F1, GP Arabia Saudita: il clamoroso errore del podio mina la credibilità della FIA

La controversia del 100esimo podio di Alonso al GP di Jeddah: la penalità del pilota spagnolo viene ribaltata grazie all’appello dell’Aston Martin.

Fernando Alonso ha vissuto un’esperienza al limite della beffa nella gara di F1 di Jeddah. Dopo aver conquistato il terzo posto, durante la cerimonia di premiazione è stato squalificato per una presunta irregolarità avvenuta durante la gara.

Tuttavia, grazie all’intervento del suo team, l’Aston Martin, è riuscito a riottenere il podio e festeggiare per davvero il suo 100esimo traguardo di carriera. La squalifica al fuoriclasse spagnolo è stata dovuta da una sanzione di 10 secondi inflitta durante la gara, a causa di un’infrazione di cinque secondi subita a inizio gara. In quel frangente, Alonso non si era piazzato correttamente sulla griglia di partenza, con l’anteriore sinistra fuori, bruciando poi alla partenza la Red Bull di Sergio Pérez.

Durante la Safety Car, il pilota spagnolo era tornato ai box per scontare i cinque secondi di penalità subiti al via. Ma durante il pit-stop, il meccanico posizionato con il cavalletto dietro la monoposto aveva toccato l’auto di Alonso, cosa che inizialmente era stata considerata come un’attività vietata durante la penalità.

L’irregolarità è stata segnalata dai commissari di gara, che hanno inflitto la sanzione di 10 secondi a Alonso. Ma l’Aston Martin, poco prima delle 21 italiane (le 23 saudite), ha presentato ricorso alla Fia contro la seconda sanzione di 10 secondi, dimostrando che non esisteva un accordo chiaro tra i team del Circus e la Federazione sul fatto che toccare la monoposto con il cric fosse considerato un “effettivo lavoro” ai fini del regolamento sportivo.

Grazie alla presentazione del materiale dimostrativo dell’Aston Martin, il ricorso è stato accolto dalla Fia e la sanzione di 10 secondi è stata tolta, permettendo a Fernando Alonso di riprendersi il podio e festeggiare per davvero il suo 100esimo traguardo di carriera. George Russell (Mercedes) è stato retrocesso al quarto posto e davanti al compagno di squadra Lewis Hamilton.

In definitiva, la vicenda di Jeddah ha dimostrato come il regolamento sportivo possa essere soggetto a interpretazioni differenti e come la tattica e la strategia delle squadre possano essere determinanti nel risultato finale. Certo è che Alonso ha dimostrato ancora una volta la sua classe e la sua capacità di rimanere concentrato anche nelle situazioni più difficili, conquistando un altro importante traguardo nella sua straordinaria carriera in F1.

Il comportamento della FIA durante e in seguito alla gara ha lasciato un po’ di amaro in bocca

Alonso è riuscito a festeggiare il 100° podio della sua carriera, ma solo dopo un ricorso presentato dal suo team Aston Martin. Il comportamento della Federazione Internazionale dell’Automobile, tuttavia, sembra aver lasciato a desiderare.

La penalità inflitta per non aver scontato correttamente la sua prima infrazione di cinque secondi subita all’inizio della gara sembrava giusta. Tuttavia, la decisione di infliggere ulteriori dieci secondi di penalità al pilota spagnolo per aver lavorato sulla sua monoposto durante la penalità sembra essere stata troppo rigorosa.

Il fatto che la penalità sia stata tolta e poi restituita e nuovamente tolta dimostra che la FIA non ha avuto una posizione coerente su questo punto. Questo crea una certa confusione tra i team, che possono interpretare le regole a loro piacimento, e indebolisce la credibilità della Federazione stessa. Sarebbe auspicabile che la FIA rivedesse le sue regole e si assicurasse che esse siano chiare e univoche. Questa Formula Uno non aumenta lo spettacolo e a molti non piace.

Una delle maggiori critiche rivolte riguarda i suoi regolamenti sulla sostituzione del motore, del cambio e delle centraline. In particolare, le penalità previste per queste sostituzioni sono spesso considerate eccessive, in quanto i piloti possono essere costretti a partire in fondo alla griglia di partenza o addirittura a partire dalle retrovie, penalizzando la loro prestazione in gara. Inoltre, le penalità possono essere considerate anche ingiuste, in quanto talvolta le sostituzioni sono necessarie a causa di problemi tecnici o meccanici indipendenti dal volere dei team e dei piloti, e quindi non rappresentano una scelta deliberata.

Un altro aspetto dei regolamenti della FIA che viene spesso criticato è la penalità prevista per i cambi di direzione in fase di sorpasso. Sebbene sia importante garantire la sicurezza dei piloti e prevenire manovre pericolose in pista, spesso le penalità sono comminate in modo arbitrario e non sempre coerente con le situazioni effettive.

Inoltre, le regole sui cambi di direzione possono anche creare confusione tra i piloti e portare a situazioni pericolose, in cui un pilota può essere tentato di effettuare un sorpasso in modo aggressivo per evitare una penalità. Ciò può comportare il rischio di incidenti e danneggiare la reputazione della F1 come sport sicuro e sostenibile. Alcuni critici sostengono che le regole dovrebbero essere riviste per garantire maggiore chiarezza e coerenza, garantendo al contempo la sicurezza dei piloti.

A bocce fredde, tutti questi comportamenti sollevano dubbi da parte degli appassionati o dei semplici telespettatori sulla sua capacità di gestire la competizione in modo equo e trasparente. In tanti non ne comprendono il senso e non guardano più i GP. La Federazione deve svolgere il suo lavoro nel modo più professionale possibile e non permettere che la sua credibilità venga compromessa.

Gli appassionati di F1 si aspettano e meritano di vedere una competizione equa e trasparente, che rispetti le regole stabilite e le renda chiare e univoche per tutti i team.

A proposito di Cristian La Rosa

Cristian La Rosa. Classe ’76, ama il calcio e lo sport in generale. Segue con passione il calcio internazionale e ha collaborato con alcuni web magazine. È il fondatore, ideatore ed editore.

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