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Championship, Swansea in vetta: Mukasa trascina il West Ham

Trentadue gol nel primo turno infrasettimanale: gli Swans comandano con QPR e Charlton, il Wrexham travolge il Millwall e il Preston resta solo a zero punti.

La Championship 2026/27 non ha aspettato nemmeno che il mercato chiudesse le proprie porte prima di cambiare nuovamente volto. Tra l’1 e il 2 settembre, mentre dirigenti e procuratori completavano le ultime operazioni, le 24 squadre del campionato sono tornate immediatamente in campo per la quarta giornata.

Il primo turno infrasettimanale della stagione ha prodotto 32 gol, soltanto uno 0-0 e una classifica sempre più difficile da decifrare. Lo Swansea ha conquistato il primo posto, ma condivide i dieci punti con Queens Park Rangers e Charlton. Wolverhampton, Middlesbrough, Bristol City e West Bromwich sono raccolti alle loro spalle a quota sette.

La copertina della giornata, però, appartiene a un ragazzo di diciannove anni. Nel confronto più atteso, il West Ham ha battuto 4-2 il Wolverhampton grazie soprattutto alla doppietta di Divine Mukasa, cresciuto proprio nell’academy degli Hammers prima di trasferirsi al Manchester City.

Una storia perfetta per la Championship: mentre tutti aspettavano Jarrod Bowen, è stato un talento ancora in cerca della propria dimensione a spostare il risultato.

CHAMPIONSHIP, I RISULTATI DELLA QUARTA GIORNATA

Il programma del martedì si è aperto con il netto 2-0 dello Swansea sul Watford. Il West Ham ha superato il Wolverhampton per 4-2, mentre lo Sheffield United ha conquistato il primo successo stagionale battendo il Bolton 3-2 al termine di una partita piena di ribaltamenti.

Il Bristol City ha espugnato Deepdale con un 3-1 che ha aggravato la crisi del Preston. Il Derby County ha vinto 2-0 a Portsmouth e il QPR ha piegato il Cardiff per 2-1.

Lo Stoke City ha trovato i primi punti del proprio campionato superando il Norwich per 1-0. Birmingham City e Southampton hanno pareggiato 1-1, così come Burnley e Middlesbrough e West Bromwich e Charlton.

Il risultato più sorprendente del mercoledì è arrivato a The Den, dove il Wrexham ha travolto il Millwall per 3-0. Lincoln City e Blackburn hanno invece disputato l’unico incontro senza reti della giornata.

SWANSEA CAPOLISTA: MATOS VINCE CON EQUILIBRIO

Lo Swansea City ha impiegato meno di mezz’ora per indirizzare la sfida contro il Watford. Eom Ji-sung ha sbloccato il risultato all’8′, mentre Adam Idah ha segnato il raddoppio al 29′.

La squadra allenata da Vítor Matos ha poi gestito la partita senza concedere agli Hornets la possibilità di rientrare. Il 2-0 ha portato gli Swans a dieci punti, frutto di tre vittorie e un pareggio, ma soprattutto ha confermato la solidità della migliore difesa del campionato: appena una rete incassata in quattro giornate.

La classifica assegna allo Swansea il primo posto grazie alla differenza reti, ma sarebbe riduttivo spiegare questa partenza soltanto attraverso i numeri. Gli Swans stanno mostrando un’identità riconoscibile: cercano il pallone, occupano bene gli spazi e sanno modificare il ritmo della gara una volta conquistato il vantaggio.

Non hanno l’attacco più prolifico del torneo e non hanno ancora affrontato tutte le principali candidate alla promozione. Tuttavia, sembrano possedere una qualità essenziale in un campionato lungo 46 giornate: la capacità di ridurre al minimo i momenti di disordine.

Il Watford di Alessio Dionisi, dopo un avvio positivo, ha invece conosciuto la prima sconfitta. Gli Hornets restano nella zona centrale, ma a Swansea non sono riusciti a trasformare il possesso in pericoli concreti.

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WEST HAM-WOLVES 4-2: LA NOTTE DI DIVINE MUKASA

Il big match del London Stadium non ha tradito le attese. West Ham e Wolverhampton, entrambe retrocesse dalla Premier League, hanno prodotto una partita aperta, ricca di occasioni e segnata dalla fragilità delle due difese.

I Wolves hanno cominciato meglio e colpito due traverse, prima con Raúl Jiménez e poi con Mateus Mané. Nel momento di maggiore pressione della squadra di César Peixoto, però, il West Ham ha trovato il vantaggio con una conclusione da circa 25 metri di Divine Mukasa.

