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Cahill svela: “Sarri? Difficile avere rispetto per alcune cose che ha fatto”

Ha lasciato un buon ricordo grazie all’Europa League, mal’operato di Maurizio Sarri ha diviso praticamente tutto il popolo del Chelsea per mesi. Chi lo idolatrava, chi non vedeva l’ora andasse via. In questa seconda fascia anche Gary Cahill, che dall’arrivo del tecnico della Juventus ha avuto spazio minimo.

Cahill, dal 2019 al Crystal Palace dopo essere stato simbolo del Chelsea nel secondo decennio del nuovo millennio, ha raccontato il suo rapporto con Sarri decisamente non idilliaco, visto e considerando alcune decisioni del mister mai andate giù al giocatore inglese.

Sentito dal Daily Mail, Cahill racconta l’estate di due anni fa:

“Siamo andati ai Mondiali 2018 e siamo arrivati in semifinale, quindi io mi sono perso il ritiro, problema enorme. Sarri era concentrato sulla tattica, forse troppo, e io mi sono perso tutta quella parte. La questione è iniziata con il piede sbagliato e a metà stagione qualsiasi tipo di rapporto ci fosse era andato. E non ci sarebbe mai stato modo di recuperarlo”.

Cahill evidenzia di non aver rispettato le decisioni di Sarri, ma voleva tenere alta la concentrazione:

“È difficile avere rispetto per alcune delle cose che ha fatto. Ma ho molto rispetto per il club e per i calciatori. Da giocatore importante, da capitano, avrei potuto mandare tutto all’aria, ma non è così che si fa. È stato semplice? No. È stata sicuramente una delle cose mentalmente più difficili da affrontare, anche perchè è durata tantissimo”.

A Cahill sarebbero bastate solo un paio di gare consecutive:

“Sfrutteresti l’opportunità. Senti un desiderio che brucia dentro di te, che dice ‘dammi cinque partite e la maglia non me la togli più’. È un tipo di arroganza che devi avere. Il problema è che Sarri quelle cinque partite non me le ha mai date…”

Solo amore invece per Conte:

“E’ un grande allenatore. Ha detto ‘ok, cambiamo’. Conosce quella formazione a memoria e voleva in campo giocatori che sapessero a memoria il loro ruolo in quello schema. Se non lo sapevi, non giocavi. I Conte, i Mourinho, non staccano mai. L’attenzione ai dettagli, il modo di pensare, hanno una enorme fiducia nei propri mezzi. Un’arroganza in senso positivo”.

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