Credit: Mazzoleni Pizzighettone

La favola Pizzighettone vola a Basket City: alla scoperta dei New Flying Balls

La Mazzoleni ha raggiunto la prima semifinale playoff della sua storia. Ora sulla strada verso la Serie B Nazionale c’è Ozzano, una delle realtà più affascinanti e consolidate del basket emiliano.

PIZZIGHETTONE (CR) – Il parquet del PalaStadio di Soresina fuma ancora, ma per la Mazzoleni Pizzighettone non c’è tempo di guardarsi indietro. La leggendaria notte contro la Dinamo Gorizia ha regalato al basket rivierasco il punto più alto dei suoi trent’anni di storia: una semifinale playoff che profuma di impresa e di Serie B Nazionale.

Smaltita l’euforia per il 78-71 firmato davanti a un palazzetto esondante di passione, la banda di coach Giovanni Baiardo si prepara ora all’esame di maturità più affascinante della sua stagione. Sulla strada che porta alla gloria c’è la Logimatic Group New Flying Balls Ozzano, una realtà nata a due passi dalle torri di Bologna che incarna l’anima più autentica della cosiddetta Basket City.

Per la Mazzoleni non sarà soltanto una serie playoff. Sarà il confronto tra due filosofie sportive, due storie di provincia costruite con pazienza e competenza, due club che hanno saputo trasformare passione e identità in risultati concreti.

DAI CAMPETTI PARROCCHIALI ALLE SEMIFINALI PLAYOFF

La storia dei New Flying Balls Ozzano merita di essere raccontata. Non solo perché rappresenta una delle realtà più solide della pallacanestro emiliana, ma anche per l’originalità delle sue origini.

La società nacque sui campetti parrocchiali di San Cristoforo a Ozzano dell’Emilia grazie a un gruppo di amici che, con grande ironia, si definivano “troppo piccoli e troppo ridicoli” per questo sport. Da quella autoironia, nel 1980, nacque un nome destinato a diventare celebre nelle minors: New Flying Balls, letteralmente “Nuove Palle Volanti”.

Quello che sembrava uno scherzo tra amici è diventato negli anni un progetto vincente. Guidati dalla visione dello storico allenatore Federico Grandi, i biancorossi hanno scalato categoria dopo categoria fino alla storica promozione in Serie B conquistata nel 2018.

Oggi Ozzano è una realtà consolidata, capace di attirare pubblico e entusiasmo nel caldo Pala Arti Grafiche Reggiani, uno degli impianti più difficili da espugnare dell’intera categoria.

DUE CAMMINI SPECULARI

Nessuna delle due semifinaliste è arrivata fin qui percorrendo una strada semplice.

Sia la Mazzoleni che Ozzano hanno dovuto conquistarsi il passaggio del turno alla “bella”, dimostrando carattere, lucidità e capacità di reagire nei momenti più delicati.

Pizzighettone ha costruito il proprio capolavoro sportivo superando prima la Falconstar Monfalcone e poi la Dinamo Gorizia, una delle squadre più attrezzate dell’intero tabellone.

Dopo il successo per 91-81 in Gara 1, la squadra di Baiardo ha dovuto fare i conti con i tremila spettatori del PalaBigot, che hanno spinto i friulani all’88-69 del pareggio nella serie. La risposta è arrivata nel momento più importante: Gara 3. Una serata da ricordare per sempre, con la Mazzoleni capace di resistere ai tentativi di rimonta ospiti e chiudere sul 78-71 grazie alle giocate decisive di Piccoli e alla straordinaria presenza sotto canestro di Ndiaye.

Anche Ozzano ha dovuto sudare contro la Social Osa Milano. Dopo l’esplosivo 99-89 ottenuto in Gara 1, i bolognesi hanno subito il ritorno dei milanesi in Gara 2 prima di dominare la partita decisiva con un netto 88-71.

Un dettaglio che racconta molto della forza mentale delle due squadre: entrambe hanno saputo vincere quando la pressione era massima.

COME GIOCA OZZANO: ATTACCO, RITMO E FIDUCIA

Se la Mazzoleni ha costruito gran parte delle proprie fortune sulla solidità difensiva, Ozzano ama correre.

I numeri delle ultime settimane raccontano una squadra che predilige i ritmi elevati e che riesce spesso a trovare fiducia attraverso il tiro da fuori e la transizione offensiva. I 99 punti realizzati in Gara 1 contro Milano rappresentano una fotografia perfetta dell’identità biancorossa.

Nel sistema di coach Federico Grandi il collettivo viene prima delle individualità, ma alcuni interpreti rappresentano punti di riferimento imprescindibili.