Jarrod Bowen ha trasformato il rigore del 2-0, ma Marshall Munetsi ha immediatamente riaperto la gara prima dell’intervallo. Nella ripresa Mukasa ha completato la propria doppietta grazie anche a una deviazione, poi Konstantinos Mavropanos ha segnato il quarto gol sulla ribattuta della traversa colpita dal suo stesso colpo di testa.

La serata particolare del difensore greco non era ancora terminata: pochi minuti dopo ha deviato nella propria porta il cross di Jackson Tchatchoua, fissando il punteggio sul definitivo 4-2.

La doppietta indicata inizialmente negli appunti come opera di Bowen appartiene quindi a Mukasa, autentico protagonista dell’incontro. Il diciannovenne in prestito dal Manchester City non si è limitato a segnare: ha dato energia alle transizioni del West Ham e ha mostrato una personalità sorprendente in una partita che poteva già condizionare il giudizio sull’avvio degli Hammers.

Sotto gli occhi di Amanda Staveley, presente in tribuna mentre circolano indiscrezioni su un suo possibile investimento nel club, la squadra di Nuno Espírito Santo ha conquistato la prima vittoria in campionato.

DIVINE MUKASA È IL MIGLIORE DELLA GIORNATA

Il premio di migliore giocatore del quarto turno non può che andare a Divine Mukasa.

Bowen ha segnato dal dischetto e continua a rappresentare il riferimento tecnico del West Ham, ma è stato il giovane centrocampista a cambiare realmente la partita. Il suo primo gol ha interrotto il momento migliore del Wolverhampton; il secondo ha restituito agli Hammers il doppio vantaggio dopo il tentativo di rimonta avversario.

Mukasa ha trascorso dieci anni nel settore giovanile del West Ham prima di trasferirsi al Manchester City. Ritrovarsi protagonista al London Stadium con una doppietta ha aggiunto alla prestazione un significato particolare.

La Championship è spesso il luogo in cui calciatori troppo giovani per ricevere continuità in Premier League possono trasformare il talento in responsabilità. Mukasa ha appena disputato una partita, non una stagione intera, ma contro i Wolves ha mostrato di poter diventare molto più di una semplice alternativa.

WOLVERHAMPTON, PRIMO KO E VECCHI PROBLEMI

Il Wolverhampton ha incassato la prima sconfitta dell’era Peixoto, ma il 4-2 non racconta completamente la partita.

I Wolves hanno mantenuto il 57% del possesso, concluso quindici volte fuori dallo specchio e colpito due traverse nei primi minuti. Il problema è stato il rapporto tra quanto creato e quanto concesso: il West Ham ha indirizzato quattro conclusioni verso la porta e ha segnato quattro gol.

Attribuire tutta la responsabilità a José Sá sarebbe ingeneroso. Il portiere è stato battuto da un tiro sotto la traversa, da un rigore, da una conclusione deviata e da una ribattuta ravvicinata. Il vero limite è stato collettivo: la squadra ha perso le distanze ogni volta che gli Hammers hanno superato la prima pressione.

Peixoto sta costruendo un Wolverhampton coraggioso e offensivo, capace di produrre già undici gol. Nessuno ha segnato di più. Le otto reti incassate, però, rappresentano l’altra faccia della stessa ambizione.

Per puntare alla promozione diretta non basta dominare lunghi tratti delle partite. Occorre saper riconoscere i momenti nei quali il controllo diventa esposizione. Al London Stadium, i Wolves hanno continuato ad attaccare anche quando sarebbe servita maggiore prudenza.

QPR SECONDO: BURRRELL COLPISCE DUE VOLTE

Il Queens Park Rangers continua a muoversi lontano dai riflettori, ma i risultati stanno diventando impossibili da ignorare. La vittoria per 2-1 contro il Cardiff ha portato gli Hoops a dieci punti, gli stessi dello Swansea e del Charlton.

Il protagonista è stato Rumarn Burrell, autore di entrambi i gol della squadra di Julien Stéphan. L’attaccante ha sbloccato il risultato al 36′ e firmato il raddoppio al 53′. La rete di Perry Ng, arrivata al 74′, ha riaperto la partita senza però cambiare il verdetto.

