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Graziano Pellè, 35 anni, attaccante dello Shandong Luneng (foto: news.cgtn.com)

Calciomercato Cina: è finita l’epoca dello “shopping compulsivo”

La Chinese Super League verso un drastico ridimensionamento: il tetto salariale potrebbe scatenare il controesodo di tanti big.

Era il 23 ottobre del 2015 quando il Presidente del partito comunista e della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping, durante una visita di stato in Inghilterra fece visita con l’allora premier britannico Cameron alla nuova Academy del Manchester City.

“Il mio grande desiderio è che la Nazionale cinese possa diventare una delle migliori al mondo”, spiegò Xi, complimentandosi con il modello Premier League.

A distanza di cinque anni, quel piano ambizioso, non ha ancora visto la Nazionale del Dragone partecipare a un Mondiale dopo l’exploit del 2002, nonostante gli ingaggi faraonici di nomi altisonanti e operazioni di marketing da far impallidire i principali tornei d’Europa. Al momento la Cina si trova al 75esimo posto del ranking Fifa.

La Chinese Super League, il torneo dei giganti industriali del Paese della Grande Muraglia, ha deciso di chiudere la propria cassaforte, o meglio, di limitare le proprie spese chiudendo di fatto l’età dell’oro che l’ha contraddistinta nell’ultimo decennio.

Nonostante nel marzo del 2015, per favorire lo sviluppo del calcio “Made in China”, fosse uno dei pilastri contenuti nel “Programma complessivo di riforma e sviluppo del calcio cinese”. Un documento ambizioso che aveva l’intento di condurre la Cina a una vittoria Mondiale entro il 2050.

Dopo cinque anni si è deciso di compiere una marcia indietro, dopo aver capito di non poter sostenere certe cifre per giocatori ormai a fine carriera nel calcio che conta. Così, la Federcalcio locale, ha deciso che dalla prossima stagione sarà introdotto un tetto salariale ai club con un limite di ingaggi dei calciatori “con il preciso intento di limitare la spesa e promuovere lo sviluppo sostenibile dello sport nel Paese”.

La crisi scatenata dal Covid-19 ha inciso parecchio sulla decisione che potrebbe favorire i vivai e le casse delle società con l’obiettivo di coinvolgere più giovani possibili, ma che inevitabilmente farà crollare l’appeal allontanando sponsor e diritti tv a causa dell’assenza di big internazionali con la prospettiva di veder crollare le cifre dei principali attori stranieri, che dalla stagione 2021 non potranno superare i 3 milioni di euro lordi l’anno.

Un provvedimento che mette la parola fine agli attuali 21 milioni percepiti dal brasiliano Oscar dello Shanghai SIPG o quelli del trentacinquenne Graziano Pellè, che ne incassava 15 all’anno, senza contare il fallimentare ingaggio di 80 milioni in due anni per Carlos Tevez dal Boca Juniors allo Shangai Greenland Shenhua.

Primo gol per Carlos Tévez con la maglia dello Shanghai Shenua.
Primo gol per Carlos Tévez con la maglia dello Shanghai Shenua.

Uno “shopping compulsivo” da due miliardi di dollari tra il 2015 e il 2020 e che ha visto il valore delle squadre triplicarsi rispetto a quelle della J-League giapponese e surclassato di gran lunga (10 volte) quelle della K-League in Corea del Sud.

Lo scenario del calciomercato

L’apertura del calciomercato europeo in questi giorni potrebbe favorire un controesodo e molti procuratori sono già all’opera per riportare in Europa i propri assistiti.

In questi giorni si parla di diversi club italiani interessati a Pellè (è stato accostato in questi giorni a Inter e Juventus). El Shaarawy farà ritorno alla Roma, così come Eder, campione di Cina con lo Jiangsu Suning, potrebbe fare ritorno in Serie A con la maglia della Sampdoria o Fiorentina.

Anche il brasiliano Hulk, prelevato dallo Zenit per 55 milioni di euro, ha gà salutato lo Shanghai SIPG e presto potrebbe fare ritorno in Brasile o accasarsi in club di Premier League. I tecnici stranieri, non sono esenti da questo provvedimento. Ad esempio Fabio Cannavaro, forte di un ingaggio annuo di 13,5 milioni stipulati con il Guangzhou Evergrande, potrebbe subire un ridimensionamento così come Rafa Benitez al Dalian.

Il futuro della CSL

Si chiude così l’epoca del “new footballing superpower” e di grandi contratti che forse non vedremo mai più. “Entro pochi anni il meglio lo avremo qui” appare come uno slogan sbiadito per quello che doveva rappresentare l’avvento di una nuova era calcistica internazionale, tra successi Mondiali mancati e il sogno infranto d’ingaggiare Lionel Messi e Cristiano Ronaldo.

About Cristian La Rosa

Cristian La Rosa. Classe ’76, ama il calcio e lo sport in generale. Segue con passione il calcio internazionale e ha collaborato con alcuni web magazine. E' il fondatore e l’ideatore.

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