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Fonte: profilo X Juventus

Calciomercato, Juventus sul podio mondiale: il saldo fa impressione

In attesa dell’ufficialità di Lucumí, i bianconeri presentano il terzo saldo più negativo dell’estate. Fiorentina, Milan e Roma seguono nella classifica italiana degli investimenti.

La Juventus non guida soltanto il mercato della Serie A. Considerando la differenza tra acquisti e cessioni, il club bianconero occupa addirittura il terzo posto mondiale tra le società che hanno investito più risorse senza compensarle attraverso le partenze.

Il dato, elaborato sulla base delle cifre pubblicate da Transfermarkt, comprende anche il possibile arrivo di Jhon Lucumí, valutato 20 milioni di euro ma non ancora ufficializzato. Inserendo il difensore colombiano nel conteggio, la Juventus raggiungerebbe 157,15 milioni di euro spesi, a fronte di appena 22,7 milioni incassati. Il saldo negativo salirebbe così a 134,45 milioni.

Soltanto Chelsea e Real Madrid hanno prodotto uno squilibrio maggiore. Un confronto che racconta la portata della trasformazione avviata a Torino e, allo stesso tempo, la necessità di intervenire ancora sul fronte delle uscite.

JUVENTUS TERZA AL MONDO PER SALDO NEGATIVO

Il primato appartiene al Chelsea, protagonista di un’altra estate fuori scala: 407,95 milioni destinati agli acquisti e 162,65 recuperati attraverso le cessioni, per un saldo complessivo di -245,3 milioni. Alle sue spalle compare il Real Madrid, che ha investito 225 milioni e ne ha incassati 58,5, chiudendo provvisoriamente a -166,5 milioni.

La Juventus completa il podio con i suoi potenziali -134,45 milioni, precedendo Arsenal, Ipswich e Atletico Madrid. I Gunners registrano un saldo di -130,35 milioni, mentre gli inglesi dell’Ipswich raggiungono quota -115,49. L’Atletico si ferma a -108 milioni.

Subito dietro emergono due dati particolarmente significativi. Il Coventry ha investito 107,7 milioni senza realizzare entrate, mentre la Fiorentina presenta un saldo negativo di 107,82 milioni. Manchester City, Liverpool e Tottenham completano la fascia delle società andate oltre i cento milioni di differenza tra entrate e uscite.

Il Tottenham, in realtà, è tra i club che hanno mosso più denaro in assoluto: 267 milioni spesi e 165,55 incassati. Una strategia differente rispetto a quella della Juventus, che finora ha finanziato soltanto in minima parte la propria campagna acquisti attraverso le cessioni.

NON SOLO JUVE: LA FIORENTINA SORPRENDE

La fotografia italiana non riguarda esclusivamente i bianconeri. La Fiorentina ha investito 122,8 milioni e incassato 14,98 milioni, arrivando a un saldo di -107,82 milioni. Numeri che valgono il secondo posto in Serie A sia per spesa lorda sia per disavanzo.

Il dato viola rappresenta uno degli elementi più sorprendenti dell’intera sessione. La società toscana si colloca davanti a numerose grandi europee e conferma una volontà di rinnovamento particolarmente marcata. Resta però evidente, come per la Juventus, il peso limitato delle entrate generate finora.

Il Milan occupa il terzo posto italiano per investimenti con 107,35 milioni, ma presenta un saldo meno pesante: -62,85 milioni. La Roma, pur avendo speso meno dei rossoneri – 98,5 milioni – ha recuperato soltanto 14,3 milioni e registra quindi un passivo di 84,2 milioni.

Le prime quattro posizioni raccontano una Serie A più aggressiva sul mercato rispetto alle precedenti estati. Juventus, Fiorentina, Milan e Roma hanno già destinato complessivamente quasi 486 milioni di euro ai nuovi acquisti. Una cifra importante, soprattutto considerando che il mercato non ha ancora chiuso i battenti.

INTER E NAPOLI SCELGONO UN MAGGIORE EQUILIBRIO

Alle spalle delle quattro società più attive compare l’Inter, con 71 milioni investiti e un saldo negativo di 39,5 milioni. Il Napoli ha speso 67,2 milioni, contenendo però la differenza tra entrate e uscite a 17,5 milioni.

Anche il Como mantiene un passo sostenuto: 57,5 milioni destinati al rafforzamento della rosa e un saldo di -38,2 milioni. Seguono Venezia, Genoa e Parma. I lagunari hanno investito 43,75 milioni, il Genoa 30,3 e il Parma 29, ma gli emiliani sono riusciti a fermare il disavanzo a soli 1,3 milioni.

Nella parte restante della classifica italiana emergono strategie più prudenti o sostenute dalle cessioni. L’Udinese ha speso 24,55 milioni e presenta un saldo positivo di 10,75 milioni. Ancora migliori i risultati di Bologna, Sassuolo e Atalanta, rispettivamente a +36,7, +28 e +60,5 milioni.

La Lazio, con 16,3 milioni investiti, conserva un saldo positivo di 16,7 milioni. Chiudono il quadro Monza, Cagliari e Lecce, mentre il Torino presenta un passivo di 7,4 milioni dopo aver speso 19,8 milioni.

CHELSEA PRIMO PER SPESA, JUVENTUS SETTIMA

La classifica cambia se si considerano esclusivamente gli acquisti, senza sottrarre gli introiti ottenuti dalle cessioni. Il Chelsea resta nettamente al comando con 407,95 milioni, seguito dal Tottenham a 267 e dal Real Madrid a 225.

Manchester City e Arsenal hanno investito rispettivamente 177,2 e 176,5 milioni. Il Newcastle raggiunge 161,1 milioni, mentre la Juventus si posiziona al settimo posto mondiale con 157,15 milioni, includendo sempre i 20 milioni previsti per Lucumí.

Dietro i bianconeri figurano PSG, Atletico Madrid, Ipswich, Brighton e Fiorentina. Milan, Barcellona, Sporting, Coventry, Bayern Monaco, Aston Villa e Liverpool confermano quanto questa estate sia stata segnata da una circolazione di denaro particolarmente elevata.

IL MERCATO ITALIANO NON E’ ANCORA FINITO

Il primato italiano della Juventus mostra la determinazione con cui la società ha deciso di intervenire sulla rosa, ma apre anche una riflessione sulla seconda parte del mercato. La distanza tra 157,15 milioni di acquisti e 22,7 milioni di cessioni difficilmente può essere considerata definitiva.

Prima della chiusura della sessione potrebbero essere soprattutto le partenze a modificare la classifica. L’eventuale ufficialità di Lucumí consoliderebbe il podio mondiale dei bianconeri per saldo negativo, ma qualche cessione importante potrebbe alleggerire rapidamente il dato.

La stessa considerazione riguarda Fiorentina e Roma, mentre Milan, Inter e Napoli sembrano avere costruito un rapporto più equilibrato tra investimenti e incassi. La Serie A ha comunque già mandato un segnale: pur senza avvicinare la potenza economica della Premier League, diversi club italiani hanno scelto di spendere e trasformarsi. Adesso sarà il campo a stabilire se uno sforzo tanto rilevante avrà prodotto valore oppure soltanto un saldo da record.

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