Due squadre, due filosofie e una rivalità nata tra sirene, overtime e playoff: la Mazzoleni sfida Gorizia inseguendo qualcosa che va oltre una semifinale
PIZZIGHETTONE (CR) – Alcune serie playoff durano il tempo di una qualificazione. Altre, invece, si trascinano dietro tensioni, ricordi e partite che continuano a pesare anche mesi dopo l’ultima sirena. Pizzighettone-Gorizia appartiene a questa seconda categoria. Il quarto di finale di Serie B Interregionale che scatterà domenica 11 maggio al PalaBigot non mette soltanto di fronte due squadre in forma: riapre una sfida lasciata irrisolta nel Play-In Gold, tra finali decisi all’ultimo possesso, trasferte infinite e ferite ancora aperte da entrambe le parti.
La Mazzoleni Pizzighettone arriva a questo appuntamento dopo aver eliminato Monfalcone con un 2-0 che racconta bene il carattere della squadra di coach Giovanni Baiardo. Gara-1, vinta 75-67 a Soresina, aveva mostrato la solidità difensiva e la pazienza offensiva di un gruppo che da mesi sembra conoscere perfettamente la propria identità. Gara-2 invece è stata qualcosa di diverso: una battaglia sporca, nervosa, emotiva. Una partita da playoff autentici, chiusa soltanto all’overtime grazie al canestro di Daniele Ciaramella allo scadere per l’88-90 finale al PalaPaliaga.
Ed è probabilmente proprio qui che nasce la sensazione più interessante attorno alla Mazzoleni: questa squadra sembra stare meglio quando il livello di pressione si alza. Quando il ritmo si sporca, quando le mani diventano pesanti e i possessi valgono una stagione intera, il gruppo di Baiardo continua a trovare lucidità.
UNA RIVALITÀ NATA NEL PLAY-IN 2025/26
Non è un dettaglio banale.
Perché ora il livello della difficoltà si alza ancora. Gorizia non è soltanto una squadra fisica e profonda. È probabilmente una delle poche formazioni della categoria costruite per vivere esattamente questo tipo di serie. Lo dimostra il roster esperto di coach Gigi Tomasi, lo raccontano i centimetri di Mise Diminic sotto canestro e lo conferma il percorso netto contro Gallarate negli ottavi di finale.
Ma soprattutto lo raccontano i precedenti stagionali.
La prima volta che Pizzighettone e Gorizia si sono affrontate nel Play-In Gold, i Grifoni hanno firmato una delle prove più convincenti dell’anno: 84-96 in Friuli, con Dominik Samija dominante da 27 punti e Daniele Ciaramella padrone assoluto dei ritmi offensivi. Una vittoria pesante, netta, quasi inattesa per come era maturata.
Poi è arrivato il ritorno al PalaStadio. E lì la serie ha cambiato faccia.
Per quasi quaranta minuti la Mazzoleni aveva avuto la partita in mano. Sembrava il secondo colpo consecutivo contro una delle favorite del girone. Poi, improvvisamente, tutto si è ribaltato. Gli ultimi possessi giocati male, la tensione, il margine evaporato e infine il canestro sulla sirena di Noah Giacchè per il 68-69 finale. Una delle sconfitte più dolorose della stagione biancoblù.
Da quel momento, Pizzighettone-Gorizia ha smesso di essere soltanto una partita di regular season.
Ecco perché questa serie ha qualcosa di diverso rispetto agli altri quarti di finale. Perché racconta due filosofie opposte di pallacanestro e, in qualche modo, due idee differenti di costruzione sportiva.
DUE FILOSOFIE OPPOSTE DI BASKET
Da una parte c’è Gorizia, squadra fisica, esperta, costruita per controllare i ritmi e punire ogni errore vicino al ferro. Tomasi cerca continuamente vantaggi nel pitturato sfruttando la presenza dominante di Diminic e la durezza di Marco Ius, costringendo spesso gli avversari a collassare difensivamente per poi aprire il campo ai tiratori.
Dall’altra parte c’è invece una Mazzoleni che vive di aggressività difensiva, cambi sistematici e transizione. Baiardo ha costruito un gruppo capace di soffocare il palleggio avversario e trasformare le partite in battaglie di intensità. E quando il ritmo si alza, giocatori come Samija e Piccoli diventano difficili da controllare.
