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Daytona 1967, la vendetta perfetta della Ferrari

24h Daytona 1967: la Ferrari compie una delle più belle imprese della sua storia piegando la concorrenza della maestosa Ford.

A distanza di oltre 50 anni il trionfo Ferrari alla 24 ore di Daytona 1967 mantiene inalterato il suo irresistibile fascino iconico. La leggendaria parata a tre finale di domenica 5 febbraio rappresenta, in senso sportivo, la vendetta perfetta.

Ferrari e Ford si stanno sfidando furiosamente sulle piste da tre stagioni ma nel 1966 il colosso di Detroit aveva preso il sopravvento: la GT40 MKII equipaggiata con un motore 7 litri V8 in grado di erogare 482 cavalli aveva surclassato la seppur valida P3.

La differenza enorme tra le due case automobilistiche non era solo tecnologica ma risiedeva nell’investimento: per volere di Henry Ford II, che considerava le competizioni automobilistiche come la principale promozione del marchio, gli americani dispongono di un budget praticamente illimitato.

A Le Mans la rivalità era arrivata al culmine: Ferrari ritirate e tripletta della Ford, con il controverso arrivo in parata che priva Ken Miles e Denny Hulme della vittoria a favore di Bruce McLaren e Chris Amon. Oltretutto ad una media record, per la prima volta superiore ai 200 km/h.

Il Drake non può tollerare di vedere la sua creatura arrivare seconda, situazione che si è ripetuta anche nel mondiale costruttori di Formula 1. Bisogna reagire, ad ogni costo.

Nell’autunno ’66 vede la luce il primo esemplare della 330 P4, nuova creatura dell’ing. Mauro Forghieri. Furia estremizza l’aerodinamica a vantaggio di una maggiore deportanza e ha un’intuizione: fa montare sulla P4 il 4 litri V12 – 450 cavalli di erogazione massima – che aveva equipaggiato la 312 di Ludovico Scarfiotti nel vittorioso Gran Premio d’Italia a Monza.

La sesta edizione della 24 ore di Daytona inaugura la stagione del mondiale Sport Prototipi 1967. Tra i 62 equipaggi che prendono parte alle qualifiche figurano sei GT40 MKII, due P4 ufficiali e due P3 ammodernate da Piero Dogo, ridenominate 412P.

C’è un’altra novità in casa Ferrari: il dimissionario Eugenio Dragoni è stato sostituito nel ruolo di Direttore Sportivo da Franco Lini, uno dei più quotati giornalisti sportivi dell’epoca e profondo conoscitore dei regolamenti.

La pole è ad appannaggio della Ford con la coppia A.J. Foyt e Dan Gurney ma la gara si mette male per la casa dell’ovale blu fin dalle prime fasi: dopo un paio d’ore si rompono gli alberi primari del cambio e le GT40 ufficiali sono costrette al ritiro. Un banale errore di trattamento termico ha messo in ginocchio le incrollabili certezze di uno squadrone fino a quel momento pressoché imbattibile.

Per le Ferrari è il più facile dei giochi arrivare al traguardo indisturbate: si sta prefigurando una vittoria tanto schiacciante quanto ‘scontata’.

Ecco allora il colpo di genio di Franco Lini, ovvero replicare il gesto della Ford a Le Mans l’anno prima.

Foto contro foto.

Credit:MotoRefrain

Allo scadere della ventiquattresima ora, dopo 666 giri percorsi la Ferrari numero 23 di Lorenzo Bandini e Chris Amon taglia vincitrice il traguardo ‘scortata’ dalla numero 24 condotta da Mike Parkes e Ludovico Scarfiotti e dalla 26 412P NART di Pedro Rodriguez e Jean Guichet.

A casa loro.

A fine stagione arriverà anche il Mondiale Marche. Una gioia incontenibile purtroppo offuscata dalla perdita di uno degli alfieri principali, Lorenzo Bandini, tragicamente deceduto a Monaco.

LA SCHEDA TECNICA DELLA 330 P4

  • Carrozzeria: Berlinetta/Barchetta;
  • Posizione motore: centrale longitudinale;
  • Trazione: posteriore;
  • Interasse: 2400 mm;
  • Carreggiate: anteriore 1488 – posteriore 1450 mm;
  • Masse a vuoto: 792 kg;
  • Tipo motore: 12 cilindri a V raffreddato a liquido;
  • Cilindrata: unitaria 330,62 cm³, totale 3.967,44 cm³;
  • Distribuzione: bialbero a camme in testa, 3 valvole per cilindro;
  • Alimentazione: iniezione indiretta Lucas;
  • Potenza: 450 CV a 8000 giri;
  • Potenza specifica: 113,4 CV/litro;
  • Rapporto peso/potenza: 1,8 kg/CV;
  • Frizione: multidisco a secco;
  • Cambio: a 5 rapporti;
  • Telaio: traliccio in tubi d’acciaio con rinforzi in alluminio;
  • Sterzo: a cremagliera;
  • Sospensioni anteriori e posteriori: quadrilateri deformabili;
  • Freni anteriori e posteriori: a disco ventilati;
  • Velocità massima: 320 km/h.

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