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Calcio Estero: Super Liverpool. Barça e Real a braccetto e colpo del River alla Bombonera. Fine del dominio Celtic?

Il punto sul fine settimana estero del football. C’era il “Superclasico” e l’hanno vinto i Milionarios. Il Barcellona frena col Girona e in Scozia il Celtic perde a Kilmarnock. Il Liverpool comanda la Premier.

di Stefano Ravaglia

 

Weekend internazionale molto intenso e pieno di sorprese nei vari campionati esteri. Se in Germania il Bayern liquida lo Schalke nella Ruhr con un rotondo 2-0 firmato da James Rodriguez e Lewandovski (rigore) e si porta a +2 sulla sorprendente Hertha Berlino (4-2 al Moenchengladbach), in Spagna la testa della classifica è questione a due. Mentre il Valencia non vince più da 5 partite (0-0 a Villarreal), il Real di Lopetegui piega l’Espanyol: basta una rete di Asencio verso la fine del primo tempo approfittando del pareggio interno del Barcellona contro i vicini di casa del Girona, che al ritorno sfideranno la squadra di Valverde a Miami, nella prima partita che la Liga disputerà in uno stato estero. Finisce 2-2 e il protagonista è Stuani, ex Middlesborough e in forza anche alla Reggina un decennio fa. Dopo il vantaggio di Messi, la doppietta dell’uruguagio che gela il Camp Nou. Il Barça acciuffa la partita con un guizzo di Pique evitando la figuraccia, dopo che Leglet, esordiente in blaugrana, era stato discutibilmente espulso costringendo i blaugrana a giocare in dieci un tempo e un po’. Real e Barcellona davanti a tutti con 13 punti, per lo scontro diretto bisognerà aspettare ancora un mese.
E nel campionato più bello e più ricco del mondo? Tutto all’insegna dell’equilibrio. Ma con lo 0-0 di Sarri all’Olimpico contro il West Ham, Klopp sale in testa da solo dopo il 3-0 del Liverpool al Southampton davanti al pubblico amico di Anfield e al leader laburista Jeremy Corbyn in tribuna. È una grande prova d’urto quella dei Reds:  vantaggio un po’ fortunoso con Shaqiri che calcia e trova una doppia deviazione avversaria, raddoppio di Matip di testa da corner e terzo gol di Salah dopo una punizione ancora di Shaqiri respinta dalla traversa. Inizia ora per il Liverpool il momento della verità: mercoledì proprio il Chelsea in Coppa di Lega e poi a Stamford Bridge, sabato, il grande scontro al vertice. Dopo la trasferta di Napoli in Champions League, il 7 ottobre ad Anfield alle 17.30 italiane. Prima della seconda sosta per le nazionali, si saprà di che pasta è fatto davvero il gruppo di Klopp, che in questo momento è forse la squadra più in forma d’Europa forte anche di una difesa sinora impenetrabile: 14 gol fatti e solo 2 subiti. Emery pare aver trovato la quarta del suo Arsenal che piega l’Everton 2-0, il City segue la coppia di testa travolgendo il Cardiff 5-0 in Galles, mentre lo United frena ancora e viene morsicato dai lupi: il Wolverhampton inchioda i Mourinho boys sull’1-1 all’Old Trafford, dove l’ospite è ben più gradito: Alex Ferguson, dopo i problemi di salute degli ultimi mesi, torna in tribuna nel tripudio della sua gente.
Ma le vere sorprese arrivano dalla Scozia. Il Rangers di Gerrard, dopo il 2-2 in rimonta in Europa League, travolge 5-1 il St. Johnstone, mentre l’altra squadra di Glasgow subisce un capitombolo in casa del Kilmarnock. In vantaggio con una rete di Griffiths, lo stesso che aveva in extremis permesso al Celtic di superare giovedì il Rosenborg, la squadra di Rodgers si fa rimontare prima da Burke con un gran destro da lontano che sbatte sul palo e si insacca, e poi dal terzino classe 1995 Stuart Findley che sbuca di testa su calcio d’angolo indirizzando palla all’angolino allo scoccare del novantesimo. Sono 34 anni che in scozia non vince il titolo una squadra diversa da Celtic e Rangers: ci riuscì per l’ultima volta l’Aberdeen nel 1985. Ora comandano gli Hearts e il Celtic è sesto a -6. Un margine tutt’altro che sufficiente per avanzare l’ipotesi di un clamoroso ribaltone, ma di certo la Premiership scozzese, con gli Hoops claudicanti, si fa interessante.
In Francia ci pensa Buffon a salvare il Psg: andato sotto in casa col Rennes grazie a un autogol di Rabiot, l’ex juventino compie almeno quattro parate decisive e i suoi vincono 3-1. A secco Neymar e Cavani, ci pensano Di Maria, Meunier e il subentrato Chupo-Moting, e sono già 5 i punti di vantaggio sul Lille secondo. In Olanda, la sfida al vertice tra il PSV e l’Ajax la vincono i campioni in carica di Ehindoven: 3-0 secco e quinto gol in campionato per Gaston Peréiro. Le statistiche di fine partita sono impietose: il PSV ha saputo capitalizzare al meglio la posta in gioco, poiché il possesso palla è stato tutto a favore dell’Ajax con il 66% contro il 34 dei padroni di casa. Ma è lontano dall’Europa che tutti gli occhi erano puntati: alla “Bombonera” andava in scena un altro capitolo della sfida infinita tra Boca Juniors e River Plate. Non una sfida di vertice: in testa alla Superliga argentina, dopo sei partite, c’è l’Atletico Tucuman. Il solito clima infuocato alla Boca viene presto smorzato dal sinistro volante di Gonzalo Martinez che dopo 14 minuti sblocca l’incontro sfruttando appieno un rimpallo sul lato opposto dell’area che ha permesso al numero 10 del River di calciare al volo, incrociando nell’angolino. La partita, manco a dirlo, è tesa e spigolosa: saranno sette gli ammoniti, una gomitata di Cardona a Enzo Perez che era più da rosso che da giallo e un possibile rigore piuttosto solare negato al Boca. A chiuderla, a metà secondo tempo, ci pensa Scocco, e anche questo è un gol d’autore: calcio al volo di esterno destro e pallone che si insacca dopo aver battuto sotto la traversa. I punti di ritardo dalla vetta sono 4 (il River raggiunge proprio il Boca a 10 punti con questa vittoria) ma ciò che conta è il silenzio spettrale caduto sulla Bombonera.

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