Il capitano della Lazio piace all’Olympique Marsiglia e resta nel radar di tre società di Serie A: esperienza, equilibrio tattico e qualità tra le linee rendono Zaccagni uno dei profili più intriganti del mercato estivo.
La Lazio valuta il futuro del proprio reparto offensivo e il nome di Mattia Zaccagni torna inevitabilmente al centro delle riflessioni. Capitano biancoceleste, contratto fino al 30 giugno 2029 e valutazione Transfermarkt da circa 12 milioni di euro, l’esterno classe 1995 piace all’Olympique Marsiglia. Secondo le indiscrezioni arrivate dalla Francia, la Lazio potrebbe chiedere almeno 15 milioni per aprire una trattativa.
Sullo sfondo resta però anche un finale ancora tutto da scrivere: la Lazio si prepara infatti alla finale di Coppa Italia contro l’Inter, una partita che potrebbe trasformarsi nell’ultima grande notte biancoceleste di Zaccagni. Magari con un trofeo da consegnare al proprio pubblico prima di eventuali riflessioni sul futuro.
IDENTIKIT E CARRIERA
Mattia Zaccagni non è il classico esterno da copertina costruito solo su strappi e numeri offensivi. È un giocatore cresciuto per gradi, passato dal Bellaria al Verona, dai prestiti a Venezia e Cittadella fino alla maturazione definitiva in Serie A. Alla Lazio è arrivato nel 2021, poi riscattato e diventato progressivamente un riferimento tecnico ed emotivo, fino alla fascia da capitano dopo l’addio di Ciro Immobile.
Il suo profilo resta particolare: nasce trequartista, si trasforma in ala sinistra, ma dentro la partita conserva ancora movimenti da centrocampista offensivo. Non vive solo per attaccare l’area. Sa ricevere tra le linee, pulire palloni sporchi sotto pressione, attirare il raddoppio e scegliere spesso la soluzione più utile rispetto a quella più appariscente. Con l’Italia ha raccolto 13 presenze e un gol, quello pesantissimo segnato alla Croazia a Euro 2024, una rete che ha fotografato bene il suo istinto: non solo dribbling, ma lettura del momento.
ANALISI TECNICA
Zaccagni è un’ala sinistra di piede destro che ama partire larga per poi entrare dentro al campo. Il suo calcio non è fatto di pura velocità, ma di tempi. Attacca il terzino con il corpo orientato, cerca il contatto, guadagna falli, apre corridoi per il terzino in sovrapposizione e può diventare prezioso anche quando la squadra deve respirare.
Il suo punto forte è la capacità di dare ordine alla creatività. Non è un anarchico, non forza sempre la giocata. Ha dribbling, sensibilità nel cross e buona visione periferica, ma soprattutto sa stare dentro un sistema. In fase di non possesso lavora, ripiega, accorcia sul mediano avversario e consente all’allenatore di non perdere equilibrio sulla corsia.
L’area di miglioramento resta la continuità realizzativa. Zaccagni può incidere di più negli ultimi sedici metri, soprattutto se impiegato in un contesto che gli chiede di attaccare il secondo palo con maggiore frequenza. A trent’anni, però, offre una cosa che molti esterni più giovani non garantiscono: affidabilità tattica immediata.
PERCHÉ LO CERCA IL MARSIGLIA
Per il Marsiglia, Zaccagni sarebbe un profilo da Ligue 1 ma con cultura tattica italiana. In un campionato fisico, verticale e spesso giocato su transizioni lunghe, l’esterno della Lazio porterebbe una qualità diversa: la capacità di rallentare quando tutti accelerano, di cucire quando la partita si spezza, di dare pulizia tecnica sulla trequarti.
L’interesse avrebbe senso soprattutto se l’OM dovesse perdere uno tra Greenwood e Hamed Traorè, come riportato dalle indiscrezioni francesi riprese anche in Italia. In quel caso servirebbe un esterno già pronto, non una scommessa. Zaccagni non sarebbe soltanto un sostituto numerico, ma un giocatore capace di alzare il livello delle scelte offensive.
Per la Lazio, invece, il tema è delicato. Cedere il capitano significherebbe rinunciare a un pezzo identitario, non solo a un attaccante esterno. La valutazione da 12 milioni fotografa il mercato, ma il peso tecnico e simbolico del giocatore può spingere il club a chiedere qualcosa in più.
