Italia
foto: figc.it

FIGC, come funzionano le elezioni del 22 giugno 2026

Cosa succede dopo il terremoto della Nazionale? Dalle dimissioni di Gravina, Buffon e Gattuso al nuovo sistema di voto elettronico: guida completa alle elezioni FIGC che ridisegneranno il calcio italiano.

Il calcio italiano si ritrova davanti a uno dei passaggi più delicati della sua storia recente. Il 2 aprile 2026 segna una frattura profonda: la mancata qualificazione al Mondiale – la terza consecutiva – culminata nella dolorosa eliminazione contro la Bosnia ed Erzegovina, ha innescato un effetto domino senza precedenti.

Le dimissioni di Gabriele Gravina, definite dallo stesso una “scelta convinta e meditata”, hanno aperto una crisi istituzionale totale. A seguire, anche Gigi Buffon ha lasciato il ruolo di capo delegazione, mentre Gennaro Gattuso ha pagato il fallimento tecnico della Nazionale.

Il risultato è un vuoto di potere che rende le elezioni del 22 giugno 2026 un autentico momento di rifondazione del sistema calcio italiano.

Come funzionano le elezioni FIGC

Il Presidente della FIGC viene eletto dall’Assemblea Federale Elettiva, composta da 276 delegati rappresentativi delle diverse anime del calcio italiano.

Il voto avviene a scrutinio segreto e, per il 2026, sarà introdotta una novità storica: sistema elettronico tramite area riservata, pensato per garantire maggiore trasparenza e velocità.

Le componenti dell’assemblea

Le sette categorie che partecipano al voto sono:

  • Serie A
  • Serie B
  • Lega Pro
  • Lega Nazionale Dilettanti (LND)
  • Atleti
  • Tecnici
  • Arbitri

I voti non sono tutti uguali: sono ponderati, per un totale di 516 voti complessivi, assegnati in base al peso politico di ciascuna componente.

Il sistema delle quote: chi decide davvero

Il cuore politico delle elezioni FIGC sta nel peso percentuale dei voti:

  • LND: circa 34%
  • Atleti: circa 20%
  • Lega Pro: circa 17%
  • Serie A: circa 12%
  • Tecnici: circa 10%
  • Serie B: circa 5%
  • Arbitri: circa 2%

Questo sistema crea un equilibrio delicato ma anche fortemente strategico: Lega Nazionale Dilettanti e Serie A sono spesso gli aghi della bilancia.

La LND rappresenta il blocco più numeroso e decisivo, mentre la Serie A, pur con peso inferiore, esercita un’influenza politica ed economica enorme. Le alleanze tra queste componenti determinano quasi sempre l’esito finale.

Candidature e requisiti

Per candidarsi alla presidenza FIGC è necessario:

  • presentare la candidatura almeno 40 giorni prima dell’assemblea;
  • ottenere il sostegno delle componenti federali secondo le norme statutarie.

Quorum elettorali

  • Primo scrutinio: serve la maggioranza qualificata (50% + 1 dei voti ponderati)
  • Scrutini successivi: possibile riduzione della soglia fino alla maggioranza semplice, in base allo statuto

Il sistema favorisce candidati capaci di costruire ampie coalizioni trasversali.

Le sfide del nuovo Presidente

Chi verrà eletto il 22 giugno 2026 non sarà un semplice presidente federale, ma il rifondatore del calcio italiano.

Le priorità sono chiare:

1. Riforma dei campionati

  • Riduzione del numero di squadre professionistiche
  • Sostenibilità economica dei club
  • Revisione dei format competitivi

2. Governance e pesi elettorali

  • Possibile revisione del sistema delle quote
  • Maggiore equilibrio tra professionismo e dilettantismo

3. Settore tecnico e Nazionale

  • Nuovo progetto tecnico dopo il fallimento
  • Valorizzazione dei giovani
  • Riforma dei vivai

4. Impatti regolamentari e tecnologici

Le nuove normative sportive internazionali – incluse evoluzioni su infrastrutture, tecnologie, modelli organizzativi e avranno riflessi indiretti anche sul calcio italiano, soprattutto in termini di sostenibilità e innovazione.

Una elezione che vale più di un presidente

Le elezioni FIGC del 22 giugno 2026 non sono una semplice scadenza istituzionale: rappresentano una scelta di sistema.

Dopo il fallimento sportivo e il crollo della governance, il calcio italiano è chiamato a decidere se restare ancorato a equilibri storici o intraprendere una vera rivoluzione.

Il voto elettronico segna un primo passo verso la modernità. Ma sarà la politica sportiva – fatta di alleanze, visione e coraggio – a determinare il futuro della Nazionale e dell’intero movimento.

A proposito di Redazione La Notizia Sportiva

La nostra Redazione - sì, con la R maiuscola - è il cuore pulsante di tutto ciò che facciamo. Ogni membro porta con sé un bagaglio unico di competenze e un modo di fare personale. Crediamo profondamente nella Relazione - anche lei con la R maiuscola - che ci unisce, tutti senza eccezioni, sotto due grandi passioni: lo sport e il desiderio di raccontarlo. Perché, prima ancora dei tecnicismi di un software, prima dei piani editoriali e degli articoli, ci sono le Persone.