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È ufficiale: l’Atalanta ha appena fatto la storia del calcio!

La vittoria in Champions contro lo Shakhtar Donetsk è ormai una leggenda tutta da raccontare

Noi amanti del pallone che rotola credevamo di averle viste proprio tutte, dopo tanti anni che seguiamo il calcio in tv e allo stadio. E invece anche stavolta siamo stati totalmente smentiti dal gioco di squadra più bello al mondo, le cui dinamiche, affascinanti e misteriose, continuano a regalarci racconti da tramandare ai posteri. La storica vittoria dell’Atalanta per 3 a 0 sul campo dello Shakhtar Donetsk ha infatti permesso alla squadra di Gasperini di qualificarsi agli ottavi di finale di Champions League.

Ma vi rendete conto? La Dea fa parte delle prime sedici squadre della ex Coppa dei Campioni! Solo a pronunciare questa frase ci vengono i brividi. Pensate per un istante a quanto è cresciuto il team di Bergamo, fino a 5 anni fa una formazione modesta, e cosa oggi sia in grado di rappresentare per la città lombarda e per l’Italia calcistica. Il miracolo sportivo, che si è compiuto poche ore fa nella fredda Ucraina, è un inno alla gioia, una celebrazione a non mollare mai, una leggenda che non vediamo l’ora di raccontarvi. Lo sappiamo: sicuramente non avete perso un secondo di quel match ma ugualmente desideriamo ricordarlo con voi, provando a trasmettervi le emozioni che abbiamo provato. 

Emozione 1: la mancata espulsione di Muriel

Chiamatelo se volete destino, fato oppure colpo di fortuna ma la mancata espulsione di Muriel, il quale già ammonito ha commesso un evidente fallo su Dodò al minuto 56 del secondo tempo al limite della propria area di rigore, è stata la svolta della partita. L’arbitro tedesco Zwayer ci ha pensato un po’ prima di non estrarre il secondo cartellino giallo e durante quegli attimi il nostro cuore ha come smesso di battere; se il colombiano fosse stato cacciato, probabilmente ora staremmo celebrando la qualificazione dello Shakhtar. Per onestà di cronaca dobbiamo dire che il rosso ci stava tutto ma evidentemente la volontà degli Dèi del pallone era un’altra. Di lì a poco, e precisamente al 66esimo minuto, abbiamo urlato a squarciagola per il goal di Castagne, salvo poi trattenere il respiro aspettando il responso del Var.

Emozione 2: controllo Var sul primo goal 

Prima che fosse convalidato il primo goal della Dea, è dovuto intervenire l’arbitro con il Var per accertarsi che Gomez fosse in posizione regolare nel momento in cui ha regalato la palladell’1 a 0 a Castagne. Il tempo dedicato al check finale dell’azione più importante della partita sembrava non passare mai: i minuti rassomigliavano a delle ore e nessuno era effettivamente in grado di poter dire se il Papu fosse o meno in fuorigioco. Finalmente, e forse inaspettatamente, Felix Zwayer ha ritenuto l’argentino in linea perfetta con quella della difesa avversaria. Noi abbiamo perso almeno un paio di chili nell’attesa del verdetto finale e voi invece?

Emozione 3: l’espulsione di Dodò

Ci teniamo fin da ora a chiarire il significato del titolo del paragrafo prima di essere fraintesi: per noi l’espulsione di un avversario non suscita certo un’emozione, anche perché da sportivi amiamo il fair play, ma il cammino in discesa che si è spalancato dinnanzi all’Atalanta, grazie alla cacciata di Dodò, ci ha dato la speranza di una vittoria certa. Il difensore brasiliano dello Shakhtar, colpendo con il braccio Freuler, ha complicato irrimediabilmente la partita della sua squadra: il secondo ed il terzo goal, segnati nel finale dalla Dea, sono stati possibili anche per la defezione di questo giocatore. 

E ora quale destino per l’Atalanta?

Tutti si interrogano, con riferimento alla Champions League, su chi alla fine trionferà, compreso i bookmakers sportivi, ma forse oggi l’interesse principale è capire dove potrà arrivare questa Atalanta. Dopo essere riuscita a perdere tre partite consecutivamente e a qualificarsi con soli 7 punti, verrebbe da dire:”Ovunque”. In realtà, più razionalmente, possiamo dire che tutto dipenderà dal sorteggio di lunedì: pescare Lipsia o Valencia sarebbe il massimo poiché altri team – vedi PSG e Real Madrid – sono avversari a dir poco proibitivi.

Alla fine non ci resta che sperare!

Sperare, come detto poc’anzi, che il sorteggio sia clemente è d’obbligo, anche se il miracolo sportivo l’Atalanta lo ha già compiuto; tutto quello che succederà d’ora in poi lungo il cammino nerazzurro di Champions è solamente il giusto premio per gli eroi, ormai immortali, che giocano per la Dea.

About Cristian La Rosa

Cristian La Rosa. Classe ’76, ama il calcio e lo sport in generale. Segue con passione il calcio internazionale e ha collaborato con alcuni web magazine. E' il fondatore e l’ideatore.

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