Il QPR non domina gli avversari attraverso un possesso insistito e non costruisce goleade. Ha però imparato a rendere redditizio il proprio gioco verticale, sfruttando la velocità degli attaccanti e la qualità tra le linee di Ilias Chair.

Burrell offre profondità, attacca gli spazi con continuità e sta aggiungendo concretezza a una squadra che nelle passate stagioni aveva spesso faticato a trasformare le buone prestazioni in vittorie.

Con tre successi e un pareggio, il QPR è ancora imbattuto. La promozione non si conquista a settembre, ma Loftus Road ha già ritrovato una sensazione che mancava da tempo: quella di avere una squadra capace di vincere anche senza controllare ogni fase della gara.

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CHARLTON, PERSO IL PRIMATO MA NON L’IMBATTIBILITÀ

Il Charlton Athletic ha lasciato i primi punti della stagione sul campo del West Bromwich. Gli Addicks erano arrivati a The Hawthorns dopo tre vittorie consecutive e si sono ritrovati sotto per effetto della potente conclusione di Callum Styles.

La reazione è arrivata dieci minuti più tardi con Tyreece Campbell, bravo a trovare da distanza ravvicinata il gol dell’1-1. La squadra di Nathan Jones ha così perso il primato solitario, ma ha conservato l’imbattibilità e raggiunto Swansea e QPR a quota dieci.

Il Charlton non possiede la rosa più profonda né il budget più elevato del campionato. In compenso, sembra già sapere esattamente quale partita vuole giocare. Difende con ordine, non si disunisce quando passa in svantaggio e continua a capitalizzare al massimo le occasioni costruite.

Il pareggio in casa di un West Bromwich stabilmente inserito nel gruppo playoff non ridimensiona la sorpresa. Al contrario, dimostra che l’avvio degli Addicks non è stato prodotto soltanto da un calendario favorevole o da episodi fortunati.

WREXHAM, LA PRIMA VITTORIA È UNA LEZIONE AL MILLWALL

Il Wrexham aspettava la prima vittoria e l’ha trovata nel luogo più complicato: The Den.

La squadra di Phil Parkinson ha superato il Millwall per 3-0, sbloccando il risultato attraverso l’autorete di Zak Sturge su un cross di Issa Kaboré. Nella ripresa Kieffer Moore ha segnato il raddoppio con una conclusione da circa venti metri, mentre Jacques Ekomié ha completato la serata con il terzo gol.

Il risultato ha un peso superiore ai semplici tre punti. Dopo due pareggi e la sconfitta interna contro il Birmingham, il Wrexham aveva bisogno di dimostrare di poter trasformare il proprio progetto in una squadra competitiva anche lontano dal Racecourse Ground.

Parkinson ha ricevuto dal mercato altri giocatori esperti della categoria, tra i quali Callum O’Hare e Joe Worrall. A Londra si è vista una formazione più matura, capace di resistere all’intensità iniziale del Millwall e di colpire senza perdere equilibrio.

I Lions stanno invece vivendo un ribaltamento difficile da spiegare. Dopo avere iniziato con due vittorie e altrettante porte inviolate, hanno subito otto gol nelle ultime due partite: cinque a Southampton e tre contro il Wrexham.

La squadra di Alex Neil è passata in pochi giorni dall’essere il modello di solidità della Championship a mostrare crepe profonde. Gli infortuni di Josh Coburn e Casper De Norre durante la partita hanno reso la serata ancora più negativa.

SHEFFIELD UNITED, UNA VITTORIA DA CHAMPIONSHIP

Il 3-2 tra Sheffield United e Bolton è stato probabilmente l’incontro più aderente allo spirito della categoria.

I Blades hanno dovuto rimontare due volte prima di conquistare il primo successo stagionale. Dopo tre giornate nelle quali avevano raccolto soltanto pareggi, la squadra di Bramall Lane ha finalmente trasformato la propria competitività in tre punti.

Il dato interessante riguarda il cambiamento offensivo. Lo Sheffield United aveva cominciato il torneo con due 0-0 consecutivi; nelle successive due partite ha segnato cinque reti. La solidità iniziale si è ridotta, ma la squadra ha trovato maggiore coraggio nell’ultimo terzo di campo.

Per il Bolton è una sconfitta dolorosa proprio perché arrivata dopo essere stato due volte in vantaggio. In Championship, però, saper gestire un margine conta quanto riuscire a costruirlo. A Bramall Lane è mancata quella maturità necessaria per raffreddare la partita nei momenti favorevoli.

