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Julio Velasco, il racconto del debutto italiano di 38 anni fa a Catania

Nel libro del giornalista Daniele Bartocci (premio Giovanni Arpino) il racconto del primo anno italiano di Julio Velasco alla guida del Latte Tre Valli Jesi.

Ci sono giorni che non si possono ignorare. Date, partite ed avvenimenti che nessuno potrà mai cancellare. Pagine e pagine di storia, documentazioni a tratti commoventi, rispolverate grazie al prezioso contributo della sempreverde Anna Virginia Vincenzoni, moglie dell’indimenticabile patron Tre Valli Sandrino Casoni, con la collaborazione dell’ex coach jesino Alberto Santoni.

L’emozionante debutto italiano di coach Julio Velasco, 38 anni fa a Catania (15 ottobre 1983), arrivato in Italia dall’Argentina, pescato dall’attuale Direttore Generale della Lube Civitanova Beppe Cormio. Quella della Tre Valli Volley è un’avventura bellissima da raccontare, che ancora oggi riesce a regalare emozioni e adrenalina allo stato puro.

Momenti indelebili, episodi incredibili specie per coloro che hanno vissuto quei tempi da veri protagonisti. E allora ripercorriamo insieme alcuni attimi salienti del lontano 1983, quando il volley jesino targato Tre Valli, griffato Velasco, divenne protagonista del volley di serie A2 per la prima volta nella sua storia.

A furor di popolo martedì 4 ottobre 1983, alle ore 18 presso la residenza municipale di Jesi, l’amministrazione comunale ricevette le squadre di pallavolo Tre Valli Volley Jesi, che vinse nella stagione precedente il campionato di serie B, e la Vasas Budapest, tra le migliori formazioni d’Ungheria. Alle ore 21 dello stesso giorno le due squadre disputarono alla Carbonari un’interessante amichevole (vinta 3-2 dagli Jesini con buone performance di Sasso e del convincente Squartini) che fece seguito allo spettacolare torneo di Terni con Città di Castello, Chieti e Terni e al Trofeo Lombardi di Castelferretti disputato con Vianello Pescara, Rimini e Sabini.

Di certo a portare buoni frutti dal punto di vista fisico e tecnico c’erano l’attrezzatissima palestra Body Line, in cui coach Julio Velasco portava i suoi tre volte alla settimana, e il calorosissimo parquet della Palestra Carbonari, considerato un osso duro per tutti.

“Sono venuto qui per fare grandi cose – affermò coach Julio Velasco, arrivato in Italia dall’Argentina, nelle prime interviste rilasciate che ancora oggi custodiamo gelosamente – Per questo motivo sto svolgendo una preparazione fisica molto impegnativa e credo che per il debutto in campionato del 15 ottobre a Catania saremo in perfetta forma. L’unica incognita potrà nascere dall’inesperienza di alcuni giovani, ma in linea di massima sono fiducioso anche per i più piccoli, come ad esempio Petrelli, che sta rispondendo nel modo giusto alle mie sollecitazioni”.

Indubbiamente coach Velasco aveva rivoluzionato in lungo e in largo i metodi di allenamento, un po’ a ritmo di tango, andando oltre la solita razione di esercizi ginnici alternati al lavoro con la palla per il perfezionamento della tecnica individuale. Velasco diventerà negli anni successivi anche manager nel pianeta calcio con l’Inter di Moratti e la Lazio di Cragnotti.

Spettatore costante e motivatore aggiunto delle varie sessioni di allenamento lo staff dirigenziale della Tre Valli, non solo il grande Beppe Cormio e l’indimenticabile patron Sandrino Casoni bensì il ragionier Conti, Cesare Guidi e l’intero staff tecnico guidato da Julio Velasco e dal suo vice Alberto Santoni.

L’attesa e la trepidazione crescevano giorno dopo giorno: era sempre più vicino l’esordio da matricola nel campionato di serie A2, in programma il 15 ottobre 1983 a Catania contro una squadra scudettata. I siciliani infatti si fregiarono del titolo di campione d’Italia al termine del campionato 1977-78.

Nell’ultimo allenamento prima di volare in Sicilia, coach Julio Velasco aveva insistito sugli schemi offensivi con i sei uomini scelti come titolari ovvero Giannini, Kantor, Esposto, Petrelli, Wagenpfiel e Fanesi. Quest’ultimo era pronto ad esordire nel ruolo di capitano vista l’assenza forzata di Pozzi. Il piano tattico di Velasco si rivelò vincente e la Tre Valli ottenne una meritata vittoria in uno dei campi più ostici del campionato al termine di tre parziali strepitosi: 10-15, 7-15 e 11-15. “Meno banca Alberto e più pallavolo, e faremo grandi cose insieme”, esclamò Velasco al suo cicerone Alberto Santoni, vice-coach del Latte Tre Valli come raccontato dal giornalista di Jesi Daniele Bartocci nel suo libro “Happy Hour da fuoriclasse al Bartocci”, contenente anche un saggio scritto dal giornalista su Velasco, che ha ricevuto vari premi tra cui il premio Giovanni Arpino Inedi To.

