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Lucio e l’avventura alla Juventus: “Andarci fu una decisione sbagliata”

Si è chiusa pochi giorni fa quella che è stata la carriera di uno dei difensori più forti in assoluto dei primi anni 2000. Lucio, a 42 anni, dopo un’ultima parentesi alla Brasiliense, ha deciso di appendere agli scarpini al chiodo.

Un lungo cammino nel mondo del calcio il suo, che l’ha portato a vivere annate da grande protagonista anche in Italia. Approdato all’Inter nel 2009, con i nerazzurri ha vinto tutto, diventando uno degli eroi del Triplete.

Nella sua esperienza italiana c’è stata però anche un’avventura che non è andata propriamente nel verso giusto, quella alla Juventus. Arrivato in bianconero dopo i trionfi meneghini, all’ombra della Mole non è mai riuscito ad imporsi, tanto che in sei mesi ha totalizzato appena una presenza in campionato prima di tornare in Brasile.

Lucio, in un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, ha ricordato quel suo addio all’Inter per approdare alla Juve.

“E fu un errore. Nel 2012 era cambiato tutto, c’era un allenatore, Stramaccioni, che mi diceva di restare ma non era ciò che voleva. Infatti ogni 10 minuti mi chiamava Branca e mi diceva di trovarmi una squadra. Non era facile dopo tutto quello che avevo fatto all’Inter. Non arrivavano contratti forti, all’ultimo giorno non avevo altre opzioni: il mio manager mi disse di andare alla Juve. Ma è stata una decisione sbagliata”.

Alla guida di quella Juventus c’era Antonio Conte e probabilmente il feeling tra i due non è mai scattato.

“Di Conte dico che è un buon allenatore, quello che è successo ci poteva stare. Bonucci rischiava una lunga squalifica e Conte mi disse che avrei giocato io, poi non è successo e non ho trovato spazio. Sono stato poco alla Juve, non ho provato per i bianconeri quell’affetto che ho sentito sempre nei confronti dell’Inter”.

Oggi Conte è l’allenatore ed anche il trascinatore proprio della ‘sua’ Inter.

“Non ho rancore nei confronti del mister. Lo reputo un tecnico davvero preparato, che si dedica molto alla squadra e le trasmette tanto: può essere l’allenatore giusto per riportare l’Inter in alto”.

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