Dal 1957 a oggi nessun vincitore del Pallone d’Oro è riuscito a conquistare il Mondiale successivo. Ousmane Dembélé, grande favorito con la Francia, si è fermato in semifinale contro la Spagna, confermando una delle statistiche più curiose della storia del calcio.
Esistono statistiche che sembrano semplici coincidenze e altre che, anno dopo anno, assumono i contorni di una vera e propria leggenda. Tra queste c’è senza dubbio quella che riguarda il Pallone d’Oro e la Coppa del Mondo.
Da quando France Football assegna il riconoscimento individuale più prestigioso del calcio mondiale, nessun giocatore insignito del Pallone d’Oro è riuscito a vincere il Mondiale disputato successivamente. Un tabù che attraversa quasi settant’anni di storia e che continua a resistere anche nel 2026.
L’ultimo a provarci è stato Ousmane Dembélé. Dopo aver conquistato il Pallone d’Oro 2025, l’attaccante francese arrivava al Mondiale da protagonista annunciato insieme a una Francia indicata da molti come la principale favorita per il titolo. Il cammino dei Bleus si è però interrotto in semifinale contro la Spagna, che si è imposta per 2-0 conquistando l’accesso alla finale.
UNA MALEDIZIONE CHE ATTRAVERSA LE GENERAZIONI
Nel corso della storia, alcuni dei più grandi campioni di sempre hanno visto infrangersi il sogno mondiale subito dopo aver conquistato il Pallone d’Oro.
Alfredo Di Stéfano, premiato nel 1957, non riuscì nemmeno a partecipare al Mondiale del 1958 con la Spagna. Omar Sivori fu eliminato nella fase a gironi con l’Italia nel 1962, mentre Eusébio chiuse al terzo posto l’edizione del 1966.
Anche Gianni Rivera sfiorò il titolo nel 1970, arrendendosi soltanto al Brasile di Pelé nella storica finale di Città del Messico.
LE FINALI PERSE DA CRUIJFF, BAGGIO E RONALDO
Tra i casi più emblematici figurano quelli di Johan Cruijff, Karl-Heinz Rummenigge, Roberto Baggio e Ronaldo.
Cruijff, Pallone d’Oro 1973, guidò l’Olanda fino alla finale del Mondiale 1974, persa contro la Germania Ovest. Otto anni più tardi fu proprio Rummenigge, vincitore del Pallone d’Oro 1981, a cedere il passo all’Italia nella finale di Spagna ’82.
Nel 1994 Roberto Baggio trascinò l’Italia fino alla finale di Pasadena, diventata celebre per il rigore fallito contro il Brasile. Quattro anni dopo toccò a Ronaldo vivere una delle serate più amare della propria carriera, con il Brasile sconfitto 3-0 dalla Francia nella finale del 1998.
MESSI E CRISTIANO RONALDO NON SONO RIUSCITI A INVERTIRE LA TENDENZA
Nemmeno due dei più grandi calciatori della storia sono riusciti a spezzare questa particolare tradizione.
Lionel Messi, Pallone d’Oro 2009, venne eliminato ai quarti di finale del Mondiale sudafricano del 2010 dalla Germania. Cristiano Ronaldo, invece, dopo il riconoscimento del 2013 uscì nella fase a gironi del Mondiale brasiliano del 2014 e, dopo il Pallone d’Oro 2017, fu eliminato agli ottavi di finale della Coppa del Mondo in Russia nel 2018.
Paradossalmente, Messi è riuscito a conquistare il Mondiale soltanto nel 2022, quando non era il Pallone d’Oro in carica.
BENZEMA E IL CASO PARTICOLARE DEL 2022
Tra gli episodi più singolari figura quello di Karim Benzema.
Dopo aver conquistato il Pallone d’Oro nel 2022, l’attaccante francese venne convocato per il Mondiale in Qatar, ma un infortunio accusato pochi giorni prima dell’inizio della competizione lo costrinse a dare forfait.
La Francia raggiunse comunque la finale, persa ai calci di rigore contro l’Argentina, senza poter contare sul proprio numero nove.
CONFERMATO IL TABU’ ANCHE IN QUESTO MONDIALE
L’ultimo nome ad aggiungersi alla lista è quello di Ousmane Dembélé.
Il Pallone d’Oro 2025 sembrava avere tutte le carte in regola per interrompere questa lunga serie negativa. La Francia ha disputato un torneo di altissimo livello, trascinata dalle sue giocate e da quelle di Kylian Mbappé, ma la corsa si è fermata in semifinale contro una brillante Spagna.
La sconfitta per 2-0 contro le Furie Rosse ha così prolungato una delle statistiche più affascinanti del calcio mondiale. Una coincidenza che continua a resistere al passare delle generazioni e che, almeno per ora, resta una delle “maledizioni” più curiose legate alla Coppa del Mondo.
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