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Pastore ammette: “Non rischio la mia vita per giocare a calcio”

Ci sono pareri discordanti tra i giocatori della Roma sulla ripresa della stagione. Lorenzo Pellegrini è disposto a tornare in campo al più presto per dare anche un sorriso alla gente costretta a restare a casa; Javier Pastore, invece, vede il ritorno in campo ancora molto lontano.

In un’intervista concessa via Skype alla televisione ‘La Red’, Pastore si dimostra pessimista in tal senso.

“Tra due settimane vedremo cosa cambierà, ma secondo me se vuole Dio potremo tornare a giocare tra circa due mesi, ovvero a giugno. Basta guardare la Cina, dove sono in quarantena da tre mesi e ancora non hanno ripreso a giocare”.

“E poi io credo che la salute sia la prima cosa. Per me il calcio ha rappresentato sempre tutta la mia vita, fin da quando avevo 5 anni, ma non rischio la mia vita per giocare a pallone”.

Sul taglio degli stipendi, il ‘Flaco’ mette in mostra una buona dose di onestà e maturità.

“Credo che sia logica una riduzione o un taglio dei nostri stipendi. Vedremo se sarà per un mese, per due mesi, ma bisogna fare tutto il possibile per passare indenni questo momento. Se non possiamo giocare e fare guadagnare la squadra, è normale che ci sia una riduzione dello stipendio”.

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