I nuovi acquisti di Inter e Como irrompono sul podio della classifica: davanti resistono Tomori e Abraham, mentre Paul Ince conserva un posto nella top 10 trent’anni dopo.
Il mercato estivo del 2026 riscrive la classifica dei calciatori inglesi più costosi mai acquistati da una società di Serie A. Djed Spence e Trevoh Chalobah, nuovi rinforzi rispettivamente di Inter e Como, entrano direttamente al terzo posto con una valutazione iniziale di 30 milioni di euro.
Due operazioni che interrompono un dominio quasi assoluto del Chelsea. Senza l’inserimento di Spence, arrivato dal Tottenham, le prime cinque posizioni sarebbero infatti occupate esclusivamente da giocatori ceduti dai Blues. Un dettaglio che racconta quanto il settore giovanile e il mercato in uscita del club londinese abbiano inciso sulle strategie delle società italiane negli ultimi anni.
I dati elaborati da Transfermarkt consegnano però il primato a un nome che resiste dal 2021: Tammy Abraham. Dietro l’attaccante si trova Fikayo Tomori, mentre Spence e Chalobah condividono il gradino più basso del podio.
ABRAHAM RESTA L’INGLESE PIU’ COSTOSO DELLA SERIE A
La Roma investì 41 milioni di euro per acquistare Tammy Abraham dal Chelsea nell’estate del 2021. Una cifra che, cinque anni più tardi, resta la più alta mai spesa da un club di Serie A per un calciatore inglese.
L’impatto dell’attaccante fu immediato. Abraham diventò uno dei riferimenti offensivi della squadra guidata da José Mourinho e contribuì alla conquista della Conference League nella sua prima stagione nella Capitale. Il rendimento successivo fu condizionato anche dal grave infortunio al ginocchio, ma il valore economico di quell’operazione non è ancora stato superato.
Al secondo posto compare un altro prodotto del vivaio del Chelsea. Il Milan versò 35,3 milioni per riscattare Fikayo Tomori nel 2021, dopo i primi mesi trascorsi in rossonero in prestito. Il difensore conquistò rapidamente un ruolo centrale e partecipò da protagonista alla vittoria dello scudetto nella stagione 2021/22.

SPENCE E CHALOBAH
L’estate 2026 porta due nuovi nomi nelle zone più alte della graduatoria. L’Inter ha acquistato Djed Spence dal Tottenham per 30 milioni di parte fissa, ai quali potranno aggiungersi altri 5 milioni di bonus. Nell’accordo sarebbe stata inserita anche una percentuale del 10% sull’eventuale futura rivendita.
Considerando soltanto la quota garantita, l’esterno inglese si colloca al terzo posto. Il costo complessivo dell’operazione, però, potrebbe salire fino a 35 milioni e avvicinarlo ulteriormente alla valutazione attribuita a Tomori.
Accanto a Spence si sistema Trevoh Chalobah, passato dal Chelsea al Como per 30 milioni di euro. L’investimento conferma la crescita delle ambizioni della società lariana, ormai capace di competere per giocatori abituati alla Premier League e alle competizioni internazionali.
Il loro ingresso impedisce al Chelsea di occupare tutte le prime cinque caselle. Abraham, Tomori, Chalobah e Ruben Loftus-Cheek provengono infatti dal club londinese; Spence rappresenta l’unica eccezione in una parte della classifica fortemente caratterizzata dal mercato in uscita dei Blues.
LOFTUS-CHEEK GUIDA IL GRUPPO ALLE LORO SPALLE
La quinta posizione appartiene a Ruben Loftus-Cheek, acquistato dal Milan nel 2023 per 18,9 milioni di euro. Il centrocampista ha portato in rossonero fisicità, capacità di inserimento ed esperienza internazionale, caratteristiche che gli hanno consentito di adattarsi rapidamente alla Serie A.
Subito dietro compare Lloyd Kelly, arrivato alla Juventus dal Newcastle nel 2025 per 17,2 milioni. Il difensore precede di poco Jonathan Rowe, trasferitosi dal Marsiglia al Bologna per 17 milioni nella stessa sessione estiva.
All’ottavo posto resiste Chris Smalling. La Roma lo acquistò definitivamente dal Manchester United nel 2020 per 15 milioni, dopo una stagione in prestito nella quale il centrale aveva già dimostrato di poter diventare un punto di riferimento della difesa giallorossa.

