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Lucas Moura, il brasiliano è l’uomo in più per gli Spurs

Se c’è un giocatore di cui spesso non si parla ma spesso risulta decisivo per la sua squadra, come tutti hanno potuto vedere ieri sera, è un brasiliano che risponde al nome di Lucas Moura.

Calcio estero, Sudamerica, Storie, Lucas Moura / Il talento carioca passa spesso in secondo piano, e ancora mi domando il perché, ma la sua bravura oltre che la sua duttilità tattica gli permette di togliere spesso le castagne dal fuoco alla sua squadra; se né avuta la riprova ieri ad Amsterdam.

Dopo la tripletta che ha mandato gli Spurs in finale di CL, consacrando secondo me definitivamente il suo status di campione, anche gli scettici dovranno ricredersi; il brasiliano è indispensabile per Pochettino.

I suoi numeri in questa stagione parlano chiaro: 11 presenze e 5 gol in Europa oltre a 10 reti nelle 31 gare giocate in Premier, spesso partendo dalla panchina. Con Harry Kane ai box ci ha pensato lui a prenderne le veci.

Lucas Rodrigues Moura da Silva, meglio noto come Lucas,  nasce il 13 agosto 1992 a San Paolo.

Muove i primi passi nella scuola calcio di Marcelinho Carioca, passando poi per Santa Maria e Juventus SP. Dal 2002 al 2005 fa parte del settore giovanile del Corinthians, poi si trasferisce al San Paolo; entra a far parte della prima squadra di questa società nel 2010, mettendosi in luce nel campionato Paulista.

Nel 2012 è stato inserito nella lista dei migliori calciatori nati dopo il 1991 stilata da Don Balon. Chiude la sua esperienza con il club brasiliano con 33 reti in 128 partite disputate nel corso di tre stagioni. Il primo gennaio 2013 passa ai francesi del Psg; seppur da comprimario, in cinque anni con i parigini ha vinto 4 campionati, 4 Coppe di Lega, 3 Coppe di Francia e 4 Supercoppe nazionali.

Il 31 gennaio 2018 si trasferisce al Tottenham a titolo definitivo. Dopo la tripletta rifilata all’Huddersfield (la prima nel nuovo impianto degli Spurs) meno di un mese fa, ieri sera si è ripetuto in casa dell’Ajax permettendo agli inglesi di disputare la loro prima finale di Champions League.

Farebbe certamente comodo a molti top club un giocatore nato come centrocampista offensivo ma altresì capace di passare dal ruolo di ala a quello di punta come se niente fosse. Anche Klopp starà già cercando le contromisure.

 

 

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