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Manchester City fuori dall’Europa, ma è ancora tutto da vedere

Sponsorizzazioni gonfiate e multa da 30 milioni di euro. Ma anche la squalifica dalla Champions League nelle stagioni 2020-21 e 2021-22. Almeno per ora

 

di Stefano Ravaglia

 

La poca credibilità del FFP, alias Fair Play Finanziario, è caduta intorno alle 19.30 italiane di un San Valentino che rovina l’amore dei tifosi del Manchester City con il pallone, dopo che una tempesta abbattutasi sull’Inghilterra nello scorso weekend aveva impedito agli uomini di Guardiola di giocare il match contro l’Aston Villa. La Camera giudicante della Uefa ha squalificato il club per le annate 2020-21 e 2021-22 dalle coppe europee, e presumibilmente dunque dalla Champions League, con queste parole: “dopo aver esaminato tutte le prove, ha riscontrato che il Manchester City Football Club ha commesso gravi violazioni del regolamento sulle licenze e sul fair play finanziario sopravvalutando nei propri bilanci le entrate della sponsorizzazione e nelle informazioni relative al pareggio di bilancio presentate alla UEFA tra il 2012 e 2016”. Il tutto senza collaborare alle indagini sul caso. Per il Manchester City anche una multa da 30 milioni di euro, ma soprattutto un comunicato che rivela ulteriori particolari: secondo il club la sanzione sarebbe stata consegnata al City ben prima della conclusione delle indagini, e la vicenda ha assunto i contorni di un “processo pregiudizievole”, com’è scritto nel comunicato del club. Che ora ricorrerà al Tas di Losanna.

L’eco delle denunce alle spese pazze degli inglesi e anche del Psg, è arrivato a produrre fatti: mai un grosso club, se si fa eccezione per il Milan che lo scorso anno ha saltato, sapendolo bene, la partecipazione all’Europa League, era stato punito così pesantemente. Il City paga, nel vero senso della parola, una sessantina di milioni versati nelle casse del club dai proprietari arabi e fatti figurare come una entrata dello sponsor di maglia Eithad. Il caso era scoppiato con “Football Leaks” nel 2018, e alcune mail compromettenti pubblicate dal magazine tedesco “Der Spiegel”. La squalifica dalle coppe europee è il penultimo passo dei provvedimenti: dopo di esso, c’è solo la revoca di un titolo.

Di certo ora la Uefa ha la possibilità di avere definitiva credibilità: il monito della squalifica di un grande club non è paragonabile ai provvedimenti presi in passato contro club di taglia minore come il Besiktas, il Malaga o il Panathinaikos. Stavolta viene colpito un pesce grosso, uno di quelli che farebbero certamente parte del tavolo di discussione per la creazione di una Superlega europea dal 2024. In caso contrario, se cioè tutto finirà in una bolla di sapone, e magari anche per giusta causa, sarà in ogni caso un altro colpo duro alla credibilità di un organo europeo molto spesso nell’occhio del ciclone.

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