DA BLISSETT E WILKINS FINO A GASCOIGNE
La classifica racconta il peso economico degli acquisti, ma non può contenere tutti gli inglesi che hanno lasciato un’impronta nella storia della Serie A. Prima che milioni, bonus e percentuali sulla rivendita trasformassero ogni trasferimento in un’operazione finanziaria, l’arrivo di un calciatore britannico in Italia rappresentava quasi un esperimento culturale.
Negli anni Ottanta il Milan guardò con particolare attenzione oltre la Manica. Luther Blissett, acquistato dal Watford nel 1983, rimase in rossonero per una sola stagione senza riuscire a riprodurre la sua straordinaria efficacia realizzativa mostrata in Inghilterra. La sua esperienza fu breve e complicata, ma diventò uno dei simboli di un’epoca nella quale adattarsi alla Serie A richiedeva molto più di talento e forza fisica.
Un anno più tardi arrivarono Ray Wilkins e Mark Hateley. Il primo conquistò il pubblico con eleganza, correttezza e intelligenza tattica; il secondo entrò nell’immaginario milanista soprattutto grazie al colpo di testa con cui decise il derby del 28 ottobre 1984. Quell’immagine, con Hateley sospeso sopra Collovati, resta ancora oggi una delle fotografie più riconoscibili del Milan precedente all’era berlusconiana. (AC Milan)
Nello stesso periodo anche Joe Jordan, centravanti scozzese e dunque non inglese ma parte della stessa ondata britannica, vestì le maglie di Milan e Verona. Qualche anno prima era stato invece Trevor Francis dal Nottingham Forest a scegliere l’Italia: dopo essere diventato il primo calciatore britannico valutato un milione di sterline, giocò con Sampdoria e Atalanta, vincendo con i blucerchiati la Coppa Italia 1984/85.
Gli anni Novanta portarono in Serie A personalità ancora più popolari. Paul Gascoigne arrivò alla Lazio nel 1992, accompagnato da un’attesa enorme e da un affetto che andò ben oltre il suo rendimento. Gli infortuni limitarono la continuità di Gazza, autore di 6 reti in 47 presenze, ma il suo carattere imprevedibile e il legame costruito con il pubblico romano lo trasformarono in un personaggio di culto.
Diverso fu il percorso di David Platt, uno degli inglesi più efficaci passati dal campionato italiano. Arrivò al Bari dall’Aston Villa dopo il Mondiale del 1990 e proseguì la propria esperienza con Juventus e Sampdoria, riuscendo ad adattare inserimenti e capacità realizzativa alle esigenze tattiche della Serie A. Con i blucerchiati conquistò anche la Coppa Italia nel 1994.
Meno fortunata risultò l’avventura di Des Walker, difensore della nazionale inglese acquistato dalla Sampdoria nel 1992 dal Nottingham. La sua velocità sembrava ideale per il campionato italiano, ma una stagione difficile ne accelerò il ritorno in patria. Prima di tutti loro, negli anni Sessanta, erano stati Gerry Hitchens, protagonista con Inter, Torino e Atalanta, e Jimmy Greaves, meteora del Milan nonostante una notevole media realizzativa, ad aprire una strada allora quasi inesplorata.
Anche le cifre raccontano il cambiamento del mercato. Il Milan investì un milione di sterline per Blissett e circa un milione e mezzo per Wilkins, mentre la Lazio arrivò a 5,5 milioni per Gascoigne. Somme molto importanti per le rispettive epoche, ma insufficienti per entrare nella top 10 attuale, chiusa dai 10,5 milioni attribuiti all’acquisto di Paul Ince.
Ogni calciatore inglese arrivato in Italia porta con sé un confronto tra due culture sportive che, da Blissett e Wilkins fino ai nuovi colpi di Inter e Como, continuano ad attrarsi senza mai diventare completamente uguali.

DA GODFREY A PAUL INCE: TRENT’ANNI DI MERCATO
La nona posizione è occupata da Ben Godfrey, passato dall’Everton all’Atalanta nel 2024 per 12,5 milioni di euro. Il suo inserimento conferma una tendenza sempre più evidente: la Serie A non cerca più soltanto stelle affermate provenienti dall’Inghilterra, ma anche profili duttili da sviluppare all’interno di sistemi tattici strutturati.
A chiudere la top 10 rimane Paul Ince, protagonista di un trasferimento appartenente a un’altra epoca. L’Inter lo acquistò dal Manchester United a metà degli anni Novanta per una somma che, convertita dalle lire, viene valutata da Transfermarkt in 10,5 milioni di euro.
Il centrocampista inglese arrivò a Milano nel 1995 e disputò due stagioni in nerazzurro, lasciando un ricordo profondo per intensità, personalità e capacità di adattamento. La sua permanenza nella classifica, a circa trent’anni di distanza, crea un ponte ideale tra due momenti molto diversi del mercato italiano.
Allora l’arrivo di un nazionale inglese in Serie A rappresentava un avvenimento raro. Oggi Spence e Chalobah entrano immediatamente tra gli investimenti più importanti dell’estate. Il primato di Abraham resiste, ma la distanza si è ridotta: con i bonus previsti nell’accordo tra Inter e Tottenham, il podio potrebbe diventare ancora più compatto.
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