F1, GP Australia 2023 – Le scorie del mercoledì

La Formula 1 sfiora la farsa in Australia, tra safety car e bandiere rosse: la Direzione Gara si perde completamente ma la sensazione è che questo caos piaccia a Liberty Media, ormai sempre più simile alla WWE.

Così non va – Brasile 2003, nel convulso finale di gara viene dichiarato vincitore Kimi Raikkonen (all’epoca su McLaren). Ad alcuni, compreso chi scrive, appare immediatamente evidente che c’è un errore. Regolamento alla mano, nel giro di qualche giorno la vittoria viene infatti assegnata al nostro Giancarlo Fisichella. Aveva sbagliato la Direzione Gara anche se la colpa verrà attribuita ad un errore del sistema di cronometraggio. Facciamo un salto avanti di 18 anni.

Spa 2021 diventa l’emblema della discrezionalità con una non-gara disputata in regime di safety car, eppure il peggio si materializza a Gedda e ad Abu Dhabi lasciando molto amaro in bocca ai tifosi della Formula 1 (nonché a Lewis Hamilton, legittimo vincitore del titolo).
Paga per tutti Michael Masi ma il nuovo corso della Federazione Internazionale con Mohammed Ben Sulayem alla guida da subito vira accentuatamente (e, peggio, ormai sistematicamente) in questa direzione consegnando alla storia il GP d’Australia 2023 grazie all’incredibile sequenza di errori commessi durante e dopo la gara.

Ci vorrebbe un Gattopardo per ripristinare lo status quo ante o, molto più semplicemente basterebbe avere una sola interpretazione ad un regolamento preciso. Altrimenti questo si chiama wrestling, non sport.

La pista – La pista di Melbourne, spesso foriera di rimescolamenti dei valori in campo, ha ribadito quello che già sapevamo: Red Bull ha le ali, Aston Martin insegue, Mercedes in crescita ma anch’essa a distanza e Ferrari quarta forza del campionato braccata nelle prestazioni dalla Alpine Renault.

I piloti – Anche i piloti sbagliano e questo ha certamente reso più avvincente un week end di gara che altrimenti non sarebbe stato così movimentato nemmeno grazie alla Race Direction. Checo Perez si è autoeliminato nel Q1, Charles Leclerc non ha completato un giro, Alex Albon si è pericolosamente tolto dalla contesa. Poi c’hanno pensato le Alpine Renault a rubare la scena con l’autoscontro finale tra semper lu Ocon e Gasly. Nico Hulkenberg (7°) ha ancora il piede pesante….e grandi riflessi!

Fernando e Lewis – Fernando Alonso e Lewis Hamilton hanno condiviso a posizioni invertite dopo 16 anni il podio australiano, primo della trionfale carriera dell’anglocaraibico che quel 18 marzo 2007 faceva il suo debutto assoluto nel Circus. Il fuoriclasse asturiano in carriera è stato in grado di salire sul podio di Melbourne con 4 vetture differenti (Renault 2004-2005-2006, McLaren 2007, Ferrari 2013 e Aston Martin 2023) in un arco di tempo quasi ventennale!

McLaren – La scuderia di Woking piazza a punti sia Norris (6°) sia Piastri (8°) interrompendo l’imbarazzante zero in classifica ma il giudizio sulla MCL60 al momento resta lo stesso: troppo brutta per essere vera.

Il calendario – L’annullamento del GP di Cina previsto per il 16 aprile permette alle scuderie di Formula 1 di rallentare i ritmi dato che si torna in pista a fine mese a Baku. Seguiranno mesi senza respiro, eccezion fatta per agosto: sicuri che non si potesse fare di meglio considerando anche i fine settimana concomitanti con il MotoMondiale?

A proposito. Nel paddock di Melbourne è stato immortalato Michael Masi. Sorridente, in ottima forma. E forse anche un po’ rimpianto. Si chiama nemesi.

A proposito di Francesco Tassi

'Uno che nasce in Emilia Romagna e impara a leggere su Autosprint ha il destino segnato. Giornalista de mutòr e ufficio stampa.'

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