F1: L’attesa più inaspettatamente attesa di sempre

Ormai manca poco: le monoposto che disputeranno la stagione 2024 sono state presentate, non resta che aspettare di vederle in azione in pista. Anche se, dall’ultima gara di Abu Dhabi del 2023, il mondo della Formula 1 ha fatto molto più rumore del rombo dei suoi motori… 

Avevamo chiuso il mondiale 2023 con una consapevolezza: “Max e la Red Bull sono imbattibili”. Eravamo rassegnati all’idea che niente avrebbe distolto la nostra attenzione da questo, che fino a febbraio dell’anno nuovo avremmo potuto far fatica nello scavare informazioni per colmare l’assenza di un mondiale in corso.

Ci ha pensato lei, la nostra amata Formula 1. Ci ha pensato lei, con scandali, licenziamenti a sorpresa e colpi di mercato che pensavamo impossibili. Ci ha pensato lei, dandoci l’antipasto a buffet. Nel primo vassoio, ci ha servito l’indagine subito conclusa ai coniugi Wolff. Ci ha offerto il licenziamento di uno dei team principal più amati di sempre, avvenuto con una semplice telefonata durante le vacanze di Natale.  

Un’escalation lenta, un innesco di intensità dei fatti, ci ha accompagnati sino ad oggi. Dopo Gunther Steiner, ecco che l’ex AlphaTauri svela per errore – fino a prova contraria – il suo nuovo nome e gli sponsor sui social. Poi ci siamo stupiti per l’arrivo di un nuovo Gran Premio, a Madrid, dal 2026. Ci siamo chiesti perché, la “cara” Formula 1, decida di seguire la strada dei tracciati cittadini.  

Neanche il tempo di concludere uno scambio di considerazioni che, ecco, Charles Leclerc rinnova il contratto con la Ferrari. Per quanto? Non lo comunicano. Perché? Perché ancora tra la rossa e Carlos Sainz non è stato definito un accordo. In fondo è solo questione di tempo, Fred Vasseur ha rassicurato tutti dichiarando che il rinnovo di entrambi i piloti sarebbe arrivato entro l’inizio della nuova stagione, e così sarà. 

Mentre attendiamo, ecco la respinta di Andretti. Un ingresso negato in Formula 1 dalla Formula 1 per l’assenza di General Motors: quindi tutto rinviato al 2028. È così che abbiamo chiuso l’archivio del primo mese del 2024. E febbraio, il primo di febbraio, sembrava un primo febbraio qualsiasi di un giovedì qualsiasi. Invece no: ci svegliamo con una vera e propria esplosione mediatica, una notizia che tanti si aspettavano, altri speravano, altri temevano: Lewis Hamilton e la Ferrari, insieme. Dal 2025.  

Un effetto domino di stupore, sorprese e conseguenze: chi andrà al posto di Lewis? Come ha reagito Mercedes? Come l’ha presa Toto Wolff? E Sainz? Dove andrà? Come vivrà quest’anno in Ferrari? Probabilmente, aver comunicato una separazione e un nuovo legame così tanto presto, ha i suoi pro e i suoi contro. In molti vorrebbero che già fosse il 2025, “perché tanto il 2024 è un Max e Red Bull ancora, di nuovo”.  

Poi, dopo la tempesta, arriva la quiete. Le acque sono calme, gli occhi sono puntati sulle presentazioni, o presunte tali. Alcune vetture stupiscono, altre deludono, il tutto mentre in Red Bull il caso Horner scatena e fa emergere una pesante lotta politica. Siamo nel pieno di una montagna russa, rimbalzati da cosa risuona più e cosa risuona meno, fino ad arrivare allo svelamento delle più attese: la Ferrari SF-24, la Mercedes W15 e poi lei, la Red Bull RB20. 

Gli ultimi dieci giorni del mese di febbraio sono, se vogliamo, i più romantici per un appassionato della massima serie. Si creano aspettative, si studiano i dettagli tecnici, ci si chiede se sarà meglio o peggio, si ipotizzano scenari, situazioni, finali.  

Ed è così che arriviamo ai test prestagionali, a quelle tre giornate che mai saranno sufficienti per preparare una stagione e che dividono il pubblico in due, tra chi vuole sapere cosa accade fuori dalla pista e chi vuole sapere se la Ferrari va bene o male, se la Red Bull si nasconde o farà razzia di vittorie.  

Alla fine di Abu Dhabi 2023, vi sareste mai aspettati che quest’attesa per il mondiale che verrà, sarebbe stata così tanto attesa? Non ci resta che… attendere, e vedere se questo 2024 ci regalerà tante belle storie da raccontare o se dovremo accontentarci di titoli dallo lo stesso e unico soggetto.

A proposito di Beatrice Frangione

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