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NBA Finals: analisi di una serie impossibile da ribaltare

Nella notte, alla Oracle Arena di Oakland, i Golden State Warriors impegnati nella sfida contro i Toronto Raptors per decretare il vincitore della stagione NBA 2018-2019, hanno subito un’altra sconfitta, orfani di quello che possiamo definire come il loro violino più importante: Kevin Durant.

La partita

Per portarsi sul risultato di 1-3, i Raptors di Nick Nurse hanno giocato più con la testa che con il cuore, al contrario dei loro rivali, che sono partiti in maniera eccellente salvo poi ritrovarsi senza benzina e senza idee nel momento cruciale del match. Nel primo quarto infatti Klay Thompson sembrava aver ripreso il lavoro da dove lo aveva lasciato, facendo letteralmente impazzire chiunque provasse a fermarlo, con l’aggiunta di dover giocare praticamente con una sola gamba, mentre in difesa Looney ha dimostrato di poter dare un contributo di gran lunga migliore rispetto all’orribile prestazione di DeMarcus Cousins, una delle poche scommesse sbagliate nella baia: il centro arrivato tra le file dei Golden State Warriors nel luglio 2018, sarebbe infatti dovuto essere la ciliegina sulla torta di una “line-up” da videogame, e invece si sta rivelando passo dopo passo un vero flop. Nonostante una buona supremazia sul parquet, il tabellino dopo i primi 24 minuti parlava di un ristretto +4 per i padroni di casa, che un Kawhi Leonard in stato di grazia, ha prontamente ribaltato. Due triple nell’arco di quindici secondi ad inizio terzo quarto, hanno assestato un duro colpo psicologico ai ragazzi di Steve Kerr. I suoi sono stati costretti ad aprirsi molto di più, lasciando sguarnito il ferro, e Leonard ha colto la palla al balzo. Quando però l’ex pupillo di Popovich è andato a sedersi in panchina, i Raptors rischiavano un’imbarcata; l’unica tripla segnata, quella del 64-61, è arrivata a 4 minuti dalla fine del terzo quarto, segnando il vantaggio che poi i Raptors hanno mantenuto fino alla sirena.

Un tre su tre è ora davvero impossibile?

Ai campioni in carica ora serve un solo risultato per poter ribaltare le cose: vincere le prossime tre partite senza mai perdere. Operazione che con l’assenza di Kevin Durant sembra davvero impossibile. A Curry e compagni mancano infatti i suoi punti, le sue spaziature che consentono proprio al numero 30 di avere meno pressione sul suo possesso, consentendogli di prendersi tiri molto più utili alla causa. Anche a livello difensivo la mancanza di Kevin Durant si sta facendo sentire: è un difensore perimetrale molto utile alla causa, ed ha una media di 2,5 blocchi a partita, che per uno del suo ruolo non sono di certo pochi. Ovviamente gara quattro saprà dirci se Toronto riuscirà a conquistare il suo primo titolo NBA, o se in un modo o nell’altro, nella baia, magari con una reazione d’orgoglio, porteranno le cose avanti ancora altri quarantotto minuti.

 

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