Il gol di Estupiñán nel derby porta il Milan a -7 dall’Inter capolista a dieci giornate dalla fine: un distacco importante ma non impossibile, come dimostra la storica rimonta rossonera del 1999. Il calendario delle due squadre può ancora cambiare tutto.
Il derby di Milano non è mai una partita come le altre. Ma quello giocato domenica 8 marzo 2026 a San Siro potrebbe essere ricordato come uno di quei momenti in cui una stagione cambia improvvisamente direzione. Il Milan ha battuto l’Inter 1-0 grazie al gol di Pervis Estupiñán al 35′ del primo tempo, accorciando la distanza dalla capolista e riportando un pizzico di incertezza in una corsa scudetto che fino a pochi giorni fa sembrava ormai segnata.
La squadra di Massimiliano Allegri si è presa il derby con una prestazione solida, fatta di equilibrio, attenzione difensiva e capacità di colpire nel momento giusto. L’Inter aveva trovato anche la via del gol con Carlos Augusto, ma la rete è stata annullata. Nel finale non sono mancate le polemiche per un possibile tocco di mano di Ricci nell’area rossonera non sanzionato dall’arbitro, episodio che ha alimentato le proteste nerazzurre.
Il risultato, però, resta: il Milan ha vinto il derby e ha riaperto, almeno in parte, la corsa al titolo.
UNA VITTORIA CHE CAMBIA LA PROSPETTIVA
Con questo successo i rossoneri si sono portati a 60 punti, riducendo a sette lunghezze il distacco dall’Inter capolista, ferma a 67. Mancano ancora dieci giornate alla fine del campionato e, anche se il margine resta importante, la vittoria nel derby cambia inevitabilmente il clima della corsa scudetto.
Il Milan, oltre ai tre punti, si porta dietro anche un segnale psicologico molto forte. La squadra di Allegri ha infatti completato la doppietta stagionale nei derby di campionato, un evento che non accadeva da quindici anni. Un dato che racconta non solo il momento positivo dei rossoneri negli scontri diretti, ma anche la loro capacità di mettere in difficoltà proprio la squadra che fin qui ha dominato la Serie A.
Se prima del derby il campionato sembrava ormai indirizzato, adesso la storia è leggermente diversa. Non perché il Milan sia diventato improvvisamente favorito, ma perché la distanza è tornata in una zona in cui, almeno teoricamente, una rimonta non è impossibile.
IL PRECEDENTE DEL 1999: QUANDO IL MILAN RECUPERÒ SETTE PUNTI
Nella stagione 1998-1999 il Milan riuscì a compiere una rimonta che ancora oggi rappresenta uno dei recuperi più clamorosi della storia della Serie A. Alla 27ª giornata, dopo lo scontro diretto terminato 0-0 all’Olimpico, la Lazio guidava la classifica con sette punti di vantaggio sui rossoneri.
Da quel momento iniziò la rincorsa della squadra allenata da Alberto Zaccheroni. Nelle ultime sette giornate di campionato il Milan infilò una straordinaria serie di sette vittorie consecutive, mentre la Lazio perse terreno in alcuni passaggi chiave della stagione.
Il primo momento decisivo arrivò alla 29ª giornata, quando i biancocelesti persero il derby contro la Roma per 3-1, mentre il Milan travolse l’Udinese con un netto 5-1. La distanza iniziò così a ridursi.
Il sorpasso maturò alla 33ª giornata, la penultima del campionato: il Milan batté l’Empoli 4-0 a San Siro, mentre la Lazio non andò oltre l’1-1 sul campo della Fiorentina. In quel momento i rossoneri passarono per la prima volta in testa alla classifica.
L’epilogo arrivò il 23 maggio 1999. Il Milan vinse 2-1 a Perugia grazie ai gol di Guglielminpietro e Bierhoff, con la celebre parata decisiva di Abbiati su Bucchi nel finale. La contemporanea vittoria della Lazio sul Parma non bastò: i rossoneri chiusero il campionato con 70 punti contro i 69 dei biancocelesti, conquistando uno degli scudetti più sorprendenti della loro storia.
IL CALENDARIO: CHI HA IL PERCORSO PIÙ DIFFICILE?
Per capire se la rimonta del Milan sia realmente possibile bisogna guardare anche al calendario delle ultime dieci giornate. Ed è proprio qui che la corsa scudetto potrebbe trovare nuovi sviluppi.
L’Inter dovrà affrontare una serie di sfide tutt’altro che semplici: Atalanta, Fiorentina, Roma, Como e Lazio sono avversarie che possono togliere punti alla squadra di Cristian Chivu. Anche trasferte come quelle di Torino e Bologna non sono mai banali in un finale di stagione dove ogni squadra ha obiettivi importanti.
Il calendario dell’Inter prevede:
Inter – Atalanta
Fiorentina – Inter
Inter – Roma
Como – Inter
Inter – Cagliari
Torino – Inter
Inter – Parma
Lazio – Inter
Inter – Verona
Bologna – Inter
Il Milan, dal canto suo, dovrà affrontare un percorso altrettanto impegnativo. Tra le sfide più delicate spiccano le trasferte contro Napoli e Sassuolo e le gare casalinghe contro Juventus e Atalanta. Senza dimenticare che i rossoneri dovranno mantenere continuità anche contro squadre in lotta per la salvezza.
Il calendario del Milan prevede:
Lazio – Milan
Milan – Torino
Napoli – Milan
Milan – Udinese
Verona – Milan
Milan – Juventus
Sassuolo – Milan
Milan – Atalanta
Genoa – Milan
Milan – Cagliari
Guardando questi incroci è evidente che entrambe le squadre avranno ancora ostacoli importanti lungo il cammino.
UNA CORSA ANCORA APERTA?
La classifica dice che l’Inter resta favorita. Sette punti di vantaggio a dieci giornate dalla fine rappresentano ancora un margine significativo e i nerazzurri hanno dimostrato per tutta la stagione di essere la squadra più continua del campionato.
Ma il derby ha introdotto un elemento che nel calcio pesa spesso più dei numeri: il dubbio.
Il Milan ha dimostrato di poter battere l’Inter e di poter restare competitivo fino alla fine della stagione. Se i rossoneri riuscissero a infilare una serie di vittorie e i nerazzurri dovessero rallentare anche solo leggermente, il campionato potrebbe riaprirsi davvero.
La storia del 1999 insegna che una rimonta, anche quando sembra improbabile, può diventare realtà. Servono continuità, pressione psicologica sull’avversario e un pizzico di fortuna negli episodi.
Per ora l’Inter resta davanti. Ma dopo il derby di San Siro il campionato ha ricominciato a respirare. E a dieci giornate dalla fine, tutto è ancora possibile.
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