Marcello Piccoli, in particolare, sta vivendo forse il momento migliore della sua stagione. Nei playoff viaggia a 14 punti di media e sta dando alla Mazzoleni qualcosa che spesso nelle serie playoff fa la differenza: equilibrio. Difesa, rimbalzi, letture offensive e capacità di giocare sia dentro che fuori area. Una presenza silenziosa ma pesantissima nell’economia della squadra.
Poi c’è Ciaramella, che ormai sembra essersi preso il ruolo naturale del leader emotivo. Non soltanto per il canestro decisivo contro Monfalcone, ma per la gestione dei possessi quando la partita entra nella zona più sporca e difficile. La sensazione è che nei finali il pallone finisca inevitabilmente nelle sue mani perché il gruppo si fida del suo istinto.

I NUMERI CHE RACCONTANO LA SERIE
Anche i numeri spiegano bene perché questa sfida prometta equilibrio assoluto. Nelle due gare stagionali del Play-In Gold si è passati dai 180 punti complessivi della vittoria biancoblù in Friuli ai soli 137 del ritorno di Soresina deciso sulla sirena. Un dettaglio che racconta quanto il ritmo possa cambiare l’inerzia della serie.
La Mazzoleni arriva ai quarti con un Marcello Piccoli da 14 punti di media nei playoff e con la coppia Samija-Ciaramella già capace di combinarne 51 nella storica vittoria del PalaBigot.
Gorizia invece continua ad affidarsi alla presenza dominante di Diminic sotto canestro e all’impatto perimetrale di Giacchè, autore del tiro che ha deciso l’ultimo precedente stagionale.
CIARAMELLA, SAMIJA E GLI UOMINI CHE CAMBIANO LE SERIE
Ma questa serie non si deciderà soltanto nei quintetti iniziali.
In una sfida così corta e fisica, anche le rotazioni rischiano di diventare decisive. Alessandro Ndiaye rappresenta una delle armi più importanti della panchina biancoblù: energia, protezione del ferro e presenza a rimbalzo offensivo contro i centimetri friulani. Luca Beghini invece può essere il giocatore capace di cambiare l’inerzia di una gara con due triple consecutive.
Gorizia risponde con l’esperienza infinita di Siro Braidot e con la pressione difensiva di Giacomo Baissero, giocatori meno appariscenti ma fondamentali quando le partite diventano tese e sporche.
E poi ci sarà il fattore campo.
La Dinamo avrà il vantaggio dell’eventuale Gara-3 grazie al miglior piazzamento stagionale, oltre all’imbattibilità interna mantenuta finora in questi playoff. Ma la Mazzoleni ha già dimostrato di poter vincere al PalaBigot. E soprattutto arriva a questa serie con qualcosa che spesso conta più dei numeri: la convinzione.
In fondo, il percorso attraverso il Play-In Gold sembra aver preparato entrambe a questo momento. Ed è forse questo il dettaglio più interessante dell’intera storia. In Serie B Interregionale il Play-In non è soltanto una fase intermedia del campionato. È un secondo torneo, più duro e selettivo, che obbliga le squadre migliori a misurarsi subito contro avversari di pari livello.
Pizzighettone ne è uscita più forte mentalmente. Più matura. Più pronta a convivere con il peso dei possessi decisivi.

IL “BASKET GENUINO” ESISTE ANCORA
Ed è anche per questo che questi quarti di finale sembrano molto più grandi della categoria che li ospita.
Perché in un basket italiano che spesso cambia identità da una stagione all’altra, qui esistono ancora progetti riconoscibili, sponsor storici, palazzetti veri e rivalità nate sul campo. La Mazzoleni e la Dinamo arrivano a questa serie portandosi dietro qualcosa che non si costruisce in pochi mesi: credibilità.
E forse il fascino di Pizzighettone-Gorizia sta tutto lì. Non nella retorica dei playoff. Ma nella sensazione che, comunque finisca, questa serie lascerà qualcosa dentro a chi la vivrà.
Ricordiamo che il primo atto andrà in scena domenica 11 maggio al PalaBigot di Gorizia, mentre Gara-2 porterà la serie mercoledì 13 maggio al PalaStadio di Soresina, in quella che si preannuncia già come una delle serate più intense della stagione biancoblù. Un’eventuale Gara-3 si giocherà invece domenica 18 maggio nuovamente in Friuli.
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