MORRIS E RAGHOUBER, IL FUTURO PASSA DA TURF MOOR

Il pareggio tra Burnley e Middlesbrough ha offerto uno dei confronti tecnicamente più interessanti del turno, soprattutto a centrocampo.

Aidan Morris ha portato avanti il Boro al 23′ con una conclusione da circa venti metri, preparata dal connazionale statunitense Sebastian Berhalter. Per Morris è stato il primo gol con il Middlesbrough dopo oltre due anni nel club.

Il Burnley ha risposto al 54′ con Ugo Raghouber. Il centrocampista francese, arrivato dal Lille in estate, ha avanzato centralmente prima di indirizzare il pallone nell’angolo lontano. È stata la sua prima rete con la maglia dei Clarets.

Sono due calciatori differenti, ma rappresentano la stessa tendenza. Sempre più club di Championship stanno affidando ruoli centrali a giovani abituati a interpretare più fasi del gioco, non soltanto a distruggere l’azione avversaria.

Nel Middlesbrough di Kim Hellberg, Morris abbina intensità e qualità nella distribuzione, mentre Will Lankshear offre presenza fisica e movimenti profondi al centro dell’attacco.

Raghouber è invece diventato una delle poche note positive nell’avvio complicato del Burnley di Nicky Hayen. I Clarets hanno raccolto appena due punti e devono anche assorbire la partenza di Zian Flemming, ceduto all’Ipswich nell’ultimo giorno di mercato.

BRISTOL E DERBY, DUE COLPI ESTERNI CHE CAMBIANO PROSPETTIVA

Il Bristol City ha vinto 3-1 a Deepdale, raggiungendo Wolverhampton, Middlesbrough e West Bromwich a quota sette. Dopo una partenza irregolare, i Robins hanno trovato un successo capace di portarli direttamente nella zona playoff.

Il Derby County ha invece espugnato Fratton Park per 2-0. Vincere sul campo del Portsmouth non è mai semplice, soprattutto in un turno infrasettimanale nel quale il recupero fisico e mentale diventa parte della preparazione tattica.

Sono due risultati che ricordano quanto velocemente possa cambiare una classifica ancora compressa. Alla vigilia entrambe avevano bisogno di risposte; novanta minuti più tardi, Bristol e Derby hanno ridotto sensibilmente la distanza dalle prime posizioni.

Il Portsmouth, al contrario, ha perso tre delle prime quattro partite. L’entusiasmo del proprio pubblico non è ancora riuscito a trasformarsi in continuità e il rendimento difensivo comincia a rappresentare un problema.

PRESTON ULTIMO: QUATTRO PARTITE, QUATTRO SCONFITTE

Il Preston North End è rimasto l’unica squadra della Championship ancora ferma a zero punti.

La sconfitta contro il Bristol City ha allungato una serie già preoccupante: quattro partite, quattro ko, tre gol segnati e nove subiti. Nessuna porta inviolata e la sensazione di una squadra vulnerabile ogni volta che perde il pallone in fase di costruzione.

I problemi non riguardano soltanto la difesa. Il Preston fatica a risalire il campo con ordine e arriva raramente alla conclusione attraverso azioni pulite. Il gol segnato contro il Bristol non è bastato perché la squadra ha continuato a concedere troppo nelle transizioni.

Definirlo già condannato sarebbe assurdo dopo quattro giornate. Tuttavia, in una categoria nella quale la pressione cresce rapidamente, la partita successiva assume già un valore psicologico notevole. Il Preston non deve pensare alla classifica completa: deve interrompere la sequenza prima che lo zero diventi un peso impossibile da ignorare.

STOKE-NORWICH, LA PRIMA GIOIA DEI POTTERS

Lo Stoke City ha battuto il Norwich per 1-0, conquistando i primi tre punti della stagione dopo tre sconfitte consecutive.

La squadra di Mark Robins non ha risolto improvvisamente tutti i propri problemi, ma ha finalmente mostrato la capacità di difendere un vantaggio senza perdere ordine. Dopo nove reti subite nelle prime tre giornate, la porta inviolata vale quasi quanto il successo.

Il Norwich continua invece a procedere per estremi. I Canaries erano reduci dal 4-1 inflitto al Burnley, risultato che sembrava avere cancellato le due sconfitte iniziali. A Stoke sono tornate le difficoltà offensive già mostrate a The Den.

