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Perchè Cristiano Ronaldo non ha risollevato il livello della Serie A

È da agosto che non si parla d’altro: Cristiano Ronaldo alla Juventus, finalmente la Serie A torna ai livelli di un tempo, quando era il campionato più bello e sopratutto competitivo al mondo. Tutti ne erano (e sono tutt’ora) convinti, compreso me stesso, che però è riuscito fortunatamente a cambiare idea.

Se lo avesse preso un’altra squadra

Tutti si aspettavano che con l’arrivo di un campionissimo come lui nel nostro campionato, tutti gli altri top player seguissero a ruota il suo esempio, e invece non sarà così: ad essersi alzato è infatti solo ed esclusivamente il livello del club torinese, allo scopo di portare a Torino la tanto ambita Champions League. Per i restanti 19 club del campionato infatti, ad alzarsi sono stati solamente i prezzi dei biglietti contro i bianconeri. Se però CR7 fosse arrivato in quel di Milano o di Roma, ora saremmo sicuramente tornati ad essere importanti.

C’era una volta…

La situazione però non è sempre stata questa, c’era un tempo infatti, in cui la Serie A non era vista come un campionato minore rispetto a Premier e Liga, ma come la punta di diamante del calcio europeo, un ecosistema in cui sguazzavano dentro i migliori piedi del pianeta: Ronaldo (e non Cristiano), Batistuta, Salas, Zidane e via dicendo. Il livello era alto, ma anche ben distribuito, visto che monopolizzare per anni lo scudetto era letteralmente impossibile e anzi, a combattere per esso c’erano almeno 3-4 squadre per ogni stagione. Era però un altro calcio, fatto di un attaccamento alla maglia ancora abbastanza forte e di spese folli fatte senza pensarci su nemmeno un minuto, in una vera e propria corsa al campione più forte, come ad esempio i 56,81 milioni di euro spesi dalla Lazio di Cragnotti per Hernan Crespo, o i 46 milioni di Moratti per accaparrarsi Vieri.

Juventus=vittorie

Adesso invece il discorso è ben diverso: tra la prima del campionato (la Juventus da anni) e la seconda, c’è un distacco abissale, fatto di scelte societarie sbagliate, di ambizioni sottovalutate e di occasioni non colte. L’esempio lampante è quello del Napoli di De Laurentis, che nella scorsa stagione, quando a gennaio era in testa al campionato, con la seria possibilità di puntare allo scudetto, ha deciso invece di gettare tutto alle ortiche. Durante il mercato di riparazione infatti, il presidente scelse di non apportare rinforzi alla squadra, arrivando a soccombere agli Juventini nella fase finale del torneo e a dover rinunciare all’Europa League, competizione per la quale erano i favoriti. La Juventus invece, con delle ponderate scelte societarie ha avuto negli anni una crescita esponenziale dall’era calciopoli, rimanendo sempre alla ricerca di un tassello utile a migliore la rosa ed è per questo che non si è fatta sfuggire l’occasione CR7. Il suo arrivo però, ha rafforzato solo la rosa dei bianconeri, creando infatti un distacco ancora più evidente con il resto delle big, che allo stato attuale non possono e molto probabilmente non riusciranno a stare dietro al passo dei bianco neri, lanciati ancora una volta verso l’ennesimo scudetto.

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