Una perfetta sintonia di squadra e tantissime ottime individualità, apprezzate anche dal pubblico locale che applaudì (con grande fair-play) a fine partita la prova gagliarda del team jesino composto nella magica serata siciliana da Martelli, Giannini, Scortichini, Fanesi, Kantor, Pigliapoco, Quartini, Petrelli, Wagenpfeil e Sasso. Il rotondo 3-0 finale esaltò la prova sensazionale di Fanesi e compagni che non accusarono affatto l’emozione dell’esordio. Anche i più giovani, che provavano per la prima volta l’ebbrezza della serie A, si comportarono come da veri veterani nel parquet siciliano.

Il diciottenne Liano Petrelli disputò l’intero incontro, Corrado Squartini e Paolo Pigliapoco subentrarono molto bene in alcuni momenti cruciali della partita. Andrea Sasso, anch’egli diciottenne, che un anno prima giocava in serie C1, si tramutò in inaspettato protagonista del terzo set, quello decisivo. Arrivarono i complimenti di Julio Velasco il cui futuro nel pianeta sportivo internazionale sarà sempre più importante, arrivando negli anni ad essere considerato il Re Mida mondiale del volley. Insomma, quella dei Velasco-boys a Catania fu una splendida vittoria che fece ben sperare in vista dell’esordio casalingo del sabato successivo contro l’Accademia Roma. La Tre Valli terminò al secondo posto un campionato a tratti disputato da capolista, sfiorando la promozione da matricola della serie A2.

Che dire, al termine di questa carrellata di episodi così straordinari da raccontare, dobbiamo dire e ribadire che tutti gli appassionati sportivi di Jesi (città di Federico II, in provincia di Ancona) si augurano che, un giorno, quella che adesso è considerata una semplice utopia (Jesi nel volley che conta) possa trasformarsi in pura realtà. Con determinazione, spirito collettivo ed unione di intenti. E sembrano essere convinti che ci sarebbe un calore e una partecipazione fuori dal normale da parte della città intera. Sognare non nuoce, provare non costa nulla.

Daniele Bartocci libro

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About Daniele Bartocci

Giornalista marchigiano classe 1989, in oltre 17 anni di giornalismo si occupa di argomenti quali cronaca e sport. Laureato in Economia e Commercio (110 e lode), ha lavorato come telecronista, radiocronista e inviato, rivestendo l’incarico di responsabile ufficio stampa (Jesina Calcio) e collaborando con magazine, settimanali, quotidiani cartacei (Corriere Adriatico) e online. Ha partecipato negli anni a eventi sportivi come Gran Galà Calcio Serie A Milano, Gran Galà Calcio Serie B, Sport Digital Marketing Festival e Olimpiadi del Cuore di Forte dei Marmi. Nel suo cv un Master Sport – Digital Marketing & Communication del Sole 24 Ore. Risulta tra i vincitori del premio ‘Overtime Web Festival 2018’ (miglior articolo sport individuali), si conferma nel 2019 e ottiene il premio giornalistico nazionale Mimmo Ferrara 2019 (menzione speciale all’Odg - Napoli). E’ tra i vincitori del concorso letterario Racconti Sportivi 2019 (Centro Sportivo Italiano – Historica) la cui cerimonia di premiazione si è svolta in occasione della settimana del Salone del Libro di Torino 2019 e al Teatro Arena di Bologna. Si ripete nell’edizione 2020 di Racconti Sportivi. E’ stato premiato a Maggio 2019 come miglior giornalista under 30 ‘Premio Renato Cesarini 2019’. Nominato tra i migliori 30 millennials d’Italia 2019, vincitore del prestigioso Myllennium Award all’Accademia di Francia a Roma in ambito comunicazione sportiva. A settembre 2019 riceve la menzione d’onore al Premio Letterario Città di Ascoli Piceno. Ha all’attivo interventi e docenze in giornalismo e comunicazione in università e master (Roma, Bologna, Ancona, Macerata). A luglio 2020 viene premiato dal Ministro Sport Vincenzo Spadafora al Myllennium Award 2020 (Accademia di Francia – Villa Medici), alla presenza del Presidente Coni Giovanni Malagò, e ottiene il premio speciale di migliore giornalista giovane al Premio Cesarini ad agosto 2020. A Torino vince sempre nel 2020 il Premio Giovanni Arpino - Inedito dedicato alla letteratura sportiva. Vincitore del titolo di miglior blogger sportivo 2020 (Blog dell’Anno 2020) e del premio di giornalismo sportivo Simona Cigana 2020 (Friuli Venezia Giulia). Vince anche la menzione speciale al Premio Internazionale Città di Sarzana e al Premio Santucce Storm Festival sempre in ambito storytelling sportivo. Autore del libro Happy Hour da fuoriclasse al Bartocci. Il suo blog principale è www.danielebartocci.com. Bio su https://biografieonline.it/biografia-daniele-bartocci

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