Derrick Odah è il principale terminale offensivo e arriva alla semifinale dopo i 23 punti segnati nella partita decisiva contro Milano. Gioacchino Chiappelli aggiunge esperienza, fisicità e pericolosità sul perimetro, mentre Alessandro Ceparano è il giocatore che garantisce equilibrio e letture nei possessi più delicati.

Sono elementi che permettono a Ozzano di cambiare pelle durante la partita e di adattarsi rapidamente alle diverse situazioni tattiche.

IL FATTORE “GRIFONI”: LA CHIAVE DELLA MAZZOLENI

Per continuare a sognare, Pizzighettone dovrà restare fedele alla propria identità.

La squadra di Baiardo non può permettere che la semifinale si trasformi in una gara di corsa continua. Sarà fondamentale sporcare le linee di passaggio, rallentare il ritmo e costringere Ozzano a giocare a metà campo.

Se Ozzano proverà ad alzare il ritmo, Pizzighettone dovrà rispondere con fisicità e presenza in area. La battaglia per i rimbalzi rischia di diventare uno dei temi centrali dell’intera serie.

In Gara 3 contro Gorizia, Samija e Ndiaye hanno dominato in questo senso offrendo alla squadra seconde opportunità offensive e limitando quelle avversarie. Anche contro Ozzano servirà una prestazione dello stesso livello.

La fisicità dei lunghi biancoblù potrebbe infatti diventare l’arma in grado di spezzare il ritmo offensivo degli emiliani e riportare la serie sui binari preferiti dalla Mazzoleni.

LE DUE SEMIFINALISTE A CONFRONTO

DettaglioMazzoleni PizzighettoneLogimatic Group Ozzano
Origine e coloriFondata nel 1995, Bianco-BluNata in parrocchia, Bianco-Rosso
Come è arrivata quiEliminata Gorizia in Gara 3 (2-1)Eliminata Social Osa Milano in Gara 3 (2-1)
Punto di forzaDifesa schierata e identità di gruppoRitmo alto e attacco perimetrale
Campo di giocoPalaStadio di SoresinaPala Arti Grafiche Reggiani

IL CALENDARIO DELLA SEMIFINALE

La Logimatic Group Ozzano avrà il vantaggio del fattore campo grazie al miglior piazzamento ottenuto nella stagione regolare.

La serie si giocherà al meglio delle tre partite.

Gara 1: sabato 23 maggio alle ore 20:30 a Ozzano dell’Emilia.

Gara 2: mercoledì 27 maggio alle ore 21:00 al PalaStadio di Soresina.

Eventuale Gara 3: sabato 30 maggio alle ore 20:30 nuovamente in Emilia.

OLTRE LA SEMIFINALE C’È UN POSTO NELLA STORIA

La sfida tra Mazzoleni Pizzighettone e New Flying Balls Ozzano rappresenta soltanto il penultimo gradino di un percorso che conduce direttamente alla Serie B Nazionale. Chi riuscirà a superare questa semifinale troverà infatti nell’atto conclusivo una tra Sangiorgese Basket e Oderzo Basket, protagoniste dell’altra semifinale della Conference Nord.

Anche in quel lato del tabellone l’equilibrio ha regnato sovrano. La formazione di Legnano ha conquistato il passaggio del turno soltanto nella decisiva Gara 3 contro la Pallacanestro Nervianese, mentre Oderzo ha piegato Basket Pavia al termine di una serie intensa, chiusa con una prestazione offensiva da oltre cento punti che ha confermato tutto il potenziale dei veneti.

A rendere ancora più affascinante questo finale di stagione è il premio in palio. Dalle quattro squadre rimaste nascerà infatti la prossima promossa in Serie B Nazionale. Un traguardo che vale un’intera annata e che trasforma ogni possesso, ogni rimbalzo e ogni partita in un pezzo di storia da conquistare.

DUE STORIE DI PROVINCIA, UN SOLO SOGNO CHIAMATO SERIE B NAZIONALE

Da una parte una società nata lungo l’Adda e cresciuta valorizzando generazioni di giovani cestisti. Dall’altra una realtà sbocciata nei campetti parrocchiali della provincia bolognese fino a diventare un punto di riferimento nazionale.

La semifinale tra Mazzoleni Pizzighettone e New Flying Balls Ozzano racconta molto più di una semplice serie playoff. Racconta il valore delle idee, della programmazione e della passione.

Per la squadra di coach Baiardo il sogno continua. E dopo aver scritto la pagina più importante della propria storia, nessuno in riva all’Adda ha intenzione di smettere di sognare proprio adesso.

A proposito di Cristian La Rosa

Cristian La Rosa. Classe ’76, ama il calcio e lo sport in generale. Segue con passione il calcio internazionale e ha collaborato con alcuni web magazine. È il fondatore, ideatore ed editore.