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Milan, quattro vittorie di fila dopo un quarto di secolo

Dopo un quarto di secolo il Milan vince quattro partite di fila nelle prime quattro di campionato e si porta solo al comando del torneo.

di Stefano Ravaglia

Padova, Udinese, Atalanta, Roma. Cosa hanno in comune queste quattro squadre? Sono le vittime dell’ultima volta che il Milan ha infilato un poker di vittorie consecutive nelle prime quattro giornate del torneo. Stagione 1995-96, la seconda con i tre punti per vittoria: il Milan di Capello, sfiancato e sfilacciato dopo tanti anni di successi, era arrivato sino alla finale di Coppa dei Campioni, la terza consecutiva, perdendo contro l’Ajax di Van Gaal in panchina e dell’ex Rijkaard in campo. Aveva bisogno di rigenerarsi: arrivarono Baggio e Weah, pezzi pregiatissimi in quella estate del 1995, per tirar su un attacco che aveva bisogno di ritrovare il gol con continuità.

90s Football on Twitter: "Roberto Baggio, Silvio Berlusconi and George Weah.… "

Il Milan esordì a Padova vincendo per 2-1, con assist del numero dieci e gol del centravanti liberiano, prima dell’ultimo sigillo in carriera di Baresi, con un elegante tocco a scavalcare il portiere Bonaiuti. Poi a San Siro fu battuta l’Udinese, con Baggio ancora in gol, e all’Olimpico di Roma fu ancora Weah a griffare con un gol da felino, un gol dei suoi, un altro 2-1 contro i giallorossi di Mazzone.

Il 3-0 all’Atalanta a San Siro completò l’opera: quattro partite, quattro vittorie, e testa della classifica in solitaria perché la Juventus di Lippi, dopo le prime tre vittorie, fu inchiodata sullo 0-0 a Cagliari. Il capitombolo giunse il 1° ottobre: nel giorno del suo compleanno, Weah steccò, e il Milan perse 1-0 a Bari, avversario spesso complicato in quegli anni per i rossoneri.

Milan Associazione Calcio 1995-1996 - Wikiwand

Un quarto di secolo dopo, Pioli riesce laddove solo Capello era riuscito prima d’ora. E non è così scontato: se ci sono avversari con i quali il Milan aveva storicamente faticato negli ultimi anni, erano proprio le piccole squadre: Bologna, Crotone e Spezia in altre annate avrebbero portato via qualche punto al Milan. E invece ne sono arrivati 9, prima dell’esame più importante superato ieri sera nel derby.

Vero è che non è stata una partita godibilissima come si può pensare: il Milan l’ha chiusa nei primi 20 minuti, e poi ha dimostrato il suo grande carattere e un gruppo ritrovato e cementato, cose che per i tifosi sono ben più importanti di una diagonale ben fatta. Quando c’è spirito, c’è attaccamento alla maglia, c’è carattere, c’è già appagamento da parte di chi guarda.

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Il resto è stato tutto troppo spezzettato: l’Inter avrebbe forse meritato il pari per le occasioni che ha creato, i rossoneri nella ripresa si sono appoggiati più a Ibrahimovic che ad altre cose. Ma anche i nerazzurri, sono andati sovente a cercare Lukako: era ovvio coinvolgere i due terminali offensivi capaci di far salire la squadra e muovere le pedine. All’Inter non è bastato. Spezzettato, dicevamo: si, perché non si può proprio sentire un fischio ad ogni contatto. Sistematico l’arbitro Mariani nel fischiare ad ogni fallo, spezzettando il match e rendendo personalmente inguardabile il secondo tempo. Il calcio di altri lidi resta più godibile perché si lascia giocare: una lezione che in Italia facciamo ancora fatica ad imparare.

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