentino di poche migliaia di abitanti e, in tempi relativamente brevi, è riuscito a raggiungere la dimensione interregionale. La sua presenza nel girone accanto a città come Padova, Trieste e Gorizia rappresenta una delle immagini più interessanti del campionato: un piccolo paese che sfida piazze dalla tradizione molto più antica, affidandosi al lavoro locale e al coinvolgimento della comunità.
MANTOVA, ISEO E LE ALTRE SFIDE LOMBARDE
Per Pizzighettone il nuovo campionato avrà anche un forte sapore lombardo. Le trasferte saranno più brevi, ma non necessariamente meno complicate. In molti casi porteranno i Grifoni in palazzetti nei quali il fattore ambientale può cambiare il volto di una partita.
Il nome degli Stings Mantova riporta immediatamente alla Serie A2. Per circa un decennio il basket virgiliano ha frequentato stabilmente il secondo campionato nazionale, affrontando società importanti e portando nella città giocatori di esperienza internazionale. Dopo la cessione del titolo sportivo nel 2023, il progetto è ripartito dalle fondamenta attraverso la nuova realtà JBStings e una forte attenzione all’attività giovanile.
La ricostruzione non è stata soltanto tecnica. Mantova ha cercato di recuperare il legame tra la squadra e il territorio, riportando al centro il vivaio e accompagnando i ragazzi fino a traguardi nazionali come le Final Four Under 19 Gold. Affrontare gli Stings significherà quindi misurarsi con una società nuova nella struttura, ma ancora sostenuta dal ricordo recente della pallacanestro di alto livello.
A Iseo, invece, la storia si intreccia con il calore del PalaAntonietti. Fondato nel 1974, il club sebino ha attraversato momenti particolarmente significativi tra gli anni Ottanta, Novanta e Duemila, diventando una presenza abituale nei campionati nazionali.
Il palazzetto affacciato idealmente sul lago ha spesso rappresentato qualcosa in più di un semplice campo di casa. Spazi raccolti, pubblico vicino al parquet e grande partecipazione hanno trasformato numerose partite in sfide difficili anche per formazioni costruite con ambizioni superiori. Per la Mazzoleni sarà uno di quegli appuntamenti nei quali serviranno lucidità e personalità.
Romano Lombardo propone invece una storia che presenta diversi punti di contatto con quella di Pizzighettone. Non una grande metropoli, ma una società cresciuta attraverso programmazione, continuità e capacità di valorizzare le risorse disponibili. Il club bergamasco ha scalato progressivamente le categorie regionali fino a stabilizzarsi in Serie B Interregionale, raggiungendo i livelli più alti della propria storia.
Anche Ospitaletto sta vivendo una fase di crescita importante. La realtà bresciana ha ricostruito la propria presenza nei campionati nazionali dopo anni trascorsi nelle categorie regionali. Il progetto del CXO coinvolge prima squadra, settore giovanile e territorio, con un seguito crescente e un palazzetto capace di accompagnare la squadra nei momenti decisivi.
Saranno confronti vicini geograficamente, ma tutt’altro che ordinari. In queste partite entreranno in gioco conoscenza reciproca, orgoglio territoriale e ambizioni spesso molto simili.
PORDENONE E ROVERETO, PROGETTI CHE GUARDANO OLTRE IL RISULTATO
Non tutte le storie del girone appartengono al passato. Alcune raccontano il modo in cui le società contemporanee stanno cercando di costruire il proprio futuro, creando collaborazioni con club di Serie A e investendo sulla funzione sociale dello sport.
Il Sistema Basket Pordenone, nato nel 2002, ha sviluppato un legame con il settore giovanile della Virtus Bologna. L’affiliazione consente ai giovani friulani di confrontarsi con metodologie tecniche ispirate a una delle società più prestigiose d’Italia, creando un ponte tra il basket territoriale e l’alto livello.
Il lavoro di Pordenone non si limita però alla formazione agonistica. La società ha investito anche nel Baskin, disciplina inclusiva che permette ad atleti con e senza disabilità di condividere lo stesso campo, adattando ruoli e regole alle differenti capacità. Un progetto che restituisce alla pallacanestro la sua dimensione più autentica: essere un luogo d’incontro prima ancora che una competizione.
Rovereto sarà invece l’unica rappresentante del Trentino-Alto Adige nel raggruppamento. Una condizione particolare, perché ogni gara della squadra assume inevitabilmente anche il significato di rappresentare un’intera regione.
La società lavora in collaborazione con l’Aquila Basket Trento e si colloca all’interno di un sistema che prova ad accompagnare i giovani dal minibasket verso palcoscenici più importanti. Il parquet roveretano ha ospitato negli anni selezioni e manifestazioni giovanili, diventando uno dei punti di collegamento tra l’attività di base e la realtà professionistica trentina.
Sono storie differenti, ma unite dalla stessa convinzione: il valore di una società non dipende soltanto dalla posizione in classifica, bensì dalla capacità di lasciare qualcosa ai ragazzi e al territorio.
UN VIAGGIO CHE PUO’ AIUTARE A CRESCERE
Il nuovo Girone B si annuncia difficile, imprevedibile e ricco di insidie. La Mazzoleni Pizzighettone troverà squadre abituate a giocare davanti a pubblici caldi, club con tradizioni importanti e realtà emergenti desiderose di consolidarsi nella categoria.
Per i biancazzurri sarà una sfida tecnica, ma anche un’esperienza preziosa. Misurarsi con ambienti diversi, affrontare lunghe trasferte e conoscere nuovi modi di vivere la pallacanestro rappresenterà un ulteriore passaggio nel percorso di crescita del gruppo e dei giovani inseriti nel progetto.
La stagione precedente ha mostrato una Mazzoleni capace di competere fino alle ultime partite per un traguardo prestigioso. Il mancato ripescaggio non cancella quanto costruito né modifica la direzione intrapresa dalla società. Il nuovo campionato offrirà l’occasione di ripartire, consolidare il lavoro svolto e confrontarsi con una geografia cestistica completamente diversa.
Tra Monfalcone e Trieste riaffioreranno le memorie della grande pallacanestro del Nord-Est. A Padova, Montebelluna e Oderzo si incontreranno club cresciuti attraverso patronati e vivai. In Lombardia torneranno le sfide più vicine e sentite, mentre Pordenone e Rovereto racconteranno progetti capaci di guardare oltre il risultato della domenica.
Non sarà soltanto una sequenza di partite. Sarà un viaggio tra generazioni, identità e territori che hanno scelto il basket per raccontarsi. E la Mazzoleni Pizzighettone è pronta a percorrerlo a testa alta, portando con sé la propria storia e la volontà di continuare a costruire il futuro.
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