Home / Editoriali / Schumi, sei anni dentro un lungo pit-stop: la lotta continua

Schumi, sei anni dentro un lungo pit-stop: la lotta continua

In una assolata mattina di fine anno la vita di Schumacher incontrava un lungo pit-stop. Come quelli da cui ripartiva in pista alla grande, verso nuovi traguardi

di Stefano Ravaglia

Strana la vita per chi è andato sempre a 300 km orari e al massimo si è fratturato una gamba, salvo poi vedere la sua vita stravolta durante una banale sciata. Meribel, Francia, 29 dicembre 2013: sono passati sei anni da quel giorno, uno di quei giorni in cui la vita senza dirti nulla ti presenta il conto.

Che conto sarà mai, poi? Aveva forse bisogno Michael Schumacher, 7 volte campione del mondo, di pagare un debito con la fortuna?

Lui che a Kerpen, in un kartodromo che ora non esiste più e che era di proprietà del padre, era sceso in pista per uscirne tanti anni dopo con onori e glorie conquistate solo con il suo talento e la sua integerrima maniacalità?

Lui prima odiato (nel 1994 non rispettò la bandiera nera a Silverstone e all’ultimo GP buttò fuori Hill vincendo il Mondiale) e poi amato e rabbonito dal rosso Ferrari che ha invaso le case di milioni di italiani?

E invece, su quelle nevi francesi, una caduta dagli sci ha imprigionato in qualcosa che non sappiamo, che non possiamo giustamente sapere, un campione che ha battuto tutti, tranne la sfortuna. Corinna, moglie fedele e pia, che oltre al dolore e alla solitudine deve difendere suo marito dalle speculazioni, così come lui cercava di tenersi dietro gli avversari in pista, ha acceso una piccolissima luce qualche giorno fa, quando sui social network ha sganciato la speranza: “le grandi cose iniziano da piccoli passi”.

Keep fighting, continua a combattere, è il nome del sito e del canale aperto come organizzazione no profit per svariate attività, dalla cultura alla scienza, dall’educazione alla salute, tutto sotto al motto “never give up”, mai arrendersi, in sintonia con quello che sta passando l’ex pilota di Benetton, Ferrari e Mercedes.

E’ calato il silenzio, com’era giusto fosse, sulla sua vita, sul suo percorso, sulla sua nuova e problematica condizione. Ma se andiamo sul sito di questa nuovo tributo al carattere di un mito che ha fatto della determinazione e della fame il suo credo, troviamo una cosa bellissima: un puzzle di fotografie della sua vita e della sua carriera, che compongono un grande mosaico.

Ecco i tasselli a cui Corinna si riferisce: magari, tra qualche tempo, li vedremo tutti sistemati l’uno accanto all’altro e celebreremo la sua rinascita, il ritorno, se non alla vita di ogni giorno, a qualcosa che ci somiglia molto.

Jean Todt, ex caposquadra Ferrari che con Schumi ha condiviso tutti i trionfi in rosso dopo anni di digiuno, lo scorso ottobre ha detto:

Ho letto cose incredibili sul suo ricovero e come al solito quelli che sanno non parlano, e quelli che non sanno parlano. Guardo sempre i GP in tv con lui, continua a lottare”.

In settembre poi, si è vociferato su una serie di cure a cui il campione tedesco si sarebbe sottoposto in Svizzera, ma com’è ovvio che sia i dettagli sono pochi anche perché c’è poco di considerevole da dire. Bisogna proteggere la privacy e soprattutto il figlio Mick, che si sta comportando benissimo in Formula 2 e questa estate prima del Gran Premio di Germania a Hockenheim, aveva guidato la F2004, la monoposto dell’ultimo titolo del padre, quindici anni fa.

Che è ancora dentro a un lungo pit-stop, di quelli che sembrano non finire mai: cambia le gomme, fai un po’ di rifornimento, e riparti, Schumi. Ti stiamo aspettando.

About Stefano Ravaglia

leggi anche

La sera che San Siro scoprì Alexandre Pato

Esordio travolgente contro il Napoli a San Siro. Poi infortuni, brutte prestazioni e un mesto …

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi