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La settimana NBA del 12-02-2019

Philadelphia-L.A. Lakers 143-120

Se la sfida tra Sixers e Lakers doveva essere un test per entrambe le squadre, a superarlo sono stati solamente i padroni di casa. la difesa dei Lakers non è mai riuscita a trovare una risposta ai continui problemi di accoppiamento proposti dal quintetto dei Sixers. Uno starting five che ha mandato quattro giocatori in doppia cifra: il leader è stato un Joel Embiid travolgente con 37 punti, 14 rimbalzi, 12/16 al tiro e 11/12 ai liberi, seguito dai 22 di un Tobias Harris chirurgico (22 punti, 6 rimbalzi, 6 assist e 9/14 dal campo), un J.J. Redick da 21 con 8/13 e un Jimmy Butler da 15. L’unico a non raggiungere quota 10 è stato Ben Simmons, che ha chiuso solamente con 8 punti e 7 assist con 3/13 al tiro ma – per la prima volta nella sua carriera NBA – ha tentato una tripla in situazione di gioco normale, pur sbagliando la conclusione dall’arco. Non che ai suoi servisse in maniera particolare, visto che nonostante i suoi problemi al tiro i Sixers hanno comunque chiuso con il 57.7% dal campo e il 50% secco da tre (12/24), anche se questi due dati raccontano più della non-difesa dei Lakers che della grande prestazione offensiva dei Sixers. I gialloviola infatti non sono sembrati mai davvero avere la concentrazione necessaria per giocarsela, almeno nella metà campo difensiva. Sin dal primo quarto i Lakers hanno lasciato tantissimo spazio in transizione agli avversari, aprendo praterie davanti ai Sixers che hanno fatto più o meno quello che hanno voluto. La squadra di coach Walton è riuscita a rimanere a contatto fintanto che l’attacco li ha sostenuti, con un Kyle Kuzma in grandissimo spolvero: il numero 0 ha chiuso con 39 punti a referto frutto di un eccellente 14/21 dal campo e 5/8 da tre punti, ma dopo un po’ anche le sue energie sono finite e i Lakers sono inevitabilmente finiti sotto nel punteggio, subendo lo strappo decisivo in chiusura di terzo quarto. Alla fine non è servita neanche la tripla doppia sfiorata da LeBron James, che al netto di 18 punti, 10 rimbalzi e 9 assist non ha dato mai l’impressione di voler accelerare per davvero per richiudere lo strappo, tanto che sia JaVale McGee (21 punti e 13 rimbalzi) che Brandon Ingram (19) hanno segnato più di lui.

Golden State Warriors-Miami Heat 120-118

Ben 39 punti di Kevin Durant e soprattutto due tiri liberi cruciali realizzati a meno di sei secondi dalla sirena da DeMarcus Cousins chiudono i conti in favore di Golden State al termine di una partita fatta di parziali da una parte e dall’altra. Golden State infatti si prende l’undicesima vittoria in regular season dopo essere stata sotto in doppia cifra (reduce dalla rimonta da -17 contro Phoenix). Anche Miami, sotto di otto nell’ultimo quarto, era riuscita a rifarsi sotto, acciuffando il pareggio con una tripla di Justise Winslow, per poi passare in vantaggio sul 118-115 a 51 secondi dalla conclusione. A quel punto ci ha pensato KD a colpire con la solita tripla (1/7 nella serata, ma realizzata nel momento più opportuno) prima di scalpellare il ferro con il tentativo successivo, permettendo però a Cousins di fare la voce grossa a rimbalzo e portare a casa il fallo che ha deciso la sfida. Per l’ex Sacramento e New Orleans sono sette punti totali, mentre sono 25 quelli raccolti da Steph Curry in una serata da 50% al tiro e 29 quelli di Klay Thompson (8-0 il record degli Warriors quando i Big-Three combinano almeno per 90 punti totali). Dall’altra parte invece a trascinare Miami ci ha pensato il miglior Josh Richardson della stagione, autore di 37 punti – nuovo massimo in carriera – tirando 8/11 dall’arco e mettendo più volte alle corde la difesa Warriors.

Dallas Mavericks-Portland Trail Blazers 102-101

Sembrava tutto ormai fatto per i Portland Trail Blazers: avanti nel punteggio per tutta la partita con un vantaggio confortevole, a inizio ultimo quarto avevano costruito un cuscinetto di 15 punti che solitamente è sinonimo di vittoria. Invece da lì in poi l’attacco dei Blazers è completamente sparito dal campo: Lillard e soci hanno segnato solamente 9 punti in tutta la frazione finale, lasciando spazio alla rimonta dei padroni di casa guidati – neanche a dirlo – da Luka Doncic. Il rookie sloveno ha segnato 28 punti mandando i suoi avanti a poco più di un minuto dalla fine con un gioco da tre punti, venendo sostenuto dai 24 del neo arrivato Tim Hardaway Jr. nella rimonta clamorosa dei padroni di casa. Dall’altra parte non sono serviti i 30 di Damian Lillard (21 solamente in un terzo quarto da 8 su 10 al tiro), i 18 di Jusuf Nurkic e i 14 di CJ McCollum in una sconfitta cocente, anche se il vantaggio nei confronti del nono posto a Ovest continua a essere confortante (quattro partite di distanza).

 

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