La decisione del Ministero dell’Interno arriva dopo l’episodio del petardo esploso vicino al portiere della Cremonese Emil Audero: tre partite senza trasferte e biglietti vietati ai residenti in Lombardia.
L’episodio del petardo lanciato durante Cremonese-Inter ha innescato una reazione dura e immediata da parte delle istituzioni. Il Ministero dell’Interno ha infatti disposto il divieto di trasferta per i tifosi dell’Inter fino al 23 marzo 2026, valido per tre partite di campionato, accompagnato dal divieto di vendita dei biglietti ai residenti in Lombardia per le stesse gare. Una misura straordinaria, adottata con l’obiettivo dichiarato di prevenire il ripetersi di episodi che possano mettere a rischio l’ordine pubblico e la sicurezza degli atleti in campo.
Il provvedimento arriva dopo quanto accaduto domenica 1 febbraio allo stadio Zini di Cremona, quando al 48’ della ripresa un petardo è esploso a pochi metri dal portiere della Cremonese, Emil Audero, colpendolo e stordendolo. L’estremo difensore grigiorosso è caduto a terra accusando problemi all’orecchio e al ginocchio, costringendo l’arbitro a sospendere la gara per alcuni minuti. Gli accertamenti medici hanno poi evidenziato una lesione lacero-contusa alla coscia destra.
Nelle ore successive si è registrata una svolta decisiva nelle indagini. La Polizia di Stato della Questura di Cremona ha eseguito un arresto differito nei confronti di un ultrà interista di 19 anni, appartenente al gruppo Viking, individuato come il reale responsabile del lancio della bomba carta. L’identificazione è avvenuta grazie a un’analisi incrociata delle immagini del sistema di videosorveglianza dello stadio e di quelle raccolte dalla Polizia Scientifica, con il supporto della Digos di Milano.
Il giovane, assistito dall’avvocato Mirko Perlino, è stato rintracciato nel capoluogo lombardo e trasferito nel carcere di San Vittore, dove resta in attesa dell’udienza di convalida. Le indagini, tuttavia, non si fermano: la Digos di Cremona sta proseguendo gli accertamenti per individuare eventuali responsabili di altri lanci di petardi avvenuti poco prima del fischio d’inizio.
È stato inoltre chiarito un punto fondamentale: non si tratta del tifoso inizialmente indicato come responsabile e legato all’Inter Club San Marino, rimasto gravemente ferito a una mano per l’esplosione di un altro ordigno. Quest’ultimo sarebbe da considerare un “cane sciolto”, come precisato anche dal club di riferimento tramite i social.
Il provvedimento del Viminale, firmato dal ministro Matteo Piantedosi, specifica che il divieto di trasferta è finalizzato a “garantire la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica” e a evitare che simili episodi possano compromettere il regolare svolgimento delle manifestazioni sportive. Dal divieto restano però escluse due partite: il derby Milan-Inter dell’8 marzo, che pur risultando formalmente una trasferta si giocherà a Milano, e la gara di Champions League in Norvegia contro il Bødo/Glimt del 18 febbraio, non rientrando nella competenza del provvedimento.
È importante distinguere il piano amministrativo da quello sportivo. La decisione del Ministero dell’Interno non ha nulla a che vedere con le sanzioni che verranno eventualmente comminate dalla giustizia sportiva. Il giudice sportivo si pronuncerà infatti solo al termine della 23ª giornata di Serie A. L’ipotesi più probabile resta quella di una multa pesante per l’Inter, mentre appare meno plausibile, almeno al momento, la chiusura di settori dello stadio di San Siro, anche se i due procedimenti restano formalmente indipendenti.
Intanto il caso ha già sollevato reazioni nel mondo del calcio. In vista della prossima sfida di campionato contro l’Inter, l’amministratore delegato del Sassuolo, Giovanni Carnevali, ha espresso ai microfoni del giornalista Gian Luca Rossi forte disappunto per le conseguenze economiche del divieto: la chiusura di un settore ospiti comporta infatti una perdita di incassi e penalizza i club ospitanti, che nulla hanno a che vedere con l’episodio.
Il caso Audero, dunque, va ben oltre il singolo gesto: diventa l’ennesimo capitolo di un tema irrisolto del calcio italiano, dove la responsabilità individuale rischia di ricadere su società, tifoserie e campionato intero. Ora la linea è chiara: tolleranza zero. Ma il dibattito su come conciliare sicurezza, diritti dei tifosi e sostenibilità economica resta più aperto che mai.
La Notizia Sportiva – Il web magazine sportivo Web Magazine sportivo
