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Coronavirus, la Formula Uno al lavoro per evitare il crac

Il Covid-19 mette a rischio il modello di business di Liberty Media, fatto di accordi con gli organizzatori, diritti tv e sponsor. Tre squadre sono pronte al ritiro.

Fronteggiare l’emergenza economica legata al Coronavirus, stimare l’impatto che avrà sulla Formula Uno e nei team per mitigare i rischi: questi gli obiettivi di Liberty Media, la proprietaria dei diritti del principale mondo del circus, a rischio di crac finanziario.

I danni economici sono incalcolabili, in modo particolare per quanto riguarda la voce ridistribuzione dei ricavi per le dieci scuderie iscritte al Mondiale. Alcune delle quali rischierebbero il default nello scenario più drammatico, quello di campionato ridotto drasticamente o addirittura cancellato. Il business della F1 è basato su tre principali entrate: gli accordi stretti con gli organizzatori dei gran premi (40%), i diritti tv (40%) e dalle varie sponsorizzazioni (20%, il principale sponsor è la Heineken con 275 milioni di euro).

Secondo quanto riportato dal magazine ‘Forbes’, nel 2019, le scuderie hanno realizzato affari per 2 miliardi di euro, senza considerare il valore dei team stimato sui 4.62 miliardi. Mercedes vale 937,35 milioni, la Ferrari 1,25 miliardi, mentre la Sauber griffata Alfa Romeo, l’ultima della classifica, ne vale circa 97. Tutti introiti e valori messi in serio pericolo.

Sono tre i team a rischio

Il rischio di veder dimezzato il campionato sta facendo pensare Liberty Media di proporre doppi gran premi per rispondere alle esigenze dei principali network televisivi. Nelle prossime settimane si lavorerà per mettere al sicuro almeno 15 gare, tra cui quelle dell’Azerbaijan, Bahrain, Cina e Vietnam grazie al supporto dei governi locali. Gli introiti derivati da un gran premio in questi paesi garantirebbe dai 25 ai 58 milioni di euro nonostante l’assenza di spettatori.

Ci sarebbe un accordo per un doppio week end in Austria (5 e 12 luglio), un circuito ritenuto ideale in quanto situato nei boschi della Stiria. Anche Silverstone si è detta disponibile per il 19 e il 26.

Se, invece, verranno disputati meno di 12 gran premi è prevista la rinegoziazione dei contratti televisivi. E in questo caso tre team sarebbero a rischio a partire dalla Williams (ha già ridotto del 20% gli stipendi di piloti e dirigenti), Haas, Sauber-Alfa Romeo mentre appare salva la Racing Point grazie all’iniezione di denaro che nel 2021 le farà cambiare denominazione in Aston Martin.

Liberty Media non è nelle condizioni intervenire economicamente al salvataggio di questi team, dato che questa pandemia ha causato anche una svalutazione in borsa del marchio pari al 39%. Non solo, il gruppo americano potrebbe non onorare il debito di 2,69 miliardi di euro preso nel 2017 per l’acquisizione del marchio F1.

Anche la FIA sta correndo ai ripari con la richiesta di riduzione dei budget da 175 a 145 per il 2021, ma in questi giorni prende sempre più consistenza l’idea di scendere sui 100. Ma su questo punto alcuni team hanno iniziato una partita a scacchi: secondo il ‘Corriere dello Sport’ Ferrari, Mercedes e Red Bull sono contrarie.

Le conseguenze sono facili da capire ed è per questo che la compagnia dovrà ricorrere ai ripari al più presto stilando un calendario definitivo e nel contempo rivedere i costi e ricavi per evitare di far sprofondare l’intero format.

About Cristian La Rosa

Cristian La Rosa. Classe ’76, ama il calcio e lo sport in generale. Segue con passione il calcio internazionale e ha collaborato con alcuni web magazine. E' il fondatore e l’ideatore.

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