Dopo il 91-81 del Palastadio, Pizzighettone va a Gorizia con il match point semifinale ma anche con la consapevolezza che nei playoff nulla finisce davvero prima della sirena
PIZZIGHETTONE (CR) – I playoff non concedono mai il lusso di rilassarsi davvero. Nemmeno quando per tre quarti una squadra sembra aver dominato la partita in ogni dettaglio. La Mazzoleni Pizzighettone lo ha capito perfettamente in Gara 1 contro la Dinamo Gorizia: il 91-81 finale del Palastadio racconta una vittoria pesantissima, forse la più importante dell’intera stagione biancoblù, ma lascia anche una sensazione precisa. Questa serie è ancora apertissima.
Perché il dato che continua a ronzare nella testa di tutti non è soltanto il +22 costruito dai ragazzi di coach Giovanni Baiardo al termine del terzo quarto. È soprattutto ciò che è successo dopo.
Sul 70-48 la partita sembrava ormai chiusa. Pizzighettone aveva imposto il proprio basket con una superiorità quasi feroce: difesa aggressiva, ritmo alto, transizione continua e la sensazione costante di avere più energia degli avversari. Poi, improvvisamente, Gara 1 ha cambiato atmosfera.
Gorizia ha iniziato a giocare senza più paura, mentre la Mazzoleni ha inconsciamente abbassato la tensione. I friulani hanno rosicchiato possesso dopo possesso, trasformando un possibile tracollo in una sconfitta ancora gestibile. E nei playoff, soprattutto in una serie corta, anche gli ultimi dieci minuti possono cambiare completamente la percezione mentale di una sfida.
LA MAZZOLENI HA GIÀ DIMOSTRATO DI SAPER SOFFRIRE
Eppure, se c’è una qualità che questa squadra ha mostrato durante tutta la postseason, è proprio la capacità di sopravvivere ai momenti sporchi delle partite.
La vittoria a Monfalcone dopo overtime aveva già raccontato la durezza mentale del gruppo di Baiardo. Anche contro Gorizia, nei momenti migliori della Dinamo, Pizzighettone non ha mai davvero perso il controllo emotivo della gara. Questo probabilmente è il segnale più importante in vista della trasferta al PalaBigot.
Perché ora il vero compito della Mazzoleni non sarà soltanto tecnico. Sarà psicologico.
Chiudere una serie playoff in trasferta rappresenta sempre il passaggio più complicato. Soprattutto in un ambiente caldo come quello friulano, dove la Dinamo proverà a trasformare il proprio palazzetto in una bolgia emotiva sin dalla palla a due. La pressione iniziale sarà enorme, ma Pizzighettone ha già dimostrato durante la stagione di sapersi esaltare lontano da casa.
E soprattutto sa bene che lasciare aperta la porta a Gara 3 significherebbe riportare tutta la tensione della serie dentro gli ultimi quaranta minuti.
CIARAMELLA, SAMIJA E IL MOMENTO DEI LEADER
Coach Baiardo ripartirà ancora una volta dai suoi uomini simbolo.
Daniele Ciaramella continua a essere il termometro emotivo della squadra. In Gara 1 il break che ha spezzato la partita nel secondo quarto porta chiaramente la sua firma: sette punti consecutivi in pochi possessi, due triple e la capacità di incendiare il Palastadio nel momento più delicato del match. Non è soltanto una questione di punti. È leadership nei momenti in cui la partita rischia di girare.
Accanto a lui, Dominik Samija ha confermato ancora una volta di essere l’uomo delle partite pesanti. I suoi 19 punti non raccontano completamente l’impatto avuto sulla serie: intensità difensiva, presenza a rimbalzo e quella capacità di trovare canestri pesanti quando il ritmo si sporca.
Poi c’è Marcello Piccoli, probabilmente il giocatore più continuo dell’intera postseason biancoblù. I 20 punti di Gara 1 rappresentano soltanto una parte del suo lavoro. La sensazione è che ogni equilibrio della Mazzoleni passi dalle sue mani, dai suoi movimenti e dalla sua presenza vicino al ferro.
Ma la vera forza di questo gruppo continua a essere la coralità. Nei playoff le serie raramente si vincono soltanto con i quintetti titolari. Servono uomini capaci di entrare dalla panchina e cambiare l’inerzia di una gara con una difesa, un rimbalzo o una tripla improvvisa. Ed è qui che Baiardo sembra avere oggi una squadra profondamente matura.
GORIZIA NON MOLLERÀ, MA IL VANTAGGIO È TUTTO BIANCOBLÙ
La Dinamo si aggrapperà a tutto ciò che di positivo è riuscita a costruire nell’ultimo quarto di Gara 1. Coach Gigi Tomasi proverà a trasformare quel parziale finale in una spinta emotiva per riaprire la serie davanti al pubblico del PalaBigot.
Anche perché Gorizia conosce bene il peso delle rimonte impossibili contro Pizzighettone. Il ricordo del clamoroso 69-68 del 2025, maturato recuperando otto punti negli ultimi 28 secondi al Palastadio di Soresina, continua a vivere nella memoria della Dinamo come la prova che contro questa Mazzoleni nulla finisca davvero prima della sirena.
Ma questa volta la sensazione attorno alla squadra di Baiardo appare diversa. Più solida. Più consapevole. Più pronta a convivere con il peso di una partita che può valere l’accesso alle semifinali.
Ed è forse proprio questo il dettaglio più importante con cui la Mazzoleni si presenterà a Gorizia. Non il vantaggio dell’1-0. Non i 91 punti di Gara 1. Ma la maturità mostrata nei momenti in cui la serie sembrava poter cambiare faccia.
Pizzighettone ora ha il compito più difficile: trasformare il vantaggio conquistato nell’ultimo passo verso qualcosa che, settimana dopo settimana, comincia sempre di più ad assomigliare a un sogno concreto.
La Notizia Sportiva – Il web magazine sportivo Web Magazine sportivo
