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L’assurda partita di Stephen Curry

11 maggio 2019, ore 03:00 italiane, siamo nel pieno della notte e dall’altra parte del mondo, negli Stati Uniti, va in scena alla Toyota Center, la partita decisiva nella serie tra Houston Rockets e Golden State Warriors. Il clima è infuocato: i padroni di casa sono infatti riusciti ad andare oltre le aspettative, e ora, battere i campioni in carica significherebbe realizzare qualcosa di veramente eccezionale. La partita inizia con ritmi altissimi: 28-27 il parziale nel primo quarto, con i Warriors che accusano l’assenza -pesantissima- di un certo Kevin Durant. Nel secondo quarto si chiude sul 57-57 il primo tempo, grazie a un Klay Thompson costretto agli straordinari per via della pessima partita che sta giocando Stephen Curry: 0 punti a referto nella prima frazione di gioco. Ma la svolta della gara passerà proprio dalle sue mani.

Il secondo tempo

Nel secondo tempo Curry si trasforma: inizia a mettere in retina tutto quello che gli capita a tiro, chiudendo la partita con un 11 su 11 ai liberi (100%), 4 assist, 4 su 11 da tre punti e 5 su 9 dal campo. Numeri non eccezionali per un giocatore del suo calibro, sia chiaro, ma a essere anormale è il tempo in cui ha messo a referto un totale di 33 punti: solamente due tempi di gioco, meno di 20 minuti effettivi. Questo suo capolavoro ha garantito la vittoria finale (113-118), in attesa di sapere chi affronteranno in semifinale tra Denver e Portland, anch’esse arrivate sul 3-3. Insomma, la strada per la finale ormai sembra sempre più spianata, a meno che non vedremo altre sorprese lungo il cammino…

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