Sorprende una BMW rimasta ferma per 18 anni nella storica 24 Ore di Pomposa: il team Crazy Drift Girls e GTM Motorsport hanno trasformato un’impresa quasi impossibile in una delle storie più autentiche dell’endurance italiano.
Nel motorsport esistono gare che finiscono dentro una classifica. E poi esistono weekend che restano impressi per tutto quello che succede lontano dal cronometro: le notti in officina, i problemi da risolvere, la fatica, il gruppo e quella sensazione di stare costruendo qualcosa di vero giro dopo giro.
La prima storica 24 Ore di Pomposa targata The Fox Running, organizzata da CFB Competition nel weekend del 9 e 10 maggio 2026 sul circuito ferrarese di San Giuseppe di Comacchio, è stata esattamente questo: una maratona di fatica, adrenalina, problemi tecnici e passione autentica.
E dentro uno degli eventi endurance più particolari andati in scena negli ultimi anni in Italia, una delle storie che ha colpito di più il paddock è stata quella delle Crazy Drift Girls e della GTM Motorsport.
Il team capitanato da Nives Arvetti si è presentato al via della categoria Cannonball Diesel con una BMW E46 320D che fino a poche settimane prima sembrava destinata a restare soltanto un ricordo fermo in officina.
Diciotto anni di stop non sono un dettaglio da poco nel motorsport. Sono un’eternità meccanica. Eppure, contro ogni logica, quella vettura è tornata a respirare.
UNA BMW RIMESSA IN VITA TRA NOTTI, SACRIFICI E OFFICINA
Dietro questa partecipazione non c’è stata soltanto una preparazione tecnica. C’è stata soprattutto una storia umana fatta di notti infinite, mani sporche di grasso e persone che hanno deciso di mettersi insieme per costruire qualcosa che sembrava impossibile.
Per un mese intero la famiglia Giovannini della GTM Motorsport – Gilles e Thomas, insieme ad Antonio Spata, Mirco Giaretta e alla stessa Nives Arvetti – ha praticamente ricostruito la BMW da zero. La vettura è stata alleggerita, riverniciata, dotata di rollbar, assetto dedicato, freni nuovi e turbo revisionato. Ogni sera diventava una corsa contro il tempo per arrivare pronti a Pomposa.

E forse il lato più bello di questa storia è proprio questo: nessuno nel team parlava davvero di vittoria. L’obiettivo era esserci, arrivare in pista e dimostrare che la passione può ancora fare miracoli nel motorsport italiano.
VENTIQUATTRO ORE DI BAGARRE, GUASTI E RESISTENZA
La 24 Ore di Pomposa non ha tradito le aspettative. Trentanove equipaggi contemporaneamente in pista, strategie continue, traffico, cambi pilota, gestione dei consumi e problemi tecnici hanno trasformato il circuito ferrarese in una vera prova di sopravvivenza sportiva.
Per le Crazy Drift Girls e gli Scalmanati la gara è stata tutto fuorché semplice. La BMW E46, pur sorprendendo tutti per affidabilità generale dopo un fermo così lungo, ha dovuto convivere con alcuni problemi legati alla pompa del gasolio che tendeva a sporcarsi, costringendo il team a diversi interventi durante la corsa.
Ma la vettura è sempre ripartita. E questo, in una gara endurance, spesso vale molto più di qualche secondo perso ai box.
L’equipaggio composto da tredici piloti ha affrontato ben ventisei cambi turno, con ogni membro del team impegnato in almeno due ore di guida. Tra piloti neofiti e l’esperienza della GTM Motorsport, il gruppo è riuscito a trovare un equilibrio quasi naturale tra apprendimento, competizione e divertimento.
Alla fine sono arrivati un quinto posto nella Cannonball Classe D, il podio riservato ai primi cinque classificati e anche un premio speciale dedicato al gruppo più numeroso presente in gara.
Ma ridurre tutto a un semplice piazzamento sarebbe profondamente sbagliato.

NIVES ARVETTI: “PER UNA MACCHINA FERMA DA 18 ANNI È ANDATA DA DIO”
A raccontare meglio il significato di questo weekend sono state proprio le parole di Nives Arvetti, ancora emozionata dopo la bandiera a scacchi.
“Siamo contentissimi del risultato ottenuto. La macchina è andata bene anche senza aver fatto alcun test. Volevamo provarla a Varano o Cremona, ma non ci siamo riusciti. Considerando che era ferma da diciotto anni e che in pista c’erano vetture molto più potenti della nostra, possiamo davvero essere soddisfatti.”
Poi il racconto si sposta inevitabilmente sul lato umano del progetto.
“Piloti neofiti e l’esperienza dei professionisti della GTM Motorsport, come Gilles e Thomas Giovannini, ci hanno permesso di fare una bella gara e soprattutto di divertirci. È stata scuola, esperienza e stare insieme allo stesso tempo.”
Parole che spiegano perfettamente lo spirito della Fox Running: endurance vissuta non soltanto come competizione, ma come condivisione, crescita e passione reale.
E il futuro sembra già iniziato.
“Ci saranno novità. Potenzieremo il motore per il prossimo appuntamento del 4 luglio a Pomposa e stiamo lavorando anche a una seconda auto. Abbiamo diversi progetti in ballo e daremo ancora più filo da torcere ai nostri avversari.”
DALLA 24 ORE AL DRIFT: NIVES NON SI FERMA
Per Nives Arvetti il weekend di Pomposa rappresenta soltanto una tappa di un percorso motorsport sempre più intenso. Già nel fine settimana la pilota tornerà infatti protagonista nel mondo del drifting durante la seconda prova del Campionato Nazionale Drift Axis ACSI Motorsport, in programma a Padova all’interno dell’evento Nomadness presso il Gran Teatro Geox.
Un contesto completamente diverso rispetto all’endurance, ma che conferma la volontà di continuare a crescere attraversando discipline differenti, accumulando esperienza e costruendo un’identità sempre più riconoscibile nel motorsport italiano.
Perché alla fine, forse, la vera vittoria di Pomposa non è stata soltanto arrivare quinti. È stata dimostrare che anche nel motorsport moderno esistono ancora storie costruite con amicizia, sacrifici e passione vera.
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