Han Kwang-Song di nuovo in campo con la Corea del Nord dopo 3 anni di silenzio

La misteriosa parabola di Han Kwang-Song, il talento nordcoreano svanito nel nulla e riapparso in Nazionale tra ombre e sogni infranti

La storia di Han Kwang-Song è davvero singolare nel panorama calcistico. Era il 2017 quando questo ragazzo appena diciannovenne, in un afoso pomeriggio estivo alla Sardegna Arena, fece la storia: suo il primo storico gol di un calciatore nordcoreano nel massimo campionato italiano in un Cagliari-Torino. In quella stagione stupì tutti per talento e personalità, nonostante la giovane età. Passò poi in Serie B al Perugia dove continuò a segnare con continuità, attirando le attenzioni dei top club italiani.

Quando la Juventus lo acquistò nel 2019 per farlo giocare nella sua squadra riserve in Serie C fece rumore: il riservato regime nordcoreano difficilmente permette ai suoi cittadini di giocare all’estero. Da lì, Han sparì dai radar degli appassionati di calcio per anni. Ora il suo improvviso ritorno in Nazionale, avvolto nel mistero: dove era finito? Perché questo silenzio? La storia di Han Kwang-Song è decisamente fuori dal comune.

IL TALENTO NORCOREANO TRA INGAGGI SEQUESTRATI E SPARIZIONI MISTERIOSE

La presenza di Han Kwang-Song in Italia ha sempre avuto contorni oscuri. Il regime nordcoreano infatti permette raramente ai suoi cittadini di giocare all’estero, a meno che non portino benefici economici alle casse dello Stato. Si stima che il 70-80% degli ingaggi dei calciatori nordcoreani venga requisito dal governo tramite prestanome, per aggirare le sanzioni internazionali. Soldi utilizzati anche per finanziare il contestato programma nucleare.

Con Han erano arrivati in Europa altri giovani calciatori, ma di loro si son perse le tracce. Spariti nel nulla, forse richiamati in patria. Anche Han è scomparso per anni, prima di riapparire misteriosamente in Nazionale. C’è chi ipotizza sia stato punito per essersi ribellato al versamento forzato degli ingaggi. La sua storia resta avvolta dal mistero tipico di un regime che tutto controlla, anche i sogni dei suoi cittadini.

DAL QATAR AL BUIO ASSOLUTO

A fine 2019 lo scenario cambiò drasticamente per Han Kwang-Song e gli altri calciatori nordcoreani all’estero. Le Nazioni Unite infatti approvarono nuove pesanti sanzioni verso il regime di Kim Jong-un, mirate a bloccare i flussi di denaro utilizzati per finanziare segretamente il contestato programma nucleare. Venne imposto il rimpatrio immediato ai lavoratori nordcoreani all’estero, che secondo le ONG erano sfruttati in condizioni al limite della schiavitù.

In quel frangente la Juventus cedette Han Kwang-Song per 7 milioni di euro ai qatarioti dell’Al-Duhail: uno stipendio faraonico, da oltre 4 milioni all’anno. Cifre astronomiche mai viste prima per uno sportivo nordcoreano. E probabilmente gran parte di quei soldi finirono nuovamente nel regime. Han sparì improvvisamente dai radar dopo il trasferimento. Tre anni di silenzio assoluto, prima del misterioso ritorno in Nazionale in questi giorni. Cosa gli è successo in questi anni? Un fitto mistero avvolge ancora la sua parabola.

LA CARRIERA SPEZZATA DEL BOMBER

L’approdo di Han Kwang-Song in Qatar è avvolto dal più fitto mistero. Ufficialmente avrebbe firmato un documento in cui si impegnava a non trasferire i propri compensi milionari in Corea del Nord, ma quella dichiarazione fu ritenuta un depistaggio. Il Qatar all’epoca impiegava migliaia di lavoratori nordcoreani nei cantieri dei Mondiali, così come aveva fatto in passato la Russia. Difficile credere che il regime di Kim Jong-Un non abbia cercato di mettere le mani su parte di quei soldi.

Ad ogni modo, complice la pandemia, il talentuoso Han è sparito dai radar dopo l’ultima partita giocata il 21 agosto 2020. Si vocifera sia stato trasferito nell’ambasciata nordcoreana in Italia, forse confinato lì per mesi se non anni prima del recente ritorno in patria. La sua carriera calcistica sembra compromessa, visto che le sanzioni ONU impediscono ai lavoratori nordcoreani di giocare all’estero. Il regime potrebbe averlo richiamato e “punito” per non aver versato abbastanza soldi nelle casse dello Stato. Una storia incredibile che lascia spazio a mille interrogativi e zone d’ombra.

TRE ANNI DI SILENZIO E POI DI NUOVO IN CAMPO

Dopo quasi 3 anni di assoluto silenzio, Han Kwang-Song è improvvisamente riapparso lo scorso 17 novembre con la maglia della nazionale nordcoreana. Titolare nella sfida di qualificazione mondiale contro la Siria, ha giocato 45 minuti prima di essere sostituito. Una presenza a sorpresa, considerando che si trattava della prima partita ufficiale della Corea del Nord dopo 4 anni di isolamento totale. Solo 5 giorni dopo Han è sceso di nuovo in campo, questa volta in Myanmar, segnando anche un gol nel 6-0 finale.

Il talentuoso calciatore sembrava essere svanito nel nulla, soprattutto dopo le stringenti sanzioni ONU che ne hanno di fatto compromesso la carriera, almeno fuori dalla Corea del Nord. Cosa gli sia successo in questi anni e perché sia stato richiamato in patria resta poco chiaro. Certo è che la sua tormentata vicenda umana e sportiva continua ad essere ammantata da una spessa coltre di mistero, come spesso accade quando si incrociano regimi totalitari e sogni individuali.

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