Home / SPORT USA / NBA / Il pagellone NBA

Il pagellone NBA

La regular season non ha ormai più nulla da dire, e dopo mesi e mesi di partite al cardiopalma, è arrivato il momento di tirare i bilanci franchigia per franchigia, in attesa dell’inizio dei playoff, vero punto di forza della lega.

Golden State Warriors: voto 7

Definire fallimentare la regular season dei padroni di casa sarebbe una bestemmia, ma le cose non sono comunque andate come si sperava: l’ingresso nella line-up di Cousins ha mostrato sì i suoi pregi, ma anche grossi limiti del centro sui pick’n’roll avversari, tanto da portare la dirigenza a firmare il free-agent Bogut, che ai playoff darà sicuramente una grossa mano. I numeri dei singoli (Curry e compagnia bella) sono in calo rispetto alla passata stagione, ma nella baia rimangono ancora favoritissimi per portare a casa il titolo, dopo una regular season da 7 in pagella. E sì, è un voto azzardato.

Milwauekee Bucks: voto 9

La vera sorpresa della stagione sono indubbiamente loro, i Bucks, che Antekoumpo a parte, hanno costruito una stagione straordinaria, con un roster che di straordinario non ha proprio nulla se confrontato con le rivali. A brillare è ovviamente la stella greca, ma gran parte dei meriti vanno anche a Middlelton, Bledsoe e compagni, capaci di accatastare ben più di 50 vittorie. L’unica nota negativa? L’essere arrivati spremuti fino in fondo ai playoff potrebbe rivelarsi un errore da pagare a caro prezzo, davanti all’obiettivo che è quello di arrivare il più lontano possibile, senza aspettative.

Denver Nuggets: voto 9

Stagioni così a Denver non se ne vedevano da tempo. Lo scorso anno strapparono l’accesso ai playoff all’ultima partita, mentre adesso la situazione è ben diversa: secondo posto in regular season, un passo avanti davvero notevole. I meriti sono sopratutto della dirigenza, capace non solo di saper aspettare con pazienza, ma anche di prendere le scelte giuste al momento giusto. A incidere poi è stata l’esplosione di Jokic, che ora cercheranno di tenere ancora per qualche anno a tutti i costi, nonostante rappresenti una pedina di scambio abbastanza appetitosa.

Toronto Raptors: voto 8,5

Che a Toronto le cose sarebbero andate bene erano in tanti ad aspettarselo, ma che sarebbero andate così bene forse erano davvero in pochi. Secondo posto nella Eastern Confercence, davanti a Philadelphia, Boston e Indiana. D’altronde fallire con un roster simile era anche abbastanza difficile, sopratutto considerando l’arrivo di Kawhi Leonard, principale violino del roster con 27 punti di media. Ora l’obiettivo è quello di arrivare fino in fondo, con le “finals” che non sono mai state così tanto alla loro portata.

Portland Trail Blazers voto: 7,5

Portland è una squadra che nella stagione 2017-2018 ha raggiunto i playoff principalmente grazie al suo trascinatore e stella della squadra Damian Lillard, tanto che in pochi l’avrebbero data tra le prime otto anche quest’anno. E invece è successo che l’arrivo di Seth Curry ha portato punti preziosi al roster, che Lillard ha iniziato a tirare su la media di 26 punti a partita e Nurkic ha giocato quella che possiamo senza dubbio definire come la sua miglior stagione, ed ecco qui che arriva un terzo posto, seppur con pochissime chance di andare lontano. A incidere in maniera negativa è anche il recente infortunio del bosniaco, out almeno fino ad agosto.

Philadelphia 76ers voto: 10

Nel 2017 a Philadelphia chiusero la stagione nei bassi fondi. Le condizioni per ricostruire era molte, ma all’orizzonte si profilavano molti anni di “tanking”, minimo quattro. Poi però Embiid e soci hanno cambiato le carte in tavola, con un miracolo che ha portato a Phily un miracoloso terzo posto. “Trust the process”, era (ed è ancora) questo il motto con cui si è provato a convincere con una folle idea, un certo Lebron James: rinunciare a tutto, margine salariale, scelte al draft e buoni prospetti da crescere pur di firmare il free agent più ambito. Lui però non ne ha voluto sapere, e per via di interessi diversi (cinematografici) ha scelto i Lakers, facendo a distanza di un anno, la fortuna dei 76ers. Al suo posto è stato preso Butler, e a gennaio Tobias Harris dai Clippers, migliorando un roster che ha ancora ampi margini di crescita. Insomma, aldilà di come andrà la post-season siamo sicuri che qui il bello debba ancora arrivare.

