Dopo la beffarda sconfitta in Gara 1, la Mazzoleni torna al PalaStadio con un solo obiettivo: battere Ozzano e trascinare la semifinale alla decisiva Gara 3.
PIZZIGHETTONE (CR) – Per sessanta secondi la Mazzoleni Pizzighettone ha intravisto l’impresa. Dopo essere risalita da un abisso di diciannove punti, la schiacciata di Beghini aveva riportato i biancoblù a un solo possesso da Ozzano. Poi il cronometro si è fermato sul 75-72 e la serie ha preso la strada dell’Emilia. Adesso, però, quella gara conta poco: mercoledì sera al PalaStadio c’è una stagione da tenere viva.
Per oltre metà partita i biancoblù hanno inseguito, sofferto e incassato i colpi della Logimatic Group. Poi, quando tutto sembrava ormai compromesso, è emerso il carattere che ha accompagnato la squadra di coach Giovanni Baiardo per tutta la stagione.
Dal pesantissimo -19 maturato nel corso della gara fino alla clamorosa rimonta finale. A poco più di un minuto dalla sirena una schiacciata devastante di Beghini aveva riportato Pizzighettone sul 74-72, riaccendendo il sogno di un colpo esterno che avrebbe avuto il sapore dell’impresa. L’ultimo possesso sfumato e il taglio all’arcata sopracciliare rimediato da Piccoli sono rimasti come fotografie perfette di una sfida intensa, dura e combattuta fino all’ultimo secondo.
Ora però non c’è più spazio per i rimpianti. Mercoledì sera alle 21 il PalaStadio di Soresina diventerà il centro del mondo biancoblù. Per continuare a sognare servirà una vittoria.
IL PARADOSSO DEI QUINDICI MINUTI
Analizzando Gara 1 emerge un dato che racconta meglio di qualsiasi altro l’andamento della partita.
Per lunghi tratti la Mazzoleni ha retto l’urto di una delle squadre più attrezzate della Conference. Il vero spartiacque è stato il secondo quarto, quando Ozzano ha improvvisamente cambiato marcia.
I bolognesi hanno realizzato 26 punti in appena dieci minuti, scavando il solco che ha poi costretto Pizzighettone a una lunga rincorsa. Al riposo il tabellone segnava 50-34 per la formazione di coach Federico Grandi, un margine costruito soprattutto grazie alle accelerazioni offensive di Folli e Diambo.
Il primo ha chiuso con 24 punti, il secondo con 21, confermandosi i terminali più pericolosi del sistema offensivo emiliano.
Per la Mazzoleni il compito sarà chiaro: evitare che si ripeta quel blackout. Perché se la partita resterà equilibrata, l’inerzia del PalaStadio potrebbe fare la differenza.
IL FATTORE NASCOSTO: LE CONDIZIONI FISICHE
C’è poi un aspetto meno visibile ma altrettanto importante.
Pochi sanno che la squadra di Baiardo si è presentata a Gara 1 con diversi acciacchi da gestire. In particolare Ciaramella e Segala sono arrivati all’appuntamento in condizioni fisiche non ottimali, costringendo lo staff tecnico a dosarne il minutaggio.
Le quarantotto ore che separano le due partite assumono quindi un’importanza enorme.
La loro presenza e la loro capacità di reggere i ritmi della partita potrebbero rappresentare una delle variabili decisive della serata.
NDIAYE, IL GUARDIANO DELL’AREA
Se c’è un giocatore chiamato a cambiare il volto della serie, quello è Alessandro Ndiaye.
In Gara 1 il lungo biancoblù è stato frenato da problemi di falli fin dalle prime fasi dell’incontro, una situazione che ha inevitabilmente ridotto il suo impatto difensivo e lasciato maggiore libertà agli attaccanti avversari.
Nonostante questo ha comunque chiuso con 10 punti e momenti di assoluta presenza sotto canestro.
Mercoledì servirà però una versione ancora più dominante.
Controllare i rimbalzi, proteggere il ferro e limitare le penetrazioni degli esterni emiliani saranno missioni fondamentali. Samija, autore di una prestazione da 16 punti, ha già dimostrato di poter sostenere il peso della battaglia, ma la Mazzoleni avrà bisogno anche del miglior Ndiaye per riportare la serie in parità.
LA LEGGE DEL PALASTADIO
C’è però un alleato che nessuna statistica può misurare completamente.
Il PalaStadio.
Lo ha sperimentato Gorizia una settimane fa, quando arrivò a Soresina convinta di poter completare il sorpasso e si trovò invece travolta dall’energia di un impianto trasformato in una bolgia.
La Mazzoleni ha costruito molte delle sue imprese stagionali davanti al proprio pubblico. Le tribune vicine al campo, il calore dei tifosi e la capacità della squadra di accendersi nei momenti cruciali rappresentano un patrimonio tecnico ed emotivo che potrebbe pesare enormemente sulla semifinale.
L’obiettivo sarà imporre un ritmo controllato fin dalla palla a due, evitando che Ozzano trovi fiducia attraverso il contropiede e il tiro da fuori.
Più la partita resterà fisica e intensa, più aumenteranno le possibilità di successo dei biancoblù.
DA DOVE RIPARTIRE IN GARA 2
| Fattore | Mazzoleni Pizzighettone | Logimatic Group Ozzano |
|---|---|---|
| Punti di riferimento | Samija 16 punti, Ndiaye 10 punti | Folli 24 punti, Diambo 21 punti |
| Criticità Gara 1 | Blackout nel secondo quarto | Calo nel finale dopo il +19 |
| Priorità Gara 2 | Recuperare energie e intensità difensiva | Gestire la pressione del PalaStadio |
| Chiave tattica | Controllo dei rimbalzi e ritmo partita | Attacco rapido e transizione offensiva |
NON C’E’ PIU’ MARGINE DI ERRORE
Adesso non esistono più margini di errore.
La Mazzoleni Pizzighettone si trova davanti al classico bivio della stagione. Vincere significherebbe conquistare il diritto di tornare a Ozzano per una Gara 3 da dentro o fuori e continuare a inseguire il sogno Serie B Nazionale.
Una sconfitta, invece, chiuderebbe una stagione straordinaria che ha già regalato alla società il miglior risultato della sua storia.
Ma se questi playoff hanno insegnato qualcosa, è che questa squadra non smette mai di lottare.
Lo ha dimostrato contro Monfalcone. Lo ha confermato contro Gorizia. Lo ha ribadito anche a Ozzano, quando dal -19 è arrivata a un possesso dal pareggio.
Per questo, prima della palla a due di mercoledì sera, una certezza resta scolpita nella mente dei tifosi biancoblù: questa Mazzoleni sembra avere più di una vita. E non ha alcuna intenzione di smettere di sognare proprio adesso.
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