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Oliver Glasner al Milan: perché i rossoneri puntano sul tecnico che ha conquistato l’Europa

Dopo i successi tra Germania e Inghilterra, il nome dell’allenatore austriaco è sempre più caldo per la panchina rossonera. Un profilo moderno, internazionale e capace di valorizzare talenti e idee di gioco.

Nel calcio moderno non basta più vincere. Bisogna anche avere un’identità riconoscibile. È probabilmente da questa riflessione che nasce l’interesse del Milan per Oliver Glasner, uno degli allenatori europei che negli ultimi anni ha costruito la propria reputazione attraverso idee chiare, risultati concreti e una crescita costante.

Dopo settimane di valutazioni e contatti, il tecnico austriaco è diventato uno dei candidati più autorevoli per guidare il nuovo corso rossonero. Una scelta che andrebbe oltre il semplice cambio in panchina e che potrebbe rappresentare un vero cambio di filosofia per il club.

Glasner non appartiene alla categoria degli allenatori mediatici o delle grandi copertine. Ha costruito la sua carriera passo dopo passo, ottenendo risultati importanti in contesti diversi e spesso partendo da situazioni non semplici. È proprio questo percorso a renderlo oggi uno dei profili più apprezzati sul mercato internazionale.

DALLA PAURA ALLA RINASCITA: LA STORIA CHE HA CAMBIATO LA SUA VITA

Nato a Salisburgo il 28 agosto 1974, Oliver Glasner ha avuto una lunga carriera da difensore nel calcio austriaco, legando il proprio nome soprattutto al Ried. Da calciatore ha conquistato due Coppe d’Austria e vissuto stagioni importanti nel massimo campionato nazionale.

La svolta della sua vita arrivò però nel 2011. Durante una gara contro il Rapid, uno scontro di gioco provocò una grave emorragia cerebrale. Le sue condizioni divennero rapidamente critiche e fu necessario un delicato intervento chirurgico per salvargli la vita.

Negli anni successivi Glasner ha raccontato come la famiglia fosse stata preparata anche allo scenario peggiore. L’operazione ebbe esito positivo, ma i medici gli consigliarono di interrompere definitivamente l’attività agonistica.

Fu la fine della carriera da giocatore e, allo stesso tempo, l’inizio della sua seconda vita nel calcio.

IL LABORATORIO RED BULL E L’INFLUENZA DI RANGNICK

Pochi mesi dopo il ritiro, Glasner entrò nello staff del Salisburgo, uno dei club simbolo della galassia Red Bull. Qui iniziò a studiare e sviluppare quei principi di gioco che ancora oggi caratterizzano le sue squadre.

Il suo nome viene spesso associato a quello di Ralf Rangnick, considerato uno dei padri del calcio moderno basato su pressing, recupero immediato del pallone e transizioni rapide. Pur avendo sviluppato una propria identità, Glasner ha assorbito molte delle idee nate all’interno di quel sistema.

Dopo le esperienze con Ried e LASK, riuscì a trasformare quest’ultimo club in una delle realtà più competitive dell’Austria, riportandolo ai vertici nazionali e attirando l’attenzione della Bundesliga.

L’ESPLOSIONE IN GERMANIA

Nel 2019 arrivò la chiamata del Wolfsburg. Anche in questo caso Glasner riuscì rapidamente a lasciare il segno.

La squadra tedesca tornò a competere stabilmente nelle zone alte della classifica fino a conquistare la qualificazione in Champions League. Un risultato che consolidò la reputazione dell’allenatore austriaco e gli aprì le porte di una nuova sfida.

Nel 2021 l’Eintracht Francoforte gli affidò la panchina e fu qui che arrivò il primo grande trionfo internazionale.

L’EUROPA LEAGUE E LA CONSACRAZIONE INTERNAZIONALE 

La stagione 2021-22 rappresenta ancora oggi il capolavoro della sua carriera.

Con l’Eintracht Francoforte conquistò l’Europa League al termine di un percorso memorabile. La formazione tedesca eliminò avversari di altissimo livello e concluse la competizione senza sconfitte, superando il Rangers nella finale di Siviglia.

Fu durante quella campagna europea che molti addetti ai lavori iniziarono a considerarlo uno degli allenatori emergenti più interessanti del continente.

La capacità di alternare aggressività e organizzazione difensiva, unita a una straordinaria preparazione delle partite, trasformò il Francoforte in una delle squadre più difficili da affrontare.

IL MIRACOLO CRYSTAL PALACE

Dopo una breve pausa, nel febbraio 2024 Glasner accettò la proposta del Crystal Palace.

In poco più di due anni riuscì a scrivere alcune delle pagine più importanti nella storia del club londinese. Prima arrivò la vittoria della FA Cup, il primo grande trofeo nei 120 anni di vita degli Eagles. Poi il successo nella Community Shield e infine la conquista della Conference League, primo titolo europeo della società.

Risultati che hanno ulteriormente aumentato il suo prestigio internazionale e attirato l’interesse di numerosi club europei.

COME GIOCHEREBBE IL SUO MILAN

L’aspetto più interessante riguarda probabilmente il campo.

Glasner utilizza spesso il 3-4-2-1, ma ridurre il suo calcio a un semplice modulo sarebbe un errore. Le sue squadre sono riconoscibili soprattutto per l’intensità, la velocità nelle transizioni e la ricerca costante della verticalità.

La pressione alta rappresenta uno dei suoi marchi di fabbrica. Quando perde il pallone, la squadra prova a recuperarlo immediatamente. Quando lo riconquista, cerca di attaccare la porta avversaria nel minor numero possibile di passaggi.

Un calcio diretto, moderno e aggressivo che valorizza particolarmente gli attaccanti.

Da Wout Weghorst al Wolfsburg a Randal Kolo Muani all’Eintracht Francoforte, fino a Jean-Philippe Mateta al Crystal Palace, molti centravanti hanno vissuto le migliori stagioni della propria carriera sotto la sua guida.

Anche i giocatori offensivi più creativi hanno trovato spazio e continuità nei suoi sistemi. Eberechi Eze e Michael Olise rappresentano forse gli esempi più evidenti della sua capacità di valorizzare il talento individuale all’interno di un’organizzazione collettiva molto rigorosa.

PERCHE’ PUO’ ESSERE L’UOMO GIUSTO PER IL MILAN

Se il Milan dovesse davvero affidargli la panchina, non si tratterebbe soltanto della scelta di un nuovo allenatore.

Sarebbe un investimento su un’idea precisa di calcio. Un progetto basato sull’intensità, sulla valorizzazione dei giovani e sulla costruzione di una squadra riconoscibile sia in Italia sia in Europa.

Dopo aver conquistato trofei in Austria, Germania e Inghilterra, Glasner potrebbe essere pronto per la sfida più affascinante della sua carriera. E il Milan, alla ricerca di una nuova identità dopo stagioni altalenanti, potrebbe aver individuato proprio nell’austriaco l’uomo da cui ripartire.

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