Indiana Pacers voto: 6

Quinto posto nella passata stagione. Ad Indiana si sono ormai da tempo abituati a buoni risultati, il problema è che poi non si riesce mai ad alzare l’asticella, andare oltre. A gennaio tutti si sarebbero aspettati l’arrivo di una sostanziosa trade in grado di portare un nome importante, e invece non è arrivato nulla. Tutto tace, e uscire al primo turno sembra l’ipotesi più probabile.

Houston Rockets voto: 8

Palla ad Harden e retina. 36 punti (di media) sono tanti, forse anche troppi per un giocatore che quest’anno secondo alcuni, avrebbe dovuto subire un calo di prestazioni. Il titolo di MVP è sempre più vicino, mentre la sensazione che quest’anno Houston abbia quel qualcosa in più si fa tangibile. In una lega in cui ancora non sappiamo chi sia la vera “anti GSW”, perchè non candidare proprio i Rockets?

Cleveland Cavaliers voto: 4

Parlare dei Cavs è difficile, forse anche ingiusto: il risultato della stagione è stato impietoso, ma d’altronde senza un certo Lebron James cos’altro potevamo aspettarci? Che poi il vero problema non è nemmeno rappresentato dall’addio del numero 23, ma da tutte le sue scelte fatte negli anni trascorsi in Ohio, e che tengono ora la società con le mani legate. I contratti rimasti sono infatti pesantissimi (vedi Kevin Love) e a fine stagione la rivoluzione sarà inevitabile. Molto presumibilmente quindi, via Kevin in cambio di scelte e almeno un altro anno di “tanking” in programma.

New York Knicks voto: 4

Senza troppi giri di parole: nella grande mela erano (e sono tutt’ora) tutti consapevoli di avere tra le mani una macchina sempre più fatiscente, ma raccogliere la modifica cifra di 14 vittorie e ben 60 sconfitte non dev’essere di certo bello. Il problema poi è che i guai sono appena iniziati: in programma c’è l’imminente addio di Kristaps Porzingis, unica stella del roster, e per via di scelte fin troppo folli, ricostruire sarà un processo molto ma molto lungo. Che nella grande mela possa trovare finalmente pace Carmelo Anthony?

Washington Wizards voto: 5

Eh no, stavolta niente playoff a quanto pare per i Wizards, che davanti al bivio tra il diventare finalmente una vera contender e prendersi qualche rischio, o rimanere nell’anonimato, hanno scelto la strada più facile. La stagione è oramai quindi compromessa, ma le potenzialità per il futuro, salvo follie del GM, ci sono tutte.

Atlanta Hawks voto: 4,5

Le sconfitte? molte. I problemi societari? troppi. Le speranze per il futuro? una sola, e risponde al nome di Trae Young. Il rookie, che ad Atlanta ci è finito quasi per caso (scambiato dai Mavericks per Doncic), ha giocato una stagione fenomenale, buttando giù anche alcuni record. Chiaro quindi che il futuro passi dalle sue mani, sempre a patto che la dirigenza riesca a mettergli attorno altri 3 elementi validi, da ottenere sicuramente al prossimo draft.

Brooklyn Nets voto: 7

Sul dizionario, sotto la voce “ricostruire” dovrebbero aggiungere una foto dei Nets. Da un penultimo posto di appena due stagioni fa e una situazione di roster abbastanza pietosa, i Nets sono riusciti a tornare nei playoff. Che poi, diciamocelo, le possibilità di dover fare da “carne da macello” sono altissime, ma per una squadra senza stelle escluso il povero D’angelo Russel, è davvero un buon traguardo.

 

 

 

 

 

About Matteo Paniccia

leggi anche

Guida ai Playoff NBA: pronostici 13/04/2019

Chiusasi la regular season, inizieranno domani 13 aprile 2019 i Playoff NBA, dove 16 squadre …