Tre punti in quattro giornate non rappresentano ancora una crisi irreversibile, ma la mancanza di continuità rischia di allontanare rapidamente la zona playoff. Il Norwich possiede qualità tecniche, però non ha ancora trovato un’identità capace di resistere quando l’avversario abbassa il ritmo e riduce gli spazi.

IL PARADOSSO DEL SOUTHAMPTON

Il Southampton ha pareggiato 1-1 sul campo del Birmingham, prolungando la propria serie utile dopo la vittoria contro lo Stoke e il risultato positivo ottenuto nel terzo turno.

La classifica dei Saints richiede però una precisazione. Il dato corretto, riportato dopo la quarta giornata, è di dieci gol segnati e cinque subiti. Sul campo la squadra ha conquistato sette punti con due vittorie, un pareggio e una sconfitta; sottraendo la penalizzazione di quattro punti, il totale ufficiale diventa quindi tre, non -1.

È uno dei paradossi più interessanti del campionato. La squadra allenata da Tonda Eckert possiede il secondo migliore attacco e una differenza reti da alta classifica, ma occupa soltanto la diciottesima posizione.

Senza la sanzione sarebbe inserita pienamente nel gruppo playoff. Con la penalizzazione, invece, deve prima costruire una distanza rassicurante dalla zona retrocessione. Ogni pareggio assume così un doppio significato: conferma la competitività della squadra, ma rallenta la rincorsa imposta dalla classifica.

TOP E FLOP DELLA QUARTA GIORNATA

Il migliore del turno è Divine Mukasa. La doppietta contro il Wolverhampton ha dato al West Ham la prima vittoria e ha trasformato una delle partite più attese della settimana nella sua personale presentazione alla Championship.

Tra le squadre, il voto più alto appartiene al Wrexham. Vincere 3-0 a The Den, contro un Millwall desideroso di reagire dopo la goleada subita a Southampton, richiedeva personalità e precisione.

Lo Swansea merita la copertina della continuità. Dieci punti e una sola rete incassata spiegano perché la squadra di Vítor Matos occupi il primo posto.

Il flop collettivo è il Preston, unico club ancora senza punti. Il Millwall lo segue da vicino: subire otto gol in quattro giorni significa avere perso improvvisamente tutte le certezze costruite all’inizio.

Il Wolverhampton ha deluso sul piano difensivo, ma il suo rendimento non può essere ridotto alla prestazione di José Sá. I problemi osservati al London Stadium sono nati soprattutto dalla distanza tra i reparti e dalla difficoltà nel proteggere le transizioni del West Ham.

CLASSIFICA CHAMPIONSHIP: TRE SQUADRE A DIECI PUNTI

Dopo quattro giornate lo Swansea City guida la Championship con dieci punti e una differenza reti di +6. Il Queens Park Rangers è secondo, sempre a quota dieci, davanti al Charlton Athletic, che completa il terzetto ancora imbattuto.

Wolverhampton, Middlesbrough e Bristol City occupano le altre posizioni playoff con sette punti. Anche il West Bromwich ne ha sette, ma resta momentaneamente fuori dalle prime sei per differenza reti.

Birmingham e Sheffield United seguono a quota sei. Millwall, West Ham, Blackburn, Wrexham e Watford rimangono in una zona centrale ancora estremamente compatta.

Il Southampton è diciottesimo con tre punti dopo l’applicazione della penalizzazione. Cardiff, Norwich, Portsmouth e Stoke condividono la stessa quota, mentre il Burnley ha raccolto soltanto due pareggi.

Il Preston chiude la classifica con zero punti e una differenza reti di -6.

La quarta giornata ha consegnato un’indicazione più profonda della semplice graduatoria. Swansea, QPR e Charlton non sono davanti grazie al peso del nome, ma perché hanno commesso meno errori. Il West Ham ha finalmente reagito affidandosi a un diciannovenne, mentre il Wrexham ha trovato la prima vittoria proprio sul campo nel quale sembrava più difficile ottenerla.

La Championship ha già cominciato a selezionare chi possiede un’identità e chi, invece, continua ad affidarsi soltanto alla qualità individuale. Dopo quattro turni non esistono ancora verdetti, ma una certezza sì: in questo campionato basta una settimana per passare dalla vetta alla crisi, oppure per trasformare una partenza incerta in una candidatura credibile.

A proposito di Cristian La Rosa

Cristian La Rosa. Classe ’76, ama il calcio e lo sport in generale. Segue con passione il calcio internazionale e ha collaborato con alcuni web magazine. È il fondatore, ideatore ed editore.