NAPOLI, JUVENTUS E FIORENTINA ALLA FINESTRA
In Italia la situazione di Zaccagni viene seguita con attenzione soprattutto da Napoli, Juventus e Fiorentina, tre club molto diversi tra loro ma accomunati dalla ricerca di esterni offensivi capaci di garantire qualità tecnica immediata e affidabilità tattica. Il Napoli vede nell’attuale capitano della Lazio un profilo utile per aumentare il livello delle rotazioni offensive senza perdere equilibrio nelle due fasi. In un sistema che chiede agli esterni di partecipare anche alla costruzione del gioco, Zaccagni offrirebbe letture intelligenti, capacità di dialogare nello stretto e una maturità calcistica già pronta per obiettivi di vertice.
La Juventus, invece, osserva soprattutto la sua duttilità. Nel corso della carriera Zaccagni ha ricoperto più ruoli offensivi, adattandosi da trequartista, ala e persino esterno a tutta fascia in determinate situazioni tattiche. Un elemento che piace molto ai club moderni, soprattutto in una rosa chiamata a gestire più competizioni e continui cambi di sistema. Inoltre il suo costo relativamente accessibile rispetto ad altri profili internazionali lo rende un’opportunità da monitorare con attenzione.
La Fiorentina rappresenta forse l’ipotesi più romantica e tecnica allo stesso tempo. Il club viola cerca spesso giocatori con personalità e capacità di accendere l’uno contro uno senza rinunciare alla partecipazione collettiva. In una squadra che ama occupare gli ultimi trenta metri con tanti uomini, Zaccagni potrebbe diventare un riferimento importante tra rifinitura e inserimenti senza palla, soprattutto nelle gare contro difese chiuse.
Resta però un dettaglio fondamentale da chiarire prima di immaginare eventuali sviluppi concreti: il futuro delle panchine di Napoli e Fiorentina. Entrambi i club, infatti, devono ancora definire con certezza la propria guida tecnica per la prossima stagione, elemento che inevitabilmente influenzerà anche le strategie di mercato e la scelta dei profili offensivi da inserire in rosa.
Più che una corsa già entrata nel vivo, però, al momento si tratta di un’attenzione strategica. Tutti aspettano di capire quali saranno le intenzioni della Lazio e soprattutto se il club biancoceleste aprirà davvero alla possibilità di una cessione durante l’estate.
PERCHE’ LA JUVENTUS PUO’ DIVENTARE LA SUA DESTINAZIONE IDEALE
Se esiste una squadra italiana dove Mattia Zaccagni potrebbe rilanciarsi immediatamente ad altissimo livello, quella è probabilmente la Juventus. Non soltanto per ragioni tecniche, ma soprattutto per il contesto tattico e mentale che potrebbe ritrovare. Con Luciano Spalletti in Nazionale, infatti, Zaccagni ha mostrato una versione più completa del proprio calcio: meno legata all’estro individuale e più orientata alla lettura degli spazi, ai tempi di pressione e alla capacità di incidere nei momenti decisivi. Il gol segnato alla Croazia a Euro 2024 resta il manifesto perfetto della sua maturità calcistica.
La Juventus degli ultimi anni ha spesso dato la sensazione di mancare di imprevedibilità controllata sugli esterni. Troppi strappi isolati, poca connessione tecnica tra fascia e rifinitura. Zaccagni, invece, è uno di quei giocatori che riesce a dare fluidità alla manovra senza rallentarla. Sa giocare dentro il campo, dialogare nello stretto, creare superiorità numerica e aiutare anche in fase difensiva, dettaglio che in una grande squadra pesa moltissimo.
Inoltre il suo profilo rappresenterebbe una soluzione intelligente anche dal punto di vista economico. A circa 12 milioni di euro, la Juventus potrebbe inserire in rosa un calciatore già pronto per il calcio ad alta pressione, con esperienza europea, leadership e conoscenza totale della Serie A. Non un investimento futuribile, ma un giocatore immediatamente utile.
E forse proprio questo rende l’idea intrigante: Zaccagni non sarebbe il classico colpo da copertina, ma uno di quei trasferimenti che spesso finiscono per migliorare davvero l’equilibrio di una squadra che vuole tornare competitiva ai massimi livelli.
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