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DAG Management corre su quattro fronti: vittorie, podi e rimonte

Dalla 24 Ore di Barcellona alle tre vittorie di classe di Markas Šilkūnas, passando per i podi di Brodi Cooper Dowling e Mia Zanki: cinque piloti DAG Management protagonisti tra Spagna, Polonia, Portogallo e Ungheria.

Articolo a cura di DAG LTD.

Quattro Paesi, cinque piloti e mondi del motorsport profondamente differenti. Il Race Weekend 38 di DAG Management ha attraversato ancora una volta l’Europa, passando dall’Endurance alle Touring Car fino al karting internazionale.

Barcellona, Tor Poznan, Bilgoraj, Portimão e Budapest hanno raccontato storie differenti. Markas Šilkūnas ha trasformato il weekend polacco in una collezione di vittorie di classe, Brodi Cooper Dowling ha costruito una rimonta culminata con il podio, mentre Mia Zanki ha messo insieme pole position e P3 in Finale.

A questi risultati si aggiungono la continuità di Julia Angelard nel Campionato Polacco e la grande sfida affrontata da Miguel M. Garcia nella 24 Ore di Barcellona, terminata soltanto quando un problema tecnico ha fermato la sua vettura.

Un weekend che offre una fotografia interessante del lavoro di DAG Management: discipline differenti, esperienze differenti e la necessità di accompagnare ogni pilota nella costruzione del proprio percorso.

MARKAS ŠILKŪNAS, TRE VITTORIE DI CLASSE IN POLONIA

Dopo le cinque coppe conquistate nel precedente appuntamento di Brno, Markas Šilkūnas ha cambiato vettura e scenario senza perdere l’abitudine alle posizioni importanti.

A Tor Poznan, nel Baltic Touring Car Championship, il giovane pilota è stato protagonista sia nella BMW Turbo Cup sia nell’Endurance.

Il weekend è cominciato nel migliore dei modi con la pole position assoluta e di classe nella BMW Turbo Cup. Anche nella qualifica Endurance è arrivato il miglior tempo di categoria, accompagnato dalla P14 nella graduatoria generale.

La velocità mostrata sul giro secco si è poi trasformata in risultati.

In Race 1 Markas ha conquistato la P3 assoluta e la vittoria di classe. Poche ore più tardi ha replicato esattamente lo stesso risultato in Race 2: ancora terzo assoluto e nuovamente primo nella propria categoria.

Mancava l’Endurance e anche lì è arrivata un’altra conferma. Undicesimo assoluto al traguardo e, soprattutto, ancora P1 di classe.

Il conto finale è significativo: una pole position e tre vittorie di categoria, accompagnate da due terzi posti assoluti.

Ma forse l’indicazione più interessante arriva dalla capacità di Markas di passare da una Formula 4 alle vetture turismo e affrontare anche una gara Endurance continuando a essere competitivo. Una versatilità che aggiunge esperienza e maturità a un percorso ancora in piena costruzione.

BRODI COOPER DOWLING, DAL P15 AL PODIO

A Portimão il weekend di Brodi Cooper Dowling ha seguito una traiettoria completamente diversa.

Il Rotax RMC Portugal non era iniziato nel modo più semplice. Dopo la P9 e la P19 nelle Free Practice, Brodi ha terminato la qualifica in quindicesima posizione.

Da quel momento, però, è cominciata un’altra gara.

Già nella Final 1 la rimonta è stata evidente: dalla P15 alla P7, otto posizioni recuperate e un primo segnale del potenziale a disposizione.

La domenica ha confermato la progressione. Sesto nel Warm-Up, Brodi ha conquistato la P4 nella Final 2, avvicinandosi ulteriormente alle posizioni da podio.

Poi l’ultimo passo.

Nella Final 3 è arrivata la P3, completando una rimonta costruita durante l’intero fine settimana. Dal quindicesimo posto in qualifica al terzo gradino del podio, fino alla P5 Overall.

Una progressione che racconta bene la capacità di non considerare compromesso un weekend soltanto perché il punto di partenza non è quello desiderato. Brodi ha continuato a lavorare sessione dopo sessione, trovando velocità e risultato proprio nel momento decisivo.

MIA ZANKI, POLE E PODIO A BUDAPEST

Se Portimão è stato il weekend della rimonta, Budapest è stato quello della velocità per Mia Zanki.

Nel Rotax Max Challenge Hungary la giovane pilota DAG Management ha mostrato fin dalle prove di avere il passo per stare davanti.

Sabato ha mantenuto una notevole continuità nelle cinque Free Practice, ottenendo nell’ordine P3, P2, P3, P3 e infine P1.

La domenica il copione non è cambiato.

Mia ha aperto la giornata con il miglior tempo nel Warm-Up e poco dopo ha firmato anche la pole position in qualifica.

La Prefinale, conclusa in quinta posizione, l’ha costretta a ricostruire il risultato nella gara più importante. In Finale è arrivata la risposta: P3 e podio.

Il quarto posto Overall completa un appuntamento nel quale il dato più significativo resta probabilmente la continuità della prestazione.

Essere davanti nelle prove, ripetersi nel Warm-Up, conquistare la pole e tornare sul podio in Finale significa aver mostrato competitività attraverso quasi tutte le fasi del weekend.

JULIA ANGELARD, QUATTRO GARE SEMPRE NELLE PRIME SEI

A Bilgoraj, nel quinto round del Polish Championship, Julia Angelard ha costruito il proprio fine settimana sulla regolarità.

Il secondo posto nella prima Free Practice ha immediatamente mostrato un buon feeling, mentre la P4 in qualifica le ha permesso di iniziare le gare dalle posizioni importanti.

Da quel momento Julia non è mai uscita dalle prime sei.

P5 in Race 1, P6 in Race 2, quindi un’altra domenica iniziata con la P2 nel Warm-Up. Nelle ultime due gare sono arrivati rispettivamente la P4 e la P5.

Nessun exploit isolato, ma qualcosa che nella crescita di un pilota può essere altrettanto importante: la capacità di mantenere un livello competitivo per l’intera durata dell’appuntamento.

Quattro gare comprese tra la quarta e la sesta posizione rappresentano infatti un’altra dimostrazione della continuità raggiunta da Julia e una base concreta sulla quale continuare a lavorare.

MIGUEL M. GARCIA, LA 24 ORE FINISCE DOPO 137 GIRI

Ci sono poi gare nelle quali la classifica diventa quasi secondaria rispetto alla sfida affrontata.

La 24 Ore di Barcellona della Michelin 24H Series è una di queste.

Miguel M. Garcia, al volante della GT3 numero 69, ha iniziato il lungo weekend spagnolo mostrando immediatamente un buon ritmo, con la P4 assoluta e di classe nella sessione mattutina delle Free Practice del mercoledì.

Il lavoro dell’equipaggio è poi proseguito pensando soprattutto alla gara: preparazione della vettura, strategia e gestione di tutti quegli elementi che diventano decisivi quando la distanza si misura in ore e non semplicemente in giri.

Venerdì sono arrivati la P11 assoluta e di classe nelle Free Practice e la P13 assoluta, P12 di categoria, nella prima sessione di qualifica. Il team ha scelto di non prendere parte alle successive qualifiche con l’obiettivo di preservare gli pneumatici.

Sabato a mezzogiorno è iniziata la vera sfida.

Miguel e l’equipaggio hanno completato 137 giri, prima che la rottura del motore imponesse il ritiro.

Un epilogo inevitabilmente amaro, ma che non cancella il lavoro svolto e l’esperienza maturata in una delle discipline più esigenti del motorsport. Nell’Endurance, velocità e affidabilità devono convivere per moltissime ore e non tutto rimane nelle mani del pilota.

Barcellona lascia quindi soprattutto chilometri, esperienza e informazioni sulle quali continuare a costruire.

DALLE 24 ORE AL KARTING, UN SOLO PERCORSO DI CRESCITA

Tre vittorie di classe per Markas Šilkūnas. Una rimonta fino al podio per Brodi Cooper Dowling. Pole position e P3 in Finale per Mia Zanki. Quattro gare nelle prime sei posizioni per Julia Angelard. E 137 giri di una delle gare Endurance più impegnative per Miguel M. Garcia.

Il Race Weekend 38 non ha avuto un’unica storia.

Ed è probabilmente proprio questo il suo aspetto più interessante.

DAG Management ha seguito cinque piloti impegnati contemporaneamente in categorie nelle quali cambiano vetture, durata delle gare, avversari e perfino il modo di costruire una prestazione.

Cambiano gli strumenti, ma non il principio.

Con oltre trent’anni di esperienza nel motorsport internazionale, DAG Management porta avanti un lavoro che guarda oltre il risultato della singola domenica: accompagnare ogni talento nel proprio sviluppo sportivo e professionale, valorizzando le vittorie e imparando dagli imprevisti che inevitabilmente fanno parte delle corse.

Perché una carriera non si costruisce soltanto con le coppe.

Si costruisce imparando a vincere quando se ne presenta l’occasione, a rimontare quando si parte indietro e a ripartire quando, dopo 137 giri, è la meccanica a decidere che una gara deve finire.

Cinque piloti, cinque storie differenti. E altri chilometri aggiunti al loro percorso.

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