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Dovizioso porta a casa il prio podio di stagione, tra le dune di Losail (www.autoevolution.com)

C’eravamo tanto amati

Vola Francesco ‘Pecco’ Bagnaia sulla Ducati ma immaginare la Rossa senza Andrea Dovizioso nel 2021 fa effetto. Non bello di certo.

Ormai il rapporto tra le parti è logorato, ne è ultima riprova la divertente provocazione del forlivese che nel secondo week end a Misano si è presentato con una scritta sulla tuta mutata da ‘undaunted’ (indomabile) a ‘unemployed’ (disoccupato).

Come si sia arrivati a questo è unicamente ipotizzabile in assenza di una versione ufficiale, si mormora di una rottura netta tra Dovi e Dall’Igna: il dato certo è che questa separazione non ha proprio senso.

Andrea è a Borgo Panigale dal 2013 e in queste 8 stagioni il suo percorso è stato solido, con una costante crescita fino al ‘click’ del 2016 che lo ha reso definitivamente pronto alla sfida con sua Maestà Marc Marquez. Non sono casuali in tal senso le 3 stagioni successive concluse al secondo posto nella classifica generale.

Le sue eccelse doti di collaudatore, poi, hanno contribuito in modo fondamentale ad addomesticare la Desmosedici, cavallo di razza in grado di disarcionare chiunque ci sia salito tranne il solo Casey Stoner.

Ecco, alla luce di queste premesse, immaginare che Ducati possa privarsi di un patrimonio del genere è un esercizio difficilissimo se non proprio impossibile e l’aspetto paradossale è che il divorzio avverrà al termine della stagione che potrebbe riportare il titolo dalle parti di Bologna.

Proviamo ora a ribaltare la questione: dove (e in che veste) potrebbe andare Dovizioso nel 2021?

Il conto è presto fatto: non in Honda, Suzuki, Ktm e nemmeno in Yamaha dal momento che hanno già definito le rispettive line up 2021. Rimarrebbe Aprilia che al momento non pare una soluzione tecnica irresistibile.

Oppure c’è sempre l’opzione di un anno da tester che sarebbe in ogni modo una sorta di ‘contentino’ beffardo considerando che Dovizioso è un classe 1986, non proprio un ragazzo.

Ad oggi purtroppo il rischio di non averlo in griglia di partenza al via della prossima stagione è altissimo: una follia (ancora) evitabile.

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