Chi resiste ancora alla sconfitta? Viaggio tra le imbattute d’Europa, tra paradossi, sorprese e una firma ricorrente: José Mourinho
Sembra un paradosso calcistico, eppure è la realtà che raccontano i campionati europei a metà stagione: molte delle squadre ancora imbattute nei rispettivi tornei nazionali non sono in vetta alla classifica. Un controsenso che disegna un’Europa del pallone dove l’invincibilità non sempre equivale alla leadership. E in questo intricato mosaico spicca un nome che ritorna con insistenza: José Mourinho, l’uomo delle coppe, delle frasi scolpite e, in qualche caso, delle panchine mollate a metà.

In cima al continente, per rendimento e dominio, c’è senza dubbio il Bayern Monaco. I bavaresi sono gli unici nei top cinque campionati europei a non aver ancora perso un solo incontro di Bundesliga: quattordici vittorie e due pareggi in sedici giornate, con una media offensiva da urlo — quasi quattro reti a partita — che non lascia spazio a dubbi sulla forza della squadra. Il piccolo neo è la sconfitta patita in Champions contro l’Arsenal, un 3-1 che impedisce loro di fregiarsi del titolo di “imbattibili” in senso assoluto. Ma per quanto riguarda il campionato, nessuno, in Italia, Spagna, Inghilterra o Francia, tiene il loro passo.
Spingendoci verso sud-ovest, in Portogallo, la vetta è occupata saldamente dal Porto. Una sola X in stagione, poi solo vittorie per la squadra guidata da Francesco Farioli, il giovane tecnico italiano che ha conquistato pubblico e dirigenza al punto da meritarsi un prolungamento di contratto fino al 2028. Il Porto comanda la Primeira Liga con sette punti di margine sullo Sporting e dieci sul Benfica, ed è proprio qui che entra in gioco il primo paradosso: perché anche il Benfica è imbattuto… ma terzo.

La squadra che ha vissuto un doppio cambio tecnico nel giro di poche settimane è passata da Bruno Lage a José Mourinho, che ha ereditato un gruppo solido, ma incapace di tradurre l’imbattibilità in dominio. Otto successi e cinque pareggi per il nuovo tecnico portoghese, che non sono bastati per superare le rivali. Un copione, questo, che si ripete con perfetta simmetria anche in Turchia, dove il Fenerbahce, altra squadra transitata per le mani di Mourinho, non ha ancora perso una partita ma non guida il campionato.
Arrivato a Istanbul con le solite aspettative e dichiarazioni roboanti, Mourinho è stato esonerato dopo appena due giornate. Il suo successore, Domenico Tedesco, ha fatto il resto: diciassette partite, undici vittorie e sei pareggi. Eppure non basta per scavalcare il Galatasaray, che osserva tutti dall’alto con tre punti di vantaggio.
Ci sono invece squadre imbattute che godono pienamente del frutto dei propri sforzi. Una è lo Slavia Praga, che nella più modesta ma sempre competitiva Fortuna Liga ceca, sta dominando con 13 vittorie e 6 pareggi in 19 turni. Primo posto saldo e rivale cittadina, lo Sparta, staccata di sette punti. La macchia stagionale? Una sconfitta netta per 3-0 in Champions League contro l’Inter, e uno 0-0 contro l’Atalanta in Europa League.
Scendendo di livello nel ranking UEFA, arriviamo in Macedonia del Nord, dove a tenere alto il vessillo dell’imbattibilità c’è il Vardar Skopje, storica squadra della capitale, che ha raccolto 13 vittorie e 3 pareggi in 16 giornate. Nonostante la striscia pulita, la classifica è tutt’altro che chiusa: appena un punto di vantaggio sulla seconda, a conferma che spesso, nella provincia d’Europa, basta una domenica storta per cambiare la stagione.
Più curioso ancora il caso di Gibilterra, dove i dominatori storici — i Lincoln Red Imps, vincitori di undici degli ultimi dodici campionati — non sono in testa. Anzi, sono secondi a sei lunghezze dal St Joseph’s, ma con tre partite da recuperare. Un’imbattibilità “virtuale” che potrebbe presto trasformarsi in primato, se la squadra di maggior tradizione del territorio manterrà la rotta.
E se nel microcosmo di Gibilterra la sfida resta aperta, a San Marino la lotta si consuma tra due club imbattuti ma dalle sorti opposte. Il Tre Fiori guida la classifica con 11 successi e 4 pareggi, mentre La Fiorita, che non ha mai perso, si ritrova soltanto quinta. Il motivo? Una raffica di pareggi (ben 7 su 15 giornate) che frena la corsa e lascia i rivali più cinici davanti. A volte, anche non perdere… non basta.
Infine, c’è chi può vantarsi di aver chiuso l’intero campionato da imbattuto: è il caso del Klaksvíkar Ítróttarfelag, club faroese noto anche come KÍ Klaksvík, che ha dominato l’edizione 2025 del campionato annuale con 23 vittorie e 4 pareggi su 27 giornate. Lì il calcio segue un’altra stagione, quella solare, e il 2026 deve ancora iniziare. Ma intanto, da lassù, guardano tutti con orgoglio.
A conti fatti, le squadre imbattute sono nove, ma solo alcune dominano davvero. Le altre scoprono sulla propria pelle il limite dell’invincibilità sterile: non perdere mai non significa necessariamente vincere abbastanza. E se c’è un nome che ha attraversato più di un racconto in questa rassegna, quello è José Mourinho. Paradossalmente, nonostante i suoi esoneri e i percorsi interrotti, il suo segno resta indelebile in un continente che — anche senza sconfitte — sa offrire trame imprevedibili e panchine bollenti.
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