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Marotta svela alcuni piani per il futuro dell’Inter, i dettagli

Il futuro dell’Inter passerà dalle decisioni della famiglia Zhang, dalle mosse di tutta la dirigenza, ma soprattutto dalle mani dell’a.d. sport Beppe Marotta.

«Io posso garantire esperienza», ha detto quasi in apertura dell’intervista a Radio Anch’io Sport (Rai Radio 1). E partendo da quell’esperienza si può provare a disegnare l’Inter che verrà. Quattro campi principali: Icardi, Spalletti, mercato e obiettivi.

ICARDI

«Ha un grande valore patrimoniale per il club e un contratto di due anni. Sta acquisendo esperienza professionale,resta uno dei giovani e degli attaccanti più forti. Faremo delle valutazioni più avanti, oltre alla volontà della società c’è quella del giocatore. Nello spogliatoio non bisogna per forza essere amici, ma professionisti seri. Scambio con Dybala? Giocatore di valore, ne apprezzo anche le qualità umane».

La separazione con Mauro in estate è ormai cosa decisa, ma l’Inter e Marotta ovviamente non vogliono fare «saldi»: la riconciliazione serve anche a questo, a non svalutare un asset della società. Il riferimento alla «volontà del giocatore» può aprire scenari di nuovi duelli sulla destinazione?

SPALLETTI

«Non è un neofita, è giusto dargli fiducia. Abbiamo gli stessi punti dell’anno scorso e siamo terzi, ha dimostrato di poter raggiungere gli obiettivi. Spalletti ha creato una struttura in crescita a va elogiato. Le voci su Conte sono normali: è libero ed è un vincente. Ho lavorato con lui e so come si inserisce in modo molto forte».

Qui la visione del futuro è condizionata dal presente: c’è la necessità di portare «a casa» stagione e qualificazione Champions, senza turbare ulteriormente l’ambiente o delegittimare l’allenatore. A stagione chiusa si analizzeranno mercato ed alternative. L’opzione Conte è una soluzione credibile, ma con problematiche economiche e di costruzione della rosa, che deve essere adatta.

MERCATO E OBIETTIVI

«La volontà della famiglia Zhang è quella di migliorare di anno in anno: dovremmo puntellare questa rosa, dal punto di vista dell’esperienza e della cultura vincente. Godin è un esempio di tali valori. Ma ci sono anche i paletti del Fair Play che limitano gli investimenti».

Marotta chiarisce che non è il caso di aspettarsi rivoluzioni a suon di assegni in bianco, ma anche che il profilo dei rinforzi sarà quello di giocatori esperti e rodati, pronti ad aggiungere da subito «cultura» europea e di vittoria: i profili di Rakitic, del vecchio pallino Modric, di Dzeko come post-Icardi, e di Gündogan a centrocampo sono compatibili con questa idea.

Anche se non escludono investimenti su giovani, magari italiani come Barella o Tonali. Per una crescita a medio termine: «Il gap fra la Juve e le altre è notevole, ha un fatturato che le permette di pagare cifre più importanti, può vincere ancora per qualche anno. E’ un riferimento non solo come risultati, anche di gestione societaria. Ma l’Inter, col coltello fra i denti, farà di tutto per dare fastidio».

About Valentina Mastrogiacomo

Vivo la mia vita 90 minuti a settimana, nelle mie vene scorre sangue nerazzurro.

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