Il Senegal di Mané cerca il bis continentale, il Marocco di Regragui sogna di chiudere davanti al suo pubblico un’attesa lunga cinquant’anni: a Rabat si sfidano le due potenze d’Africa.
SCOPRI IL PRONOSTICO DELLA FINALE DI COPPA D’AFRICA 2025 TRA SENEGAL E MAROCCO
La finale della Coppa d’Africa 2025 mette di fronte le due nazioni con il ranking più alto del continente, Senegal e Marocco, pronte a contendersi la gloria continentale nello scenario iconico dello Prince Moulay Abdellah Stadium. È una sfida che va oltre il semplice atto conclusivo del torneo: è il confronto tra il presente dominante del calcio africano e un progetto ambizioso che sogna di completare la propria consacrazione davanti al pubblico di casa.
Il Senegal arriva a Rabat con l’autorevolezza di chi è diventato un riferimento stabile ai vertici africani. La vittoria per 1-0 sull’Egitto in semifinale, decisa dal solito Sadio Mané al 78’, ha certificato la maturità di una squadra capace di soffrire, attendere e colpire nel momento giusto. È la terza finale nelle ultime quattro edizioni per i Lions of Teranga, un dato che racconta continuità, mentalità e profondità di talento. Tuttavia, l’assenza pesantissima del capitano Kalidou Koulibaly, squalificato come già accaduto nella finale del 2019, costringerà Pape Thiaw a ridisegnare l’asse centrale della difesa in una partita in cui ogni dettaglio può risultare decisivo.
Dall’altra parte c’è un Marocco che ha trasformato questa Coppa d’Africa in una vera e propria missione nazionale. Il percorso degli Atlas Lions è stato meno brillante sul piano offensivo, ma quasi perfetto sotto il profilo dell’organizzazione e della solidità. La semifinale contro la Nigeria è stata lo specchio del loro torneo: dominio territoriale, pazienza, e poi freddezza assoluta ai calci di rigore. L’eroe è stato Yassine Bounou, semplicemente Bono, capace di respingere due conclusioni dal dischetto e di confermare uno status ormai consolidato tra i migliori specialisti al mondo.
Il dato che più impressiona nel cammino marocchino è quello difensivo: un solo gol subito in sei partite, per giunta su rigore, e cinque clean sheet. Numeri che raccontano una squadra estremamente compatta, guidata in campo dalla leadership silenziosa di Achraf Hakimi e illuminata sulla trequarti dalla qualità di Brahim Díaz, capocannoniere del torneo nonostante il digiuno nella semifinale. Walid Regragui ha costruito un collettivo pragmatico, meno spettacolare rispetto al passato, ma tremendamente efficace nei momenti chiave.
La storia dei confronti diretti pende nettamente a favore del Marocco, che ha vinto 11 dei 19 precedenti, ma questa finale rappresenta un capitolo completamente nuovo: è il primo incrocio tra le due nazionali in una partita di Coppa d’Africa. Il Senegal, però, ha dimostrato negli anni di saper ribaltare gerarchie e statistiche, soprattutto quando la posta in palio è massima. Il ricordo della qualificazione mondiale del 2002, strappata proprio ai danni dei nordafricani, resta un simbolo di come i Teranga Lions sappiano esaltarsi nei contesti più ostili.
Dal punto di vista tattico, la sfida promette un equilibrio estremo. Il Marocco cercherà di abbassare il ritmo, chiudere le linee interne e affidarsi alle accelerazioni sugli esterni, mentre il Senegal proverà a sfruttare la fisicità e la profondità dei suoi attaccanti. Molto passerà dai duelli individuali e dalla capacità di Mané e compagni di scardinare una delle migliori difese viste negli ultimi anni a livello continentale.
Probabile formazione del Senegal: Mendy; Diatta, Sarr, Niakhate, Diouf; Diarra, I. Gueye, P. Gueye; Ndiaye, Jackson, Mane.
Probabile formazione del Marocco: Bono; Hakimi, Aguerd, Masina, Mazraoui; El Aynaoui; Diaz, El Khannouss, Saibari, Ezzalzouli; El Kaabi.
Sullo sfondo c’è anche un significato storico ed economico enorme. Il Marocco sogna di chiudere un’attesa lunga 50 anni dall’unico trionfo del 1976, coronando un progetto sostenuto direttamente dal re Mohammed VI e alimentato da investimenti massicci in infrastrutture, vivai e organizzazione. Il Senegal, invece, punta a confermarsi come la potenza dominante del calcio africano moderno, centrando il secondo titolo dopo quello del 2021 e rafforzando un ciclo che potrebbe essere ricordato come uno dei più vincenti di sempre.
Rabat si prepara a una notte che promette di entrare nella storia. Da una parte il peso del sogno nazionale marocchino, dall’altra la fame di una squadra che ha imparato a vincere. Novanta minuti – forse di più – per decidere chi salirà sul trono d’Africa e chi dovrà rimandare ancora una volta l’appuntamento con la leggenda.
La Notizia Sportiva – Il web magazine sportivo Web